Perché i vegani non mangiano il pesce?

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La morte dei pesci avviene quasi sempre per soffocamento. Solo perché si tratta di una sofferenza silenziosa non viene tenuta in nessuna considerazione. E’ una morte dolorosa. Questa è la ragione per cui chi è vegan non mangia carne di pesce.
La loro carne non è necessaria per la nostra alimentazione. Vediamo perchè.
I nutrienti nella loro carne sono essenzialmente proteine e ferro, contenuti entrambi in quantità adeguate in una dieta vegan.
Mentre sono stati pubblicati studi nei quali si afferma che acidi grassi omega-3 (il DHA e l’EPA) contenuti nel pesce ridurrebbero l’incidenza di malattie cardiovascolari, altri invece hanno rilevato che chi mangia spesso pesce ha una maggiore incidenza di patologie cardiache o, comunque, che il pesce non ha effetti protettivi. Inoltre è ampiamente dimostrato che nei vegani l’incidenza di queste patologie è decisamente inferiore rispetto agli onnivori e i cibi vegetali (in particolare l’olio di lino, le noci, il germe di grano, la soia e suoi derivati) contengono un tipo di omega-3 (l’acido alfa-linolenico) che l’organismo umano può facilmente convertire in DHA ed EPA.
Inoltre il pesce contiene altri grassi saturi (molto ridotti nei cibi vegetali) e colesterolo (del tutto assente nei prodotti vegetali). Un altro problema è l’elevato contenuto di inquinanti tossici del pesce, principalmente diossina e mercurio. La dieta vegan invece e’ la migliore per ridurre l’assunzione di sostanze tossiche. Gli allevamenti ittici non rappresentano una soluzione ne’ eticamente, ne’ ecologicamente, ne’ economicamente valida. Il mangime dei pesci è spesso composto di farine proteiche ottenute perlopiu’ triturando altri pesci “di scarto”, pescati a grandi profondità; questa pratica aumenta lo sfruttamento dei mari dato che viene favorito il mercato dei pesci meno pregiati, contribuendo cosi’ a danneggiare gli ecosistemi marini anche a maggiori profondità. Inoltre gli allevamenti ittici sono altamente inquinanti (per via delle grosse quantita’ di liquami prodotti – fino ad una tonnellata di rifiuti solidi per ogni tonnellata di pesce prodotta – e dei farmaci utilizzati) e necessitano di enormi aree lungo le coste o di enormi quantità di acqua dolce.

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A proposito dell'Autore

Progetto Vivere Vegan

Associazione di volontariato nata nel 2001 a Firenze, che promuove lo stile di vita vegan come condizione necessaria per eliminare la sofferenza degli animali non umani.

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