Lettera aperta alla Regione Lazio sull’uccisione della mamma cinghiale e i suoi cuccioli avvenuta a Roma

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Lettera aperta alla Regione Lazio sull’uccisione della mamma cinghiale e i suoi cuccioli avvenuta a Roma

A:
Regione Lazio
Nicola Zingaretti

p.c a
Sindaca Virginia Raggi
Marcello Visca

Indirizzi mail:
presidente@regione.lazio.it
lasindaca@comune.roma.it
marcello.visca@comune.roma.it

Nella notte tra il 16 e il 17 ottobre 2020 nel Parco Mario Moderni in via Cava Aurelia a Roma abbiamo dovuto assistere, impotenti, all’uccisione di una mamma cinghiale e dei suoi cuccioli, animali innocui e inermi. E’ stata un’esecuzione da scena di film western, dove le armi contano più delle parole, delle idee, della cultura, del senso civico.

I video e le foto che stanno girando sui social, ci descrivono momenti di forte tensione fra chi, cittadini e rappresentanti di associazioni, ha fatto di tutto per difendere la vita di questi animali, e chi ha eseguito l’ordine di portare a termine  l’uccisione senza mostrare alcuna empatia per le vittime. Le urla dei cittadini disperati che chiedevano la salvezza degli animali sono rimaste inascoltate. Le proposte di adozione concrete per questi animali sono rimaste inascoltate.

Siamo sgomenti e ci sentiamo colpevoli di non essere riusciti a proteggere degli esseri indifesi e innocenti. Animali che avevano imparato a fidarsi degli umani e avevano accettato nei giorni precedenti le attenzioni amorevoli e curiose dei bambini del quartiere che gli avevano donato anche del cibo, ammirati dai giochi dei cuccioli.

Ora noi ci chiediamo che fiducia possiamo avere nelle istituzioni che dovrebbero essere custodi della legalità quando, a nostro parere, stando ai fatti, chi ha preso l’infausta decisione ha:

– violato l’articolo 544-bis del Codice Penale, che condanna chi cagiona uccisioni di animali “con crudeltà o senza necessità” alla reclusione “fino a due anni”. I documenti che girano sul web non lasciano dubbi sulla crudeltà dell’esecuzione di una madre davanti ai suoi cuccioli destinati a fare la stessa orrenda fine e né si può dimostrare la necessità di tale uccisione dal momento che esisteva l’alternativa di adozione;

– interdetto a dei liberi cittadini di accedere a un’area pubblica per impedire che fosse commesso un crimine;

Siamo indignati. In primis come attivisti vegani, antispecisti e nonviolenti per una decisione così grave presa con tanta leggerezza solo perché i soggetti in questione non appartengono alla specie umana. Ma lo siamo anche come “semplici” cittadini italiani, perché sappiamo che la presenza dei cinghiali a Roma è dovuta alla cattiva gestione dei rifiuti, con la sporcizia abbandonata sul suolo, e che la loro espansione demografica è dovuta alla mala gestione della fauna selvatica al servizio dell’attività venatoria (alla quale si oppongono sempre più persone).

Ora vi chiediamo la gentilezza di rispondere a queste tre domande:

  • Perché avete ucciso degli animali indifesi che avrebbero potuto avere ospitalità in un rifugio?
  • Pensate di uccidere tutti i cinghiali che i rifiuti di Roma hanno attirato e continueranno ad attirare?
  • Noi cittadini come possiamo far valere civilmente la nostra idea di pace e difendere i più deboli?

Ci auguriamo che chi deve pagare paghi per questo gesto violento e inutile. Noi continueremo a chiedere che giustizia sia fatta, non ci stancheremo perché non possiamo scordarci le immagini di quella mamma che inutilmente e pacificamente ha cercato di difendere i suoi piccoli. Così come non dimentichiamo mai tutti gli animali rinchiusi e uccisi negli allevamenti o gli orsi reclusi nella prigione Casteller, per i quali chiediamo libertà.

Progetto Vivere Vegan ODV
19 ottobre 2020

I cinghiali, ignari della sorte che li attende, sono tranquilli nel parco giochi

Nella foto di copertina si vede, a terra, il corpo della mamma, narcotizzata o forse già morta, mentre un cucciolo le si avvicina. Le foto sono prese dal web.

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A proposito dell'Autore

Progetto Vivere Vegan

Associazione di volontariato attiva dal 2001, che promuove la cultura vegan come condizione necessaria per eliminare la sofferenza degli animali non umani.

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