Lettera aperta ai rettori delle Università di Parma e Torino

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Chiediamo che i macachi coinvolti nel Progetto Light-Up siano liberati: lettera aperta ai rettori dell’Università di Parma e Torino.


Dopo il flash mob, che si è tenuto a Firenze il 6 febbraio 2021, per dare visibilità alla protesta contro l’esperimento “Light-Up”, Progetto Vivere Vegan torna all’azione inviando una lettera aperta ai rettori delle Università di Parma e Torino.

Anche se in tanti ci siamo già mobilitati contro questa ricerca, che vede coinvolti 6 macachi, è difficile avere informazioni su cosa stia accadendo negli stabulari e cosa stiano sopportando gli animali coinvolti.

Inviatiamo tutti a firmare la lettera aperta come dimostrazione pacifica contro l’esperimento e per chiedere la liberazione dei 6 macachi.

FIRMA ORA LA LETTERA

Questo il testo della lettera:

Chiar.mo Prof. Stefano Geuna, Chiar.mo Prof. Paolo Andrei,

con questa lettera aperta, noi sottoscritti, ci rivolgiamo a voi in quanto Rettori delle Università di Torino e di Parma, coinvolte nel progetto Light-Up, per chiedere la liberazione dei 6 macachi coinvolti nell’esperimento. 

Molte associazioni e organizzazioni animaliste, vegane, antispeciste e tante singole persone, professionisti, persone della cultura e dello spettacolo, gente comune, sono unite e stanno da tempo manifestando tutto il loro dissenso verso questa sperimentazione che è divenuta il simbolo di una battaglia più grande: mai più animali nei laboratori scientifici. 

I macachi detenuti nei vostri stabulari sono, come noi umani, animali: soffrono e provano emozioni. Rinchiusi e privati dei giusti stimoli comportamentali della loro specie, sottoposti a sperimentazione, e alla fine eliminati perché divenuti inutili per l’esperimento. Il progetto Light-Up in atto li sottopone ad un trattamento che riteniamo inaccettabile e ci appelliamo al vostro senso etico e di rispetto. 

Vogliamo portare quindi l’attenzione sulla totale mancanza di etica di tale progetto che causa grave sofferenza a esseri senzienti – che anche il Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea di Lisbona riconosce come tali – per studi sulle patologie umane. 

Chiediamo, e ci rivolgiamo a voi per questo, che i sei macachi siano subito liberati e affidati alle associazioni che si sono offerte di ospitarli in rifugi adeguati alla loro esistenza, nel rispetto delle loro esigenze psicologiche e fisiche. Siamo coscienti che questa soluzione sarà pur sempre un ripiego rispetto alla loro vita libera in natura, ma è l’unica possibile.

Sappiamo – notizia recente – che l’Università di Verona, in accordo con il Comune della città, ha deciso di chiudere la linea di ricerca sulle scimmie, liberando tre animali detenuti per esperimenti. Questo è un segnale importante e significa che mentre alcuni scienziati si rendono conto che non è più possibile accettare di usare gli animali nei laboratori (quantomeno i primati), altri portano avanti le loro ricerche senza tenere conto delle richieste e delle proteste di tante organizzazioni animaliste, che cercano di aprire un varco nell’ingiusto muro della sperimentazione animale.

Chiediamo che anche le vostre due Università scelgano di investire nei metodi di sperimentazione alternativa a quella animale. 

Crediamo che tutte le Università scientifiche debbano rinunciare una volta per tutte al sacrificare esseri senzienti e utilizzare altri metodi perché non può esserci vero progresso senza che sia accompagnato da corrispondenti scelte etiche. 

Richiediamo dunque con determinazione la liberazione dei 6 macachi detenuti negli stabulari dell’Università di Parma e l’abbandono di ogni ricerca che sfrutti animali, per intraprendere una ricerca alternativa ed etica.

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A proposito dell'Autore

Progetto Vivere Vegan

Associazione di volontariato attiva dal 2001, che promuove la cultura vegan come condizione necessaria per eliminare la sofferenza degli animali non umani.

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