Stop “Progetto Light-Up”

     

    Chiedi che i macachi del Progetto Light-Up siano liberati
    Negli stabulari dell’Università di Parma sono detenuti 6 macachi, destinati a subire un esperimento sulla cecità. Si tratta del Progetto Light-Up, portato avanti in collaborazione con l’Università di Torino. Gli animali sono detenuti al di fuori di ogni standard naturale e subiranno un esperimento invasivo.
    Firma subito la nostra lettera aperta. Chiedi alle Università di Parma e Torino di liberare i macachi.

    Firma la nostra lettera aperta

    Chiar.mo Prof. Stefano Geuna, Chiar.mo Prof. Paolo Andrei,

    con questa lettera aperta, noi sottoscritti, ci rivolgiamo a voi in quanto Rettori delle Università di Torino e di Parma, coinvolte nel progetto Light-Up, per chiedere la liberazione dei 6 macachi coinvolti nell’esperimento. 

    Molte associazioni e organizzazioni animaliste, vegane, antispeciste e tante singole persone, professionisti, persone della cultura e dello spettacolo, gente comune, sono unite e stanno da tempo manifestando (https://www.viverevegan.org/le-emozioni-durante-il-flash-mob-contro-lesperimento-sui-macachi/) tutto il loro dissenso verso questa sperimentazione che è divenuta il simbolo di una battaglia più grande: mai più animali nei laboratori scientifici. 

    I macachi detenuti nei vostri stabulari sono, come noi umani, animali: soffrono e provano emozioni. Rinchiusi e privati dei giusti stimoli comportamentali della loro specie, sottoposti a sperimentazione, e alla fine eliminati perché divenuti inutili per l’esperimento. Il progetto Light-Up in atto li sottopone ad un trattamento che riteniamo inaccettabile e ci appelliamo al vostro senso etico e di rispetto. 

    Vogliamo portare quindi l’attenzione sulla totale mancanza di etica di tale progetto che causa grave sofferenza a esseri senzienti - che anche il Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea di Lisbona riconosce come tali - per studi sulle patologie umane. 

    Chiediamo, e ci rivolgiamo a voi per questo, che i sei macachi siano subito liberati e affidati alle associazioni che si sono offerte di ospitarli in rifugi adeguati alla loro esistenza, nel rispetto delle loro esigenze psicologiche e fisiche. Siamo coscienti che questa soluzione sarà pur sempre un ripiego rispetto alla loro vita libera in natura, ma è l’unica possibile.

    Sappiamo - notizia recente - che l'Università di Verona, in accordo con il Comune della città, ha deciso di chiudere la linea di ricerca sulle scimmie, liberando tre animali detenuti per esperimenti. Questo è un segnale importante e significa che mentre alcuni scienziati si rendono conto che non è più possibile accettare di usare gli animali nei laboratori (quantomeno i primati), altri portano avanti le loro ricerche senza tenere conto delle richieste e delle proteste di tante organizzazioni animaliste, che cercano di aprire un varco nell'ingiusto muro della sperimentazione animale.

    Chiediamo che anche le vostre due Università scelgano di investire nei metodi di sperimentazione alternativa a quella animale. 

    Crediamo che tutte le Università scientifiche debbano rinunciare una volta per tutte al sacrificare esseri senzienti e utilizzare altri metodi perché non può esserci vero progresso senza che sia accompagnato da corrispondenti scelte etiche. 

    Richiediamo dunque con determinazione la liberazione dei 6 macachi detenuti negli stabulari dell’Università di Parma e l’abbandono di ogni ricerca che sfrutti animali, per intraprendere una ricerca alternativa ed etica.

    In fede,

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    Crediamo che tutte le Università scientifiche debbano rinunciare a sacrificare esseri senzienti e utilizzare altri metodi perché non può esserci vero progresso senza corrispondenti scelte etiche.

    Cos’è il Progetto Ligth-Up
    Progetto “Light-Up” è una ricerca delle Università di Parma e Torino, che comporterà un’operazione al cervello di 6 macachi, da cui verrà asportata una parte di corteccia visiva, provocando la parziale cecità degli animali. I macachi vivranno poi per molto tempo sono controllo in un ambiente sterile, privo di ogni naturalità e senza relazioni intraspecifiche, per loro fondamentali. In seguito è altamente probabile che essi, resi così inutili al sistema, vengano soppressi.
    Per quanto tutti ci auguriamo che siano trovate cure per le lesioni cerebrali che causano cecità, siamo convinti che la ricerca vada effettuata senza torturare altri esseri senzienti.

     

    Chiediamo nuovi modelli di ricerca senza l’uso degli animali
    I macachi dell’Università di Parma sono anche un simbolo dei milioni di animali che ogni anno vengono soppressi nei laboratori di tutto il mondo. Animali che hanno chiaramente il diritto di non soffrire e di non essere uccisi, proprio come qualsiasi essere umano.
    Quello che condanniamo è di per sé l’uso degli animali, al di là dei danni che possano subire durante la detenzione e gli esperimenti. Crediamo che la nostra specie non abbia diritto di dominare sulle altre. La nostra è una posizione etica e chiediamo di investire le risorse economiche e le capacità dei ricercatori in studi con modelli alternativi.

    FIRMA LA LETTERA APERTA


    Foto: EssereAnimali