M49, DJ3 e M57: i tre orsi rinchiusi al Casteller senza alcuna colpa

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In Trentino gli orsi M49, DJ3 e M57 rinchiusi nel recinto del Casteller sono in condizioni sempre più disperate. Ora una relazione dei carabinieri forestali spazza via ogni dubbio e conferma quanto sostenuto da tempo dagli animalisti. Fugatti, il presidente della Regione autonoma di Trento, ritira l’ordinanza di cattura per altri orsi.


Cos’è il Casteller?

Il Casteller è una prigione. E neppure delle migliori. È una prigione pensata per rinchiudere orsi e fiaccarne la resistenza. Non solo, è pensata anche per farli sparire. Fino a 2014, quando Daniza divenne un caso nazionale, la maggior parte delle persone non sapeva neppure che esistesse. Se eri un orso e finivi al Casteller nessuno sapeva più nulla di te. In parte realizzato negli anni 60, ma finito nel 2007 e gestito dall’Associazione Cacciatori Trentini (il che è tutto dire!) è ufficialmente grande 8 ettari, ma solo un decimo sono quelli dedicati agli animali. Il resto è utilizzato per coltivare le piante da rimboschimento. In pratica i tre orsi sono rinchiusi nello spazio equivalente di un campo da calcio. Se si considera che un plantigrado in media percorre circa 40 km al giorno, si capisce perché usare parole come “prigione” o “carcere”, non solo è appropriato, ma per certi versi anche riduttivo. In carcere infatti, se non altro, vengono organizzate alcune sporadiche attività ricreative. Al Castellelr se sei un orso, vivi rinchiuso senza neppure un qualche arricchimento ambientale. Arricchimento che previsto persino gli zoo più infami.
Quindi usiamo le parole corrette: per un orso il Casteller è l’inferno.

Come stanno gli orsi?

M49, DJ3 E M57 danno tutti gravi segni di squilibrio: M49 non mangia e si scaglia contro la recinsione, M57 presenta movimenti stereotipati, e DJ3, che è lì dentro da ben 9 anni, ormai vive perennemente nascosta. D’altra parte a dirlo non sono gli animalisti, a scriverlo nero su bianco sono i carabinieri forestali che, in una relazione del 21 settembre, attestano: “M49 ha smesso di alimentarsi e scarica tutte le sue energie contro la saracinesca della tana. Reagisce in maniera nervosa alla presenza umana. M57 si alimenta, ma ripete costantemente dei movimenti in maniera ritmata, prodromo di stereotipia. Presenta anche lesione cutanea nell’avambraccio sinistro, dovuto allo sfregamento nell’attività di cui sopra. DJ3, a causa della presenza e degli atteggiamenti degli altri due esemplari, spaventata, si è nascosta nel boschetto del recinto esterno, e non torna in tana per alimentarsi”.

Cos’altro dice la relazione?

Non solo, nella stessa relazione i carabinieri fanno menzione a una presunta ristrutturazione del Casteller che dovrebbe avvenire nel 2021 e a qualche idea su come gestire gli orsi reclusi. Ma neppure loro paiono molto convinti, tanto che fanno un giro di parole per dire che Fugatti (Il presidente della provincia autonoma di Trento n.d.r.) di orsi ne vuol catturare altri tre e che quindi verrà fuori un disastro.

Nella relazione infatti scrivono: “Tenuto conto che il Presidente della Provincia Autonoma di Trento ha emesso altre tre ordinanze di cattura e captivazione di altrettanti individui ritenuti problematici, tra cui JJ4, il Servizio Foreste e Fauna ritiene ineludibile aumentare la ricettività dell’area faunistica in questione. Allo scopo è stato prevista la traslocazione, in un immediato futuro, dell’individuo DJ3 presso l’area faunistica di Spormaggiore (TN) e, a lavori ultimati, la reimmissione nella zona outdoor dell’area faunistica di Casteller dei due individui M49 e M57, lasciando quindi libero un subrecinto che potrà essere occupato da un nuovo individuo da captivare.”
Quindi?
Quindi sposterebbero DJ3 per mettercene un altro? O forse addirittura tre, come dimostrano le ordinanze di Fugatti?
I carabinieri non sono neppure convinti di cosa succederà a DJ3 nella nuova struttura: “Dovrà inoltre tenersi in considerazione che DJ3 sarà destinata a condividere i medesimi spazi con altri due individui attualmente ospitati nell’area faunistica di Spormaggiore, e che quest’ultima non è dotata di strutture di preambientamento o subrecinti che possano consentire un graduale adattamento alla nuova situazione ambientale. Al riguardo si ritiene vadano valutati i rischi di possibili interazioni aggressive intraspecifiche; con possibile nocumento alle condizioni di benessere dell’individuo.”

Ricapitoliamo: in pratica si prevede di spostare DJ3, forse perché è impaurita dalla presenza di M49 e M57 e si pensa di trasferirla in un altro recinto dove ci sono altri due orsi.

Nel frattempo si pensa di mettere al Casteller un altro orso.
O forse addirittura tre.
Eh?! Abbiamo capito bene??!

Come si conclude la relazione?

Alla fine per dare un punto fermo a questa serie di paradossi, i carabinieri finalmente concludono: “Si evidenzia che, tenuto conto delle dimensioni e la struttura del recinto Casteller, pur con gli adeguamenti programmati, la prevista cattura e captivazione di ulteriori tre individui metterebbe in difficoltà l’intero sistema di gestione”
Se tutto questo non fosse tragico, ci sarebbe da ridere.

Ultriori aggiornamenti

È evidente che gli orsi al Casteller sono in una condizione drammatica e questo anche Fugati lo sa. Solo che adesso, con questa relazione, non può più far finta di nulla e allora ecco che subito ha revocato la sua ordinanza del 27 agosto scorso che disponeva “la cattura e la detenzione di qualsiasi orso che, pur senza causare danni, si fosse avvicinato ai centri abitati dei Comuni di Andalo e Dimaro Folgarida”.

E i veterinari che dicono?

Anche l’Associazione Veterinari della Provincia di Trento si è subito messa sulla difensiva e, onde evitare pessime figure, su una nota ufficiale scrive: “[si riscontra]  la necessità di istituire nel breve termine un Comitato etico provinciale, in grado di indirizzare la gestione orsi nel massimo rispetto delle loro caratteristiche etologiche”.
Come per dire che fino a ora gli orsi si sono rinchiusi semplicemente per toglierli di mezzo.
Evidentemente alle loro condizioni di salute non ci ha pensato nessuno.

E il ministro costa?

Bella domanda.
Il Ministro Costa a inizio 2020 aveva fatto proclami di rilievo, promettendo di occuparsi di M49. A oggi però, pur avendo inviato lui stesso i carabinieri forestali al Casteller e quindi avendo confermato l’interesse per la vicenda, resta un mezzo assente.
Non solo nessun luogo per ospitare M49 è stato proposto (com’era stato promesso) ma neppure ha ancora diramato una presa di posizione definitiva rispetto a M49, DJ3 e M57 che, ricordiamocelo, mentre noi siamo qui che scriviamo, sbattono la testa sulla recinsione, non mangiano e stanno nascosti in preda al terrore.
Letteralmente.

E quinidi? Cosa succederà adesso?

Difficile dirlo.
Di certo la situazione non potrà restare tale a lungo.
È possibile che alla fine Fugati riesca a strappare una riduzione del numero di orsi presenti in Trentino (attualmente sono poco più di 80) ma il problema sarà come farlo.
E M49, DJ3 e M57?
Per M49 e M57 la libertà immediata sarebbe l’unica soluzione sensata, mentre per DJ3 occorrerebbe prima un programma di reinserimento, visto che da troppo tempo vive rinchiusa. Se per i primi due ci sono speranze effettive, per DJ3 tutto sarà molto più difficile.

E comunque tutto dipende da quanto riusciremo a tener alta l’attenzione sulla sorte di questi animali. Le basi ci sono. Alcune attiviste hanno iniziato uno sciopero della fame a oltranza e la Leal- Lega Antivivisezionista sta portando avanti una campagna molto efficace per fare pressione costante sulle istituzioni. In generale, il mondo animalista sembra quindi pronto ad andare in fondo a questa storia. Mai arrendersi!

Francesco Cortonesi
Progetto Vivere Vegan

Foto di copertina: il recinto Casteller visto dall’alto. Evidenziata in rosso è la zona di detensione degli orsi.
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A proposito dell'Autore

Francesco Cortonesi

In passato è stato sceneggiatore e speaker radiofonico. Oggi insegna in carcere e alle superiori, inoltre scrive storie di animali per numerose testate e si occupa di comunicazione per vari gruppi di attivisti, tra cui Zoout e La Rete dei Santuari.

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