Le emozioni durante il flash mob contro l’esperimento sui macachi

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Il 6 febbraio, a Firenze, si è tenuto il flash mob, organizzato da Progetto Vivere Vegan, contro la decisione del Consiglio di Stato di permettere alle Università di Parma e di Torino di portare avanti la sperimentazione sui macachi nel Progetto Light-Up.


Flash mob contro l’esperimento “LIGHT-UP”


Molte testate hanno riportato la notizia del Progetto “Light-Up”: una ricerca delle Università di Parma e Torino che comporterà un’operazione al cervello di 6 macachi, da cui verrà asportato un pezzo di corteccia visiva, provocando la parziale cecità degli animali. In seguito è altamente probabile che essi, resi così inutili al sistema, verranno soppressi.

60 degli attivisti intervenuti al flash mob, in piazza Santa Maria Novella, si sono bendati e disposti in una lunga fila, in silenzio, per immedesimarsi negli animali che saranno sottoposti all’esperimento. Le bende bianche -colore simbolico della ricerca scientifica medica, dei camici bianchi- mostravano delle X al posto degli occhi, per evidenziare l’oggetto della ricerca, la vista appunto.

La musica, i cartelli e i testi recitati da alcune delle attiviste hanno completato il messaggio che è arrivato forte e chiaro ai passanti, creando commozione e interesse.

Queste le parole diffuse attraverso un megafono:

Siamo qui per esprimere il nostro dissenso verso la decisione del Consiglio di Stato di permettere alle Università di Parma e di Torino di portare avanti la sperimentazione sui macachi nel Progetto Light-Up.

In questo esperimento, di cui chiediamo l’immediata cancellazione, i macachi verranno operati al cervello, dal quale verrà asportato un pezzo di corteccia visiva, provocando la parziale cecità degli animali. In seguito è altamente probabile che essi, resi così inutili al sistema, verranno soppressi. Per quanto tutti ci auguriamo che vengano trovate cure per le lesioni cerebrali che causano cecità, siamo convinti che la ricerca vada effettuata senza torturare altri esseri viventi.

LIBERIAMOLI, LIBERIAMOLI, LIBERIAMOLI

Smettere di torturare animali dovrebbe essere considerata una priorità assoluta e invece è facile constatare che, ancora oggi, i fondi destinati alla ricerca con metodi alternativi alla sperimentazione animale, sono irrisori.

Ai sei macachi del progetto Light-Up verrà asportata corteccia cerebrale visiva: come si può chiamare questo “scienza”? Smettere di torturare animali dovrebbe essere una priorità per la ricerca scientifica: l’etica non può essere parziale, l’etica è universale.

LIBERIAMOLI, LIBERIAMOLI, LIBERIAMOLI

Noi diciamo no al sacrificio dei sei macachi, no alla ricerca lorda di sangue, no allo sfruttamento animale, no al dolore e alla sofferenza, no alla tortura. Perché il rifiuto della violenza è un principio universale, non può riguardare solo la specie umana.

Noi umani non siamo i soli in grado di provare dolore e sentimenti. Tutti gli altri animali provano dolore e sentimenti. I macachi soffriranno le pene dell’inferno: non lo possiamo accettare. Tutti gli animali vivisezionati nei laboratori di ricerca soffrono queste pene: noi non lo possiamo accettare.

LIBERIAMOLI, LIBERIAMOLI, LIBERIAMOLI

I macachi dell’Università di Parma sono anche un simbolo dei milioni di animali che ogni anno vengono soppressi nei laboratori di tutto il mondo. Animali che hanno chiaramente il diritto di non soffrire e di non essere uccisi, proprio come qualsiasi essere umano”.

Lo status quo è comodo per molti: scienziati, allevatori, persone che temono ripercussioni sulla propria sicurezza senza sacrifici animali. Dobbiamo prendere atto che certi limiti non si possono superare e la tortura non si può accettare mai, in nessuna forma, verso nessuna specie.

LIBERIAMOLI, LIBERIAMOLI, LIBERIAMOLI

Noi non abbiamo intenzione di permettere l’accecamento e l’uccisione dei macachi e faremo tutto quello che è in nostro potere per sensibilizzare l’opinione pubblica e cercare di portarli in salvo.

LIBERIAMOLI, LIBERIAMOLI, LIBERIAMOLI

Da anni milioni di animali avrebbero potuto essere salvati se solo ci fosse stata la volontà. Si è preferito però non puntare sui metodi alternativi, si è scelto di conservare lo status quo, inevitabilmente comodo per molti scienziati, si è scelto di non intaccare l’immenso giro d’affari che coinvolge allevamenti di animali da laboratorio e aziende che producono le relative attrezzature: dagli stabulari che ospitano le cavie agli strumenti di contenzione per tenerli fermi durante alcuni esperimenti.

LIBERIAMOLI, LIBERIAMOLI, LIBERIAMOLI

Perchè proprio questo flash-mob

Abbiamo scelto questa forma di protesta teatrale per incuriosire di più i passanti e per spiegare così la nostra posizione su questa ricerca e sulla sperimentazione in genere.

Ci auguriamo che vengano trovate cure per le lesioni cerebrali che causano cecità, ma siamo convinti che tale ricerca vada effettuata senza torturare altri esseri viventi.

Quello che condanniamo è di per sé l’uso degli animali, al di là dei danni che possono subire durante la detenzione e gli esperimenti. Crediamo che la nostra specie non abbia diritto di dominare sulle altre. La nostra è una posizione etica e chiediamo di investire le risorse economiche e le menti dei ricercatori in studi con modelli alternativi.

Sempre più persone condannano la ricerca basata sulla detenzione di animali privati della loro libertà e sottoposti a esperimenti, che siano scimmie, cani, gatti o cavie.

In tutta Italia, a Parma, Torino, Milano, Roma, si sono tenute altre forme di protesta e altre ne seguiranno, perché molte associazioni e molti attivisti si stanno mobilitando. Tutto il mondo animalista chiede la cessazione e la liberazione di questi 6 macachi dell’Università di Parma che, loro malgrado, sono divenuti un simbolo dei milioni di animali che ogni anno vengono usati e soppressi nei laboratori di tutto il mondo.

Vai alla galleria dell’evento: clicca qui

Progetto Vivere Vegan


testo e foto sono soggetti a Copyright – foto: Francesco Ristori
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A proposito dell'Autore

Progetto Vivere Vegan

Associazione di volontariato attiva dal 2001, che promuove la cultura vegan come condizione necessaria per eliminare la sofferenza degli animali non umani.

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