“Stop Finnig” l’iniziativa dei cittadini europei e di alcune associazioni non governative per chiedere la messa al bando dell’asportazione e il commercio delle pinne di squalo!

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Puoi firmare la petizione che trovi in fondo all’articolo. È un modo concreto e pratico per dire basta al mercato di pinne di squalo nell’Unione Europea e salvare questi meravigliosi animali dallo sterminio.


Una premessa: forse non tutti sanno che l’Europa è uno dei maggiori fornitori di carne di squalo verso i mercati orientali. Ogni anno, vengono uccisi fino a 200 milioni di squali, e molte specie, vien da sé, sono sempre più minacciate in tutto il mondo. Gli squali vengono catturati per la loro carne, le pinne, il fegato e l’olio di squalo e costituiscono un importante sottoprodotto di molte attività di pesca di diverso tipo. Le pinne in special modo, si sa, sono l’ingrediente essenziale della zuppa tradizionale cinese. Si tratta di un piatto costoso ma molto ricercato tanto che la domanda di pinne di squalo è aumentata vertiginosamente a partire dagli anni ’80. Oggi, a Hong Kong il prezzo delle pinne di squalo lavorate varia tra i 90 e i 300 euro al chilo; al contrario nei mercati europei la vendita al dettaglio di carne di squalo varia tra 1 e 7 euro al chilo. Un valore nettamente inferiore.

Il ruolo dell’europa

Ovvio quindi che l’Europa sia divenuta velocemente uno dei maggiori fornitori del mondo di pinne di squalo verso l’Asia dell’est che propone affari d’oro. Ed è per questo che alcuni Stati membri dell’UE si classificano tra i primi 20 Paesi al mondo per la cattura di squali. Spagna, Francia, Inghilterra e Portogallo infatti mettono da soli l’Europa al secondo posto al mondo nella classifica dei Paesi maggiormente coinvolti nella pesca agli squali, dietro solo all’Indonesia, che però è prima in termini di volume di catture di squali, ma non in numero.


Cos’è il Finnig?

Questa pesca viene portata avanti principalmente attraverso una pratica chiamata “Finning”. Il Finning consiste nel tagliare le pinne degli squali e rigettare il resto della carcassa dell’animale in mare. Ciò accade perché mentre le pinne hanno un valore notevole, la carne, come abbiamo visto, rende poco. Le pinne sono facili da essiccare o congelare per lo stoccaggio a bordo dei pescherecci dove occupano un limitato spazio. Al contrario, la carne è più difficile da stoccare e da conservare in buone condizioni e occupa molto più spazio rispetto ad altre specie di maggior valore. Per questo, sebbene alcuni tipi di pesca catturino specificatamente gli squali solo per le loro pinne, il Finning viene praticato anche dai pescherecci che si occupano di catturare squali per la carne. Passano lunghi periodi di tempo in mare e catturando un gran numero di squali, capita abbastanza di frequente che non abbiano facile accesso ai mercati nei punti di sbarco. Quindi, meglio impossessarsi subito delle pinne, piuttosto che provare a conservare squali interi, rischiando di non sapere dove metterli. Insomma, fare a pezzi uno squalo e gettarlo in mare ancora vivo è un’attività terribile e crudele ma incredibilmente molto comune.


Qual è la legge in Europa?

Attualmente in Europa è in vigore una legge che vieta questa pratica, ma ci sono numerose deroghe che la rendono di fatto quasi solo “teorica”. Occorre quindi rafforzare la legge che vieta il Finning anche richiedendo la fine del mercato di pinne nell’UE includendo importazione, esportazione e transito. Il Canada, ad esempio, lo ha recentemente fatto (2019), e per fortuna in tutto il mondo molte persone stanno chiedendo la fine di questa terribile mattanza. Attualmente, l’iniziativa dei cittadini europei è il modo più diretto per proporre una modifica legislativa concreta alla commissione europea. Dal 2012, infatti, i cittadini dell’UE possono rivolgersi direttamente alla commissione europea. Forse non tutti sanno come funziona ed ecco quindi lo scopo di questa premessa.

Come si propone un’iniziativa

Per proporre un’iniziativa, è necessario prima di tutto costituire un comitato di cittadini, composto da almeno sette membri provenienti da almeno sette diversi paesi dell’UE. Dopo una valutazione positiva dell’iniziativa da parte della commissione europea, il comitato dei cittadini ha un anno di tempo per raccogliere le firme che devono essere almeno un milione. Questo numero deve essere raggiunto sommando le firme di almeno sette paesi europei. Il numero minimo richiesto di firme per singolo Paese è circa 750 volte il numero di membri del Parlamento Europeo del Paese in questione. Un esempio? In Italia sono necessarie circa 55 mila firme per ottenere il risultato. Se il numero di firme richiesto viene raggiunto entro il termine stabilito, la Commissione europea è tenuta a pronunciarsi  e il Comitato dei Cittadini può presentare la sua iniziativa al Parlamento Europeo in un’assemblea pubblica. Entro tre mesi, la Commissione europea risponderà su come intende procedere. Nella migliore delle ipotesi, ciò porterà all’adozione della proposta e ad un emendamento legislativo. Tuttavia, la Commissione Europea può anche rifiutare l’Iniziativa dei Cittadini e dichiarare le motivazioni che hanno portato a tale conclusione.

Cosa possiamo fare noi?

Per salvare gli squali quindi è importante dare il proprio contributo e, considerando che attualmente tutto quello che serve è una nostra firma in calce all’iniziativa Stop Finnig, chiunque può, senza dubbio, fare la propria parte.

Basta firmare qui -> https://www.stop-finning-eu.org/

Francesco Cortonesi
Progetto Vivere Vegan


Testo soggetto a Copyright – foto prese dal web
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A proposito dell'Autore

Francesco Cortonesi

In passato è stato sceneggiatore e speaker radiofonico. Oggi insegna in carcere e alle superiori, inoltre scrive storie di animali per numerose testate e si occupa di comunicazione per vari gruppi di attivisti, tra cui Zoout e La Rete dei Santuari.

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