Una definizione inaccettabile. Lettera aperta a La Repubblica

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Lettera aperta a La Repubblica – Gennaio 2014 –

Una definizione inaccettabile

Faccio parte dell’associazione onlus Progetto Vivere Vegan che si occupa di diffondere i concetti di veganismo, antispecismo e animalismo e, sulla base di questi, incoraggiare e promuovere comportamenti virtuosi nella vita quotidiana.
Questa associazione da anni propone iniziative – assolutamente prive di violenza di alcun tipo – rivolte a informare e a stimolare la riflessione sul veganismo.
Essere Vegan significa condurre la propria esistenza attuando comportamenti che non abbiano ricadute negative – in termini di sfruttamento, crudeltà e mancanza di rispetto – nei confronti di tutti gli esseri viventi.
Essere Antispecisti significa negare, nel modo più assoluto, che vi siano specie viventi la cui vita sia da ritenersi più degna di rispetto di altre; significa sostenere che, a qualsiasi essere senziente, debba essere riconosciuto il diritto di vivere, pienamente e piacevolmente, la propria esistenza.
Essere Animalisti significa essere convinti e adoperarsi nella società civile, affinchè agli animali non umani vengano riconosciuti gli stessi diritti degli umani, e gli sia dovuto lo stesso rispetto.
E’ comunemente ritenuto del tutto illecito approfittarsi di chi è svantaggiato, per fragilità fisica o mentale, o perchè molto giovane, anziano, o malato. Sentiamo il dovere morale ed etico di difendere e proteggere chi non può farlo da solo.
Gli animali non umani appartengono a queste categorie di svantaggiati: sono completamente nelle nostre mani, come bambini, malati e anziani. Proprio perchè abbiamo il potere di decidere per loro, abbiamo il dovere di scegliere di rispettarli e amarli.
Aver letto su “la Repubblica” di domenica 29 dicembre nel titolo dell’articolo in prima pagina e, a caratteri cubitali a pagina 22, il termine nazi animalisti, mi ha profondamente offeso e indignato.
Come si può tacciare di nazismo chi si batte per il rispetto e i diritti di quelli che sono gli ultimi, i più indifesi, discriminati e fragili, i più sfruttati e violati sulla faccia della terra, quali sono gli animali non umani?
Se il termine, del tutto inappropriato, è stato usato dall’ormai famosa Caterina per indicare quelli che l’hanno offesa e minacciata, poteva anche essere riportato, magari fra virgolette, nell’articolo; ma averlo scritto nel titolo dimostra chiaramente la scelta del vostro giornale di voler gettare fango sugli animalisti in generale e indurre, nei lettori, un’opinione negativa sugli stessi.
Questa presa di posizione di “la Repubblica” non soltanto è molto scorretta, ma sopratutto dimostra quanto ignoranti si sia, o tali si voglia rimanere, su certi argomenti.

Caterina Servi Scarselli
Progetto Vivere Vegan Onlus

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