La pizza mortale

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di Progetto Vivere Vegan, 01/04

nelle foto il cucciolo di bufalo salvato dalla Dottoress Dorothea Fritz

Tutti conoscono la pizza come simbolo della cucina italiana. Sia gli onnivori che i vegetariani decantano la sua bontà. Eppure uno dei suoi ingredienti, la mozzarella, non e’ per niente “buona”; perché è fatta con il latte sottratto ai vitellini ed e’ causa della morte sia dei maschi, avviati al macello per la loro carne che delle femmine le quali vengono ugualmente macellate dopo essere state sfruttate per la produzione di latte.

Quando poi si tratta di mozzarella di bufala i produttori arrivano a eliminare i vitellini maschi subito dopo la nascita perche’ la loro carne non rientra nel consumo comune. La Dottoressa Dorothea Fritz, veterinario che dirige una clinica nel Casertano, racconta come un vitellino di bufalo, Emilio-Giovanni, le ha aperto gli occhi…e il cuore. Ecco la loro storia.
“[Nonostante non mangiasse piu’ carne da tanti anni], continuavo a mangiare formaggio e latticini e a bere latte. Avevo rimosso dalla mia mente la prassi che ben conoscevo di togliere il vitellino alla mamma subito dopo la nascita e le grida delle mamme e dei piccoli che volevano stare insieme. Ho scacciato questi pensieri per ben 22 anni. Fino a quando Emilio-Giovanni ha incrociato la mia strada.
L’ho visto mentre tornavo a casa in macchina: 45 kg di miseria, una macchia grande e nera lungo la strada che porta a casa mia. Al primo momento ho pensato ad un cane abbandonato, ma poi mi sono accorta che era un vitellino. Era stato buttato li’ come spazzatura perché non serviva all’allevatore: non poteva produrre latte e nemmeno valeva la pena di macellarlo perché la carne dei bufalini non è idonea all’alimentazione umana.
Non e’ stato facile metterlo in macchina e prestargli i primi soccorsi. Aveva un brutto raffreddore con febbre altissima; non voleva nemmeno mangiare. Alla fine ce l’ha fatta. E, alla fine, anch’io ho capito: ad Emilio-Giovanni non interessava granché il biberon, piuttosto cercava la vicinanza del mio corpo, il calore, le carezze,  insomma voleva la mamma! Mi ha fatto capire che, chiudendo i miei occhi ed il mio cuore, avevo contribuito a perpetuare una crudeltà immensa: da vegetariana ero sempre stata convinta di non partecipare all’uccisione di animali per poterli mangiare; dimenticavo che chi consuma latte e latticini e’ responsabile della nascita dei vitelli e che questi vitelli, per tutta la loro breve esistenza, sono condannati a soffrire.
Ora Emilio-Giovanni vive con me. Lui e’ fortunato: non farà la stessa fine dei suoi fratellini che ogni anno nascono e muoiono nelle zone di produzione di mozzarella di bufala. L’anno scorso nel Casertano, per esempio, sono nati – e morti –  circa 200 mila vitelli.
Per quanto mi riguarda sono felice di non vivere più una bugia. Inoltre mi sento benissimo – ho addirittura più energia di prima – senza mangiare ne’ carne, ne’ latte, ne’ latticini. Grazie a Emilio-Giovanni!”
Ciascuno di noi può salvare i fratelli di Emilio-Giovanni eliminando, come la dottoressa Fritz, la carne, il latte e i latticini dalla propria dieta. E la pizza? Ha un sapore ancora più buono senza il sangue. Viva la pizza senza mozzarella! Viva la pizza vegana!

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