Mentre l’Australia brucia

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Mentre l’Australia brucia

L’Australia brucia per gli incendi divampati per cause naturali ma anche dolosi, complici le alte temperature e il vento. Colpiti in particolare Nuovo Galles del Sud, Victoria e Australia Meridionale. Il 2019 è stato in Australia l’anno più caldo e più secco mai registrato dal 1900 a oggi. Giorgio Vacchianoricercatore in selvicoltura e pianificazione forestale dell’Università degli Studi di Milano – ha ben spiegato come questo sia la causa principale di questi incendi e della difficoltà di spegnimento.

Si contano vittime umane (ad oggi almeno 26), case distrutte o danneggiate e il wwf parla di un miliardo di animali morti, perlopiù koala, canguri, opossum, vombati e pipistrelli.

Il numero degli Animali coinvolti e deceduti negli incendi è andato crescendo di giorno in giorno in modo esponenziale, senza però contare gli insetti, che comunque sono morti nel silenzio di tutti, proprio loro che aiutano a mantenere la biodiversità sulla Terra. Si parla poco anche degli Animali di allevamento, se non in termini di danni economici per chi li detiene. Come se la loro vita avesse solo un valore commerciale.

Tanti si sono attivati per aiutare

Tante le organizzazioni, associazioni e centri veterinari, insieme a privati e volontari, che si sono subito attivati per cercare di salvare il numero più alto di Animali. E la corsa agli aiuti, economici e di materiale per il pronto soccorso è scattata anche qui in Italia. Nei punti di raccolta si imballano per essere spediti soprattutto bende, fasce, calzini di misura contenuta (che corrisponde a quelle di bambini di 5 anni). Ma anche “borse” cucite all’uncinetto o in tessuto, per sostituire i marsupi delle mamme canguro e il calore e l’abbraccio delle mamme koala, pronte ad accogliere i cuccioli messi in salvo.

Sui media e sui social girano le notizie vorticosamente. Come a seguire la velocità di questo fuoco che brucia e non si spegne.

Ha fatto il giro del web la notizia della decisione di uccidere, con cecchini specializzati, i cammelli che vivono in libertà. La loro “colpa” è quella di bere troppa acqua, che scarseggia, invadendo le proprietà e arrecando danni. Ne saranno uccisi dai 5 ai 10mila nell’Australia Meridionale, su decisione degli aborigeni. Inutile la raccolta firme per fermare anche queste morti.

E’ arrivata anche la notizia dell’ordine di uccidere i cuccioli di koala e canguri. Mi sfugge il motivo di una simile iniziativa e mi auguro che si tratti di fake news.

Scattati i primi arresti per incendi dolosi

Invece è certo che sono scattati i primi arresti per chi ha provocato incendi. Fuochi accesi per fare spazio ai pascoli e poi sfuggiti di mano per il caldo eccezionale e il vento. Più di 180 le persone denunciate e 24 arrestate per incendio doloso. Gli umani sono quindi doppiamente colpevoli: colpevoli dell’innalzamento della temperatura ma anche colpevoli di aver dato il via a molti incendi.

Bear, il cane soccorritore

In questo panorama così negativo, spiccano come positive e ammirabili le azioni dei pompieri e dei soccorritori, molti volontari, e c’è anche chi ha fatto della sua casa un punto di accoglienza, rifugio e infermeria per la cura per gli Animali ustionati o i cuccioli ormai soli. Fra i soccorritori c’è anche il cane Bear, specializzato nel ritrovamento degli animali ancora vivi che, equipaggiato con scarpette e pettorina, aiuta a trovare i koala dispersi e da soccorrere. Come Bear altri cani fanno parte delle squadre di soccorso. Per loro è forse solo un gioco, non possono essere consapevoli del disastro che il loro “migliore amico”, l’uomo, ha provocato.

Porre riparo a un danno così grave è quasi impossibile. Perché gli Animali morti, sono morti e basta.

E ora dalla natura si aspetta la soluzione a questo dramma: si aspettano le piogge abbondanti in grado di fermare il fuoco.

Cosa possiamo fare

Quello che invece possiamo fare noi tutti è mettere in atto pratiche di vita sostenibili, contribuire con le nostre scelte quotidiane ad arrestare l’innalzamento della temperatura sulla Terra. In primis a tavola, scegliendo un’alimentazione 100% vegetale. Questa è la risposta più forte, e alla portata di tutti, che possiamo dare per salvare il pianeta e gli Animali.

Dora Grieco
Presidente di Progetto Vivere Vegan ODV
13 gennaio 2020

Nel segno Vegan
A cura di Dora Grieco, architetto, designer e attivista vegan. Riflessioni, informazioni e confronto sul vivere quotidiano nel segno vegan.

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Foto di copertina: Ria Sopala da Pixabay

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