Il cane di Priolo e le violenze, legali e non, sugli Animali

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In provincia di Siracusa, un Animale viene legato e trascinato con un’auto fino a farlo morire. Ogni giorno negli allevamenti e nei macelli Animali vengono maltrattati e uccisi. Ma ci ostiniamo a non vedere la similitudine tra questi accadimenti, prendendo posizioni diversificate.


Pochi giorni fa, il 7 maggio, è accaduto un fatto che ha indignato tutti coloro che ne sono venuti a conoscenza. In un comune in provincia di Siracusa, Priolo Gargallo, un uomo ha legato con una catena un cane alla propria automobile e lo ha trascinato per chilometri.

La scena immortalata da un giovane che è riuscito a fermare l’auto ma purtroppo non a salvare il cane, è rimbalzata sui social e chi l’ha vista ora ce l’ha ben impressa nella propria mente. Il corpo impotente del cane mentre viene trascinato, la scia di sangue.

Il cane, di nome Mario, è morto poco dopo essere stato soccorso e portato dal veterinario: mandibola rotta, zampe spezzate, carne abrasa fino alle ossa.

Tutti ora chiediamo giustizia per lui. Ma la nostra giustizia è ancora debole. Chi ha compiuto con freddezza questa azione è già stato individuato e sentito dai carabinieri. È colpevole ma mai sconterà una giusta pena perché il nostro codice ancora non prevede punizioni adeguate per chi si macchia di tali crimini.

All’immagine, che ci ferisce, del cane in balia del suo aguzzino, se ne affiancano altre, prima una, poi due, e poi ancora e ancora… sono le immagini degli Animali che vengono maltrattati e uccisi per consuetudine, in modo del tutto legale.

Pulcini tritati vivi, cuccioli di maiale che, senza anestesia, vengono castrati e a cui viene tagliata la coda ed estirpati i denti. Animali pungolati, trascinati, legati, bastonati, imprigionati, uccisi. Questi, non avranno mai giustizia perché i loro corpi saranno divorati dalle bocche di chi invece la chiede per il cane Mario ucciso a Priolo.

Così come non avrà giustizia la mucca scappata dal recinto del macello di Ragusa, solo due giorni fa, uccisa “legalmente” per fermare la sua fuga. La sua immagine si somma a tutte le altre: si vede il corpo inerme di una mucca dal manto bianco, riverso sull’asfalto di una strada privata e il marciapiede.

Sembra addormentata, non si vede sangue. E’ stata uccisa da colpi di pistola, per fermare la sua corsa verso la libertà. Freddata dagli uomini delle “autorità competenti” intervenuti in gran numero e incapaci di pensare ad una soluzione non cruenta, magari sedandola per poi ospitarla in un rifugio.

Sarà giunto forse il momento di fare una riflessione sul perché ci si ostini a fare “due pesi e due misure”?

Vivere nell’ignoranza per scelta e per comodità non fa di noi persone umane di cui andare fieri. Sappiamo bene che tutti gli altri animali provano gioia, paura, dolore in egual misura e al nostro pari. Rispettiamoli tutti senza distinzione e smettiamo di abusare di loro. E’ urgente un cambiamento culturale.

Dora Grieco
Presidente di Progetto Vivere Vegan ODV

Le immagini della foto di copertina sono prese dai social

 

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A proposito dell'Autore

Dora Grieco

Architetto, designer e attivista vegan. Riflessioni, informazioni e confronto sul vivere quotidiano nel segno vegan.

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