L’insegnamento della Covid19: mai più allevamenti, diventiamo tutti vegan

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Gli allevamenti sono luoghi abominevoli così come è abominevole prelevare gli Animali dalle zone selvagge. La Covid19 lo ha evidenziato in modo drammatico e ci indica la strada da prendere: diventare tutti vegan. Ripartiamo insieme per costruire un futuro vegan.


Diciamo la verità: se il mondo fosse popolato quasi interamente da vegani la Covid19 l’avremmo potuta evitare. Così come avremmo evitato tutte le precedenti zoonosi derivate dalla manipolazione e dallo sfruttamento degli Animali.

Per chi è vegan, subire le conseguenze della crisi economica e delle restrizioni sociali, tralasciando malattia e morte, è stato “il danno oltre la beffa”. Si, perché in un mondo vegan, tutto ciò difficilmente sarebbe potuto accadere.

Questo coronavirus, così piccolo ma così potente, ha portato l’attenzione su quanto possano essere dannose le pratiche di produzione di carne e derivati e questa innegabile evidenza, che si somma al principio fondamentale della nonviolenza, dovrebbe facilmente condurre ad agire di conseguenza e quindi riconvertire gli allevamenti in altro, anche per evitare possibili future pandemie.

I non-luoghi degli allevamenti

Con il passare degli anni, a cominciare dalla rivoluzione industriale, gli allevamenti, si sono allontanati sempre più all’idea della “vecchia fattoria” che, se comunque condannabile dal punto di vista etico, manteneva la caratteristica della biodiversità, che invece si è persa nei “moderni” allevamenti.

Oggi questi non-luoghi sono assembramenti forzati e pazzeschi di Animali di una singola razza, divisi per età, selezionati per avere identiche caratteristiche per rispondere alle esigenze di produzione e alle richieste del mercato. Sono individui provati dalla detenzione, stressati, fragili. In queste condizioni, negli allevamenti e nei macelli, i virus possono trovare terreno fertile per diffondersi e arrivare al genere umano attraverso le persone che vi lavorano.

Questo lockdown ha evidenziato ancora di più, semmai fosse possibile, quanto la produzione di carne sia spietata. Il numero di Animali allevati è altissimo e il loro destino è quello di morire in tempi determinati non dalla Natura ma da chi li alleva.

Animali considerati solo merce

Durante la pandemia si è registrata una minore richiesta di carne, visto che molti ristoranti non hanno lavorato e così gli allevatori si sono ritrovati con un gran numero di Animali pronti per essere macellati ma senza richiesta.

A riprova di ciò è la notizia di questi giorni dell’arresto di un attivista investigativo Matt Johnson, colpevole solo di aver documentato l’uccisione di massa degli Animali detenuti in un allevamento negli Stati Uniti, rinchiusi in capannoni dove è stato immesso vapore a 60°. Una morte assurda e atroce, definita dai veterinari un “metodo umano” se paragonato ad una eutanasia. Questo è solo un esempio di ciò che accade negli allevamenti. Tutto questo è terribile e deve cambiare.

Sembra che il genere umano abbia deciso di mettere in conto e accettare senza batter ciglio tutte le conseguenze degli allevamenti: pandemie, zoonosi, disastri ambientali, depauperamento delle risorse della Terra. Perché?

Ripartiamo insieme per costruire un futuro vegan

La Covid19 indirettamente ci suggerisce di cambiare rotta e adottare un’alimentazione basata sui vegetali, con numerosi vantaggi che vanno oltre il voler scongiurare un’altra pandemia.

Essere vegan ci porta verso un mondo di pace e di convivenza rispettosa fra tutte le specie che abitano la Terra e questa non è utopia, visto che sono sempre più le persone che fanno questa scelta.

Questa visione del futuro non è certo più azzardata di quella di Elon Musk che, per salvare il genere umano, propone di andare ad abitare Marte: in caso di guerra mondiale, nucleare, di disastri naturali più o meno causati da noi stessi, un avamposto su un altro pianeta potrebbe costituire l’unica risorsa per consentire alla nostra specie di sopravvivere”.

Per chi volesse invece provare a cambiare il proprio stile di vita, su questa Terra, che già abitiamo, questo è il momento per farlo.

Un’alimentazione a base vegetale non solo può prevenire le zoonosi ma può portarci una salute migliore, come ha sempre affermato l’oncologo Umberto Veronesi, insieme a tanti nutrizionisti. L’autorevole American Dietetic Association (ADA) ci rassicura sulle qualità di tale alimentazione e dichiara che:

le diete vegetariane correttamente pianificate, comprese le diete totalmente vegetariane o vegane, sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale, e possono conferire benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. Le diete vegetariane ben pianificate sono appropriate per individui in tutti gli stadi del ciclo vitale, ivi inclusi gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia e adolescenza, e per gli atleti”

Sono sempre più le persone che si alimentano scegliendo quello che di più buono la natura ci offre: frutta, verdura, cereali, decidendo così di interrompere la catena di sofferenza degli Animali. Fra queste ci sono molti personaggi noti dello spettacolo e dello sport come l’attore Joaquin Phoenix, i musicisti Moby e Morrysey, il cantante Stevie Wonder, le attrici Pamela Anderson e Natalie Portman o gli sportivi Novak Djokovic e Lewis Hamilton.

La scelta vegan è il presente per molti di noi e potrebbe -dovrebbe- essere il futuro per l’intero nostro pianeta.

Dora Grieco
Presidente di Progetto Vivere Vegan ODV

Foto di copertina: silviarita da Pixabay

 

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A proposito dell'Autore

Dora Grieco

Architetto, designer e attivista vegan. Riflessioni, informazioni e confronto sul vivere quotidiano nel segno vegan.

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