Relazioni vegane e non. Parte seconda

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Relazioni vegane e non. Parte seconda

Quasi tutti noi vegani ci siamo trovati a decidere come gestire il tema nelle nostre relazioni vegane, a casa e fuori, con chi vegano non è. Abbiamo dovuto trovare la strada più giusta, cercando magari di evitare la questione o affrontandola. Com’è andata?

  • 1) avete evitato di parlarne

  • 2) avete affrontato con delicatezza l’argomento

  • 3) avete sostenuto con forza la vostra scelta a costo di avere uno scontro

Quando si fa una scelta come la nostra, così potente, che coinvolge ogni aspetto della vita, anche se ci sentiamo nel giusto (e lo siamo!) rischiamo di risultare antipatici e pesanti a chi vuole invece continuare a non farsi problemi, a far finta di nulla, pensando magari, come la maggioranza, che: “gli animali sono al mondo per essere usati da noi umani, esseri superiori. Punto.”

Convivenza di coppia

La difficoltà maggiore è forse la convivenza di coppia, le relazioni vegane sotto lo stesso tetto: stessa casa, stesso letto, stesso frigorifero. Ma spesso l’amore che proviamo per l’altra persona ci fa essere tolleranti in maniera sorprendente. Finché l’amore dura. Allora ecco che sorvoliamo su cose che magari non faremmo passare ad estranei. Insomma al partner spesso si perdona. Ma non è per tutti così. Molti non iniziano nemmeno una relazione con chi non è in sintonia su questa scelta così importante. Molti la troncano. Fortunati sono quelli che il percorso lo fanno insieme. In ogni caso, soprattutto per il cibo, l’unica soluzione è adattarsi a divenire lo chef di casa e ad occuparsi della spesa (abbigliamento e detersivi compresi). Così fila tutto abbastanza liscio fra le mura domestiche, finché non si va in un ristorante tradizionale dove il menù diventa, per il nostro partner non vegan, una tentazione troppo forte. Così è vegano per forza a casa e non vegan fuori (e sono in tanti).

Quello che lascia in noi una profonda amarezza è l’incomprensione. Noi che conosciamo tutte le ragioni possibili per essere vegan (eticamente vegan) non riusciamo a capire e farci una ragione di come mai la persona che amiamo non le comprenda ed agisca di conseguenza. Ci dispiace, dobbiamo ammetterlo. E questo vale anche se si tratta di cari amici o parenti. Più le persone ci sono vicine, più il rammarico e forte.

Relazioni vegan sul posto di lavoro

Sul posto di lavoro, la questione cambia ancora. Ma in questo caso il più delle volte si rinuncia proprio ad affrontare l’argomento, soprattutto con il datore di lavoro o con i capi. Lo scontro non è consentito, il dialogo spesso risulta inutile. Si abbandona ogni speranza senza nemmeno iniziare.

Con gli estranei è più facile

Diverso è quando siamo di fronte a una persona che non conosciamo, che non fa parte della nostra vita. In questo caso ci sentiamo più liberi di dire la nostra, non abbiamo nulla da perdere (amore, lavoro, amicizia) e magari ci lasciamo ispirare da chi abbiamo davanti, improvvisandoci tutti un po’ psicologi.

Insomma nelle nostre relazioni vegan: siamo per lo più permissivi con il partner, cauti con i colleghi, intransigenti con gli estranei. Infondo siamo animali a tutti gli effetti e un minimo di istinto di conservazione ancora ci resta.

Laura e la sua linea dura

<< Sono circondata da amici, colleghi e parenti onnivori e ho avuto scontri con chiunque si approccia con me sull’argomento in maniera saccente (senza realmente sapere le cose, per cui equivale a chiusura mentale) o a presa in giro (che mi interessa relativamente, ma rispondo a tono), o con crudeltà (tipo “bona la ciccia bono l’abbacchio”) purtroppo in questi casi non riesco a rimanere calma, perchè non si riesce ad avere un dialogo, uno scambio. Per cui ho reazioni anche dure, a volte… Laura >>

Laura, certamente è facile perdere la calma di fronte ad atteggiamenti superficiali e poco rispettosi nei nostri confronti. Siamo però così sicuri che la linea dura e pura possa portare ad un risultato? Chi si rivolge a noi con strafottenza, forse non merita proprio nessuna considerazione e spesso lo scontro porta piuttosto alla chiusura totale del confronto. Ma poi è giusto che ognuno di noi si esprima in base al proprio carattere. Chissà che dopo una cazzottata di parole, il nostro avversario non si convinca che abbiamo ragione da vendere. Che dietro al sapore di della “ciccia” c’è tanta sofferenza che potrebbe risparmiare.

Luigi un po’ camaleonte

<< Praticamente io mi comporto a secondo di chi ho davanti. Il 29 marzo di quest’anno compio 10 anni che sono vegano per etica e quindi ormai riesco a intuire se chi ho davanti sia davvero interessato oppure se parla per prendere in giro. Praticamente a chi è interessato io rispondo chiarendogli qualsiasi dubbio con la speranza che il dialogo possa fargli capire e aprire il cuore, chi invece prende in giro io gli rispondo con argomenti assurdi da farlo restare a bocca aperta, mentre non dico nulla e evito chi invece sono sicuro che abbia un’anima talmente oscura da non poter accendere alcuna luce. Luigi >>

Luigi, il tuo approccio è un buon esempio per tutti noi. Giustamente camaleonte, ti adatti alla situazione che hai davanti. Concordo sul fatto che con alcune persone (che poi sono la maggioranza) è praticamente inutile iniziare un dialogo sul tema. Anche se, alcune volte, queste ci sorprendono e riusciamo a cogliere il loro carattere empatico.

Massimo e le distanze incolmabili

<< Questa scelta crea inevitabilmente delle distanze con parenti, amici e colleghi non solo sul piano della scelta alimentare, ma anche di quella etica. La cosa che mi accade sempre puntualmente è che dopo le prime risposte su dove prendo proteine e B12, quanto sia più salutare questo tipo di alimentazione, e una volta condivisa anche (a modo loro) la parte etica con l’amore per gli animali, i loro sensi di colpa li portano a mettersi sulla difensiva, chiudersi a riccio ed arrivare alla conclusione: “tanto non mi convinci eh”! Massimo >>

Massimo, hai colto il punto delicato della questione. Spesso si creano distanze difficili da risanare. Solo il nostro essere discreti (tenere le nostre idee per noi), fa sì che le persone non si allontanino troppo. Certamente diminuiscono gli inviti a cena. Questo è un dato di fatto. Facciamocene una ragione.

Genny innamorata dell’essere vegan

<< Arrivo subito al dunque…. scelta 2 che poi in parte è sfociata in 3 🙁 Premetto e confesso che ho una storia molto particolare alle spalle e quindi all’inizio ciò ha se non altro, potuto rendere la mia scelta ancora più “attaccabile” e infatti lo confesso è stata dura. Ho sofferto per 20 anni di anoressia nervosa e ti dico che solo 3 anni fa  ero ricoverata per la 7° volta (adesso ne ho 44).[…]

Per la cronaca i miei genitori all’inizio sono stati molto insospettiti e li capisco, venendo da un grave disturbo alimentare tutto ciò che secondo loro non era “normale” e “comune” era un allerta, ma non mi sono mai persa d’animo neppure con mio marito (ora ex) che ad ogni pasto ridicolizzava i nomi degli alimenti e la composizione nel piatto quasi disgustato deridendomi. Settimana dopo settimana, mese dopo mese ho continuato il mio percorso e con le lacrime agli occhi ti dico che ho rivisto riformarsi un corpo adulto e una luce di vita nei miei occhi. I miei genitori ad oggi vedendo la realtà sono contenti per come sto ma non condividono la scelta seppur in un clima sereno, con mio marito invece (convinto carnivoro e accanito cacciatore) le cose non sono andate bene e anche se non è riconducibile tutto alla scelta vegana una grossa parte SI.

I pochi amici che ho li ho visti subito dubbiosi soprattutto perchè non conoscendo quello che realmente mangia un vegano mi hanno guardata con quasi pietà e anche oggi nessuno di loro seppur con la mia evidente felice esperienza ha fatto una scelta similare ma se capita vengono molto volentieri a mangiare vegano con me e accettano in parte le mie idee (mai perdere la speranza…:-))

Per esperienza personale posso inoltre dire che sento in me molti cambiamenti rispetto all’inizio della mia scelta, adesso ho molto più a cuore ad esempio il rispetto di tutti gli animali, il rifiuto totale di abbigliamento in pelle o scarpe o borse. Non compro niente che sia testato sugli animali e uso solo prodotti rispettosi dell’ambiente.
Sono talmente “innamorata” di essere Vegan che vorrei essere più attiva nel poter diffondere la cultura vegana. In sostanza GO VEGAN. Genny >>

Grazie Genny per aver condiviso con noi la tua storia e grazie per la forza e la gioia che ci metti. Il tuo essere “innamorata” dell’essere vegan è un bel modo di raccontare il tuo stato d’animo. Non c’è molto da aggiungere alle tue parole, stai percorrendo la tua strada a testa alta e, certo, non perdere le speranze di “convertire” qualche amico! 😉

Dora Grieco
Progetto Vivere Vegan Onlus
8 febbraio 2019

Nel segno Vegan
A cura di Dora Grieco, architetto, designer e attivista vegan. Coautrice di Guida al Vivere Vegan, Terra Nuova Edizioni. Riflessioni, informazioni e confronto sul vivere quotidiano nel segno vegan.


Hai un quesito da porre o un’esperienza da raccontare che riguardi il vivere vegan? Scrivimi a: dora@viverevegan.org.

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