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APRILE 2008

GRUPPO STEFANEL 'FUR FREE'!
Il gruppo sottoscrive immediatamente, si fermano le proteste. Siamo lieti di annunciare che appena dopo il presidio del 24 Aprile, il lancio della giornata internazionale del 3 Maggio con proteste anche in Svezia, Svizzera, Olanda, Francia ed Austria e la prospettiva di una campagna continua e senza compromessi come AIP sa ben fare, i dirigenti del GRUPPO STEFANEL si sono messi in contatto per sottoscrivere gli accordi per l'avvio di una loro politica 'FUR FREE'!
La dichiarazione è pronta e tutti i dettagli verranno resi noti il prima possibile, nel frattempo avvisiamo riguardo la sospensione della campagna e delle proteste previste per sabato 3 Maggio.
Al più presto renderemo noto il nostro comunicato e la dichiarazione di STEFANEL, ancora una volta grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo ulteriore grande risultato!
CAMPAGNA AIP
www.campagnaaip.net

Effetto serra: vince l'alimentazione vegetale sul consumo "locale"
Per risparmiare gas serra, molto più potente mangiare "vegetale" che "locale".
Uno studio di due ricercatori della Carnegie Mellon University, pubblicato nel numero di aprile 2008 della rivista scientifica Environmental Science and Technology, mostra che "comprare locale" ha un'importanza limitata, per risparmiare gas serra, mentre è molto più "potente" la scelta di consumare cibi vegetali anziché animali, consentendo un "risparmio" fino a 8 volte maggiore.

http://www.nutritionecology.org/it/news/news_dett.php?id=491

GENNAIO 2008

GRUPPO COIN SOTTOSCRIVE UNA POLITICA FUR-FREE!
Anche il Gruppo Coin ha finalmente deciso di sottoscrivere una politica
pienamente fur-free, che porti a non avere più alcun prodotto di vero pelo in
tutti i suoi negozi.
Web: www.campagnaaip. net
Mail: info@campagnaaip.net
Infoline: 340-6368139

Trattato europeo sentenzia: gli animali hanno i sensi umani
LIBERO 4 GENNAIO 2008
articolo di OSCAR GRAZIOLI

Mentre trascorrevano le feste natalizie e
sui media si alternavano le drammatiche notizie dei morti sul lavoro
con le più liete, riguardanti leccornie e tradizioni locali, a Lisbona
è accaduto un fatto che potenzialmente potrebbe cambiare il futuro dei
nostri animali, almeno all'interno dell'Unione Europea. I 27 Paesi
dell'Europa allargata hanno infatti firmato, nella capitale lusitana,
il nuovo Trattato dell'Unione Europea che introduce molteplici novità
migliorative dal punto di vista sociale per quanto riguarda
i diritti
dei cittadini. Questa volta, grazie anche alle battaglie delle
associazioni animaliste, il Parlamento europeo non ha dimenticato che
la situazione degli animali, con particolare riferimento a quelli di
interesse zootecnico, è stata troppo a lungo tenuta nel cestino delle
buone promesse. Finalmente avviene il riconoscimento ufficiale degli
animali quali "esseri senzienti". Il nuovo articolo 13 della parte II
del Trattato interessa vasti settori di importanza vitale per qualunque
nazione: dalla ricerca, all'agricoltura, dalla pesca allo sviluppo
tecnologico. La nuova normativa va a sostituire il desueto e meno
impegnativo protocollo sulla protezione e il benessere degli animali in
vigore dal 1997. Agli animali dunque viene riconosciuto l'essere
"senzienti", che vuol dire essere dotati di sensi, e questo lo
sapevamo, ma soprattutto di sensibilità, e questo è un concetto
relativamente nuovo e di straordinaria importanza. Il delitto che si
commette nel maltrattare animali non sarà più visto in funzione della
sensibilità umana, come nell'attuale legislazione italiana in cui i
governanti (nuovi e vecchi) se la sono sentita soltanto di imporre il
divieto di incrudelire su di essi, perché ciò offende i sentimenti
dell'uomo. Se gli animali, come sancisce il nuovo trattato, sono dotati
di sensibilità e non solo di sensi fisici, allora diventa quasi
scontato che il loro maltrattamento si avvicina a quello di chi ha
pensato finora di essere l'unico depositario al mondo, anzi
nell'universo, di tale caratteristica, ovvero l'uomo. Il "quasi" non è
scritto a caso. Gli accordi come questo, per quanto sottoscritti e
firmati, non vincolano nessun Paese ad una precisa legislazione, ma
danno solo delle direttive. Per fare un esempio di cui si è discusso
ampiamente negli ultimi giorni è un po' quanto sta succedendo per la
moratoria sulla pena di morte. Per quanto ci sia stato l'impegno di una
insperata maggioranza di nazioni a rivedere questa delicata
problematica, non per questo tutti i Paesi che hanno votato per la
moratoria si sono impegnati ad abolire le esecuzioni. Difficile pensare
che, entro un anno (il trattato entrerà in vigore il 1° gennaio 2009),
Paesi in cui si sopprimono cani e gatti randagi con metodi
intollerabili, quali cianuro e stricnina, possano adeguarsi alle
normative più avanzate in tema di benessere animale. Alla stessa
stregua è impossibile credere che il problema degli allucinanti
trasporti che devono subire animali, quali cavalli e asini avviati alla
macellazione dai lontani Paesi dell'Est verso quelli dove maggiormente
si consumano tali carni (e purtroppo noi siamo in pole position), si
risolvano in pochi mesi. Eppure è stata tracciata una via che tutti i
Paesi saranno chiamati a seguire. Gioverà ricordare, a onor del merito,
che il vicepresidente della commissione europea Franco Frattini ha dato
un contributo indispensabile all'evento. Ora, l'attuale nostro governo
ha l'obbligo di mettersi su questa via, come aveva promesso in campagna
elettorale. Promessa mai mantenuta.

 
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