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  settembre 2007
Coin e Oviesse disponibili ad eliminare ogni pelliccia ed inserti dalle loro collezioni. Attendiamo conferma.
Il Gruppo Coin ha contattato Campagna AIP accettando la nostra richiesta di togliere dai propri negozi anche gli inserti di coniglio, pur se con tempi e modalità diverse per le diverse insegne del Gruppo.
In attesa di un comunicato ufficiale che l'azienda ci invierà nei prossimi giorni cancelliamo le proteste che avevamo organizzato per le prossime settimane e invitiamo i nostri sostenitori a non inviare più messaggi ai contatti del Gruppo Coin.

CAMPAGNA AIP - Attacca l'Industria della Pelliccia
MBE 242/101, Via Muratori 55 20135 Milano
Web: www.campagnaaip.net
Mail: info@campagnaaip.net
Fax: 02/36522062
Infoline: 340-6368139
 
  agosto 2007
   
Stoccolma, settimana dell'acqua, 16 agosto 2007. Si' cibi vegetali, no cibi animali.
Comunicato stampa del Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione (NEIC): 12-18 agosto, a Stoccolma gli esperti di risorse idriche sono riuniti a congresso per la "Settimana dell'acqua". L'invito e' a "consumare cibi che richiedono meno acqua", quindi: si' cibi vegetali, no cibi animali.
Come ogni anno, gli esperti di risorse idriche si riuniscono in congresso a Stoccolma, per la "Settimana dell'acqua". Dal 12 al 18 agosto ogni giorno conferenze e seminari per affrontare questo enorme problema della scaristà d'acqua nel mondo.
Uno dei dossier a disposizione sul sito del Congresso ben spiega la situazione già da titolo: "Sull'orlo di una nuova scarsità d'acqua". In esso, tra i consigli dati alle istituzioni compare quello di "adottare misure che incoraggino le persone a mangiare cibi che richiedano meno acqua per la loro produzione".
Ma quali sono i cibi che richiedono più acqua per la loro produzione? Sono i cibi di origine animale: carne, latte, uova.
Dichiarano i ricercatori del NEIC, il Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione - un comitato scientifico interdisciplinare preposto allo studio degli impatti ambientali e sociali delle scelte alimentari: "Si pensi che per ottenere 10 grammi di proteine dal frumento, dal mais o dai legumi servono circa 130 litri d'acqua, per il latte e le uova si passa gia' a 250, per la carne di maiale a 480 e per il manzo 1000 litri".
Già nel 2004, il direttore esecutivo dell'International Water Institute di Stoccolma, aveva dichiarato "Gli animali vengono nutriti a cereali, e anche quelli allevati a pascolo richiedono molta più acqua rispetto alla produzione diretta di grano. Ma nei paesi sviluppati, e in parte in quelli in via di sviluppo, i consumatori richiedono ancora più carne [...]. Ma sarà quasi impossibile nutrire le future generazioni con una dieta sul genere di quella che oggi seguiamo in Europa occidentale e nel Nord America". Ha aggiunto inoltre che i paesi ricchi saranno in grado di aggirare il problema importando acqua virtuale, il che significa importare cibo (mangime per animali o carne) da altri paesi, anche da quelli che non hanno abbastanza acqua.
Anche un altro dei dossier messi a dispsosizione per questo convegno, "Agricoltura, acqua ed ecosistemi" afferma che la richiesta di cibo ad alto consumo di acqua sta crescendo nei paesi in via di sviluppo: sempre più carne è richiesta in Cina e più latte in India. Lo stesso dossier consiglia inoltre "Modificando le nostre abitudini alimentari, per esempio riducendo il consumo di carne rossa, possiamo contribuire in modo efficace alla riduzione della richiesta di acqua".
Concludono gli esperti del NEIC: "Modificando le nostre abitudini alimentari a favore di un maggior consumo di vegetali anziché di alimenti di origine animale, faremo molto per l'ambiente, e faremo un gran regalo alla nostra salute".
NEIC - Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione
http://www.nutritionecology.org - info@nutritionecology.org
 
  luglio 2007
   

GUESS senza pellicce dal 2008
L'azienda americana di abbigliamento GUESS diventera' completamente fur-free dalla fine della prossima stagione autunno-inverno, ovvero da aprile 2008.
La comunicazione dell'azienda e' un altro grande traguardo degli attivisti che negli scorsi mesi hanno tenuto proteste internazionali davanti ai suoi punti vendita in Inghilterra, America, Olanda, Svezia, Irlanda, Canada, Russia e Italia. La scelta di GUESS segue quella di molti marchi che trainano la moda internazionale.
La campagna AIP ha preso parte alla campagna contro GUESS organizzando due giornate di protesta a distanza di un mese, in cui i negozi di Torino, Milano e Bologna e gli uffici europei di GUESS a Firenze hanno visto molti manifestanti davanti alle proprie porte. Questo nonostante la diffida da parte dell'avvocato di GUESS, che minacciava azioni legali nel caso avessimo messo in atto le nostre proteste ed il boicottaggio.
Purtroppo GUESS continuera' a vendere prodotti con inserti in pelliccia anche questo inverno.
Fermare l'industria della pelliccia che ogni anno tortura ed uccide milioni di animali in nome del lusso e dell'apparenza e' possibile, e dobbiamo farlo.
Per informazioni sulle campagne anti-pellicce in Italia: www.campagnaaip.net.

CONTRO L’ABBANDONO: “IO L’HO VISTO!”
Finalmente un servizio innovativo e utile per le migliaia di cani (150.000 secondo le stime ufficiali) che ogni estate vengono abbandonati da padroni cinici e sconsiderati!
Se vedete un animale abbandonato SOLO ED ESCLUSIVAMENTE SULLE AUTOSTRADE ITALIANE invia un sms al 334 1051030.
I messaggi saranno pubblicati automaticamente sul nostro sito e da lì inoltrati subito alla sede più vicina della POLIZIA STRADALE che attiverà le necessarie operazioni di emergenza ed interesserà le strutture preposte al recupero del cane.
Info alla pagina http://www.prontofido.it/

ALTRE FACOLTÀ AMERICANE NON USERANNO PIÙ GLI ANIMALI
Dopo anni di appelli lanciati dalle associazioni antivivisezioniste americane, costantemente recepiti dall’OIPA e dalle leghe membro dell’OIPA Internazionale, un altro importante traguardo è stato raggiunto: la “Duke University”, il “Texas A&M Health Science Center College of Medicine” e il suo affiliato “Scott and White Hospital”, nomi conosciuti per la crudeltà verso gli animali, si sono finalmente uniti alla lunga lista delle Università che hanno completamente eliminato l’uso di animali vivi, sostituendoli con moderne tecnologie di insegnamento e di ricerca.
L’OIPA ringrazia tutti coloro che hanno firmato gli appelli e hanno permesso di raggiungere questo ulteriore traguardo. Ancora una volta la nostra voce è diventata la loro voce e ha permesso di risparmiare indicibili sofferenze a migliaia di animali.
Per favore, continuate sempre a firmare i nostri appelli e diffondeteli, le nostre voci quando si uniscono diventano una sola e potente voce al servizio dell’Innocente.
Leggi la notizia alla pagina http://www.oipaitalia.com/vivisezione/notizie/universita.html

 

UPIM non utilizza pellicce di animali
Posizione ufficilale dell'azienda

Milano, 18 luglio 2007 - UPIM nel 2006 ha dato mandato a tutti i propri buyer di non utilizzare pellicce di animali di alcun tipo (siano esse di coniglio, volpe, procione o altro). Una decisione che fa seguito al cambiamento dei vertici aziendali e della compagine azionaria avvenuto nel 2005.
Gli effetti di questa decisione strategica si concretizzano appieno nel 2007 con collezioni UPIM che utilizzano solo ed esclusivamente pellicce ecologiche. Le uniche pelli di cui l'azienda continua a fare uso sono pellami di vitello e maialino in alcune giacche.

Per ulteriori informazioni:
Stefania Lazzaroni
Ufficio Stampa UPIM
02 3313493

Una linea di condotta che già La Rinascente ha abbracciato nello scorso mese di maggio, rendendo pubblico il cambio di politica aziendale in un comunicato arrivato alla campagna A.I.P. www.campagnaaip.net (alla quale dobbiamo questo risultato) e poi attraverso la stampa.

 
 
  giugno 2007
Associazione Dietisti Americani: Le proteine vegetali fanno bene all'ambiente
L'ADA, l'associazione scientifica dei dietisti americani, nel numero di questo mese della sua rivista ufficiale afferma che ritiene importante "incoraggiare pratiche ecologicamente responsabili" nelle scelte alimentari dei cittadini e, tra queste, uno dei primi consigli sullo "stile di vita personale" e' di "aumentare il consumo di proteine da fonti vegetali".

L'ADA pubblica sul suo sito e sulla rivista varie "Posizioni Ufficiali" (Position Paper) su vari aspetti della nutrizione, "posizioni" sviluppate sulla base dei piu' recenti articoli della letteratura scientifica internazionale. Nel numero di giugno 2007 della loro rivista (Journal of the American Dietetic Association) hanno pubblicato una interessante Posizione dal titolo "I professionisti della nutrizione possono implementare pratiche utili a conservare le risorse naturali e supportare la sostenibilita' ecologica". E' importante che una delle maggiori associazioni di nutrizionisti del mondo riconosca come le scelte alimentari siano basilari quando si tratta si ridurre l'impatto ambientale e fare scelte sostenibili.
La frase che riassume la posizione ufficiale recita "La posizione dell'American Dietetic Association e' quella di incoraggiare pratiche ecologicamente responsabili che conservino le risorse naturali, minimizzino la quantita' di scarti generati e supportino la sostenibilita' ecologica del sistama alimentare - il processo di produzione del cibo, della sua trasformazione, distribuzione, accesso e consumo".
Nell'articolo vengono citate varie pratiche che i professionisti della nutrizioni sono invitati a incoraggiare a questo fine, e, tra queste, da implementare sia a livello di linee guida per i nutrizionisti, che a livello di scelte di "stile di vita" personale dei singoli cittadini, appare il consiglio di "aumentare il consumo di proteine da fonti vegetali".
Infatti, afferma l'ADA nel Position Paper, "la scelta alimentare del tipo di proteine puo' fare una differenza significativa nella quantita' di energia che consumiamo. In generale, la produzione di proteine animali richiede 25 kcalorie per ogni caloria prodotta come cibo. La produzione di proteine dal grano richiede solo 2,2 kcalorie per ogni caloria prodotta come cibo. [...] Ad esempio, per ogni kcaloria prodotta, la produzione di pollo richiede 4 kcalorie, per il tacchino 10, per il latte e il maiale servono 14 kcalorie, per le uova 39, per il manzo 40 e per l'agnello 57".
Anche per quanto riguarda il consumo di terra e di acqua, i cibi animali sono molto piu' "dispendiosi" di quelli vegetali e quindi hanno un impatto ambientale molto maggiore. Dichiara infatti l'ADA "i ricercatori hanno scoperto che per produrre proteine dalla carne serve piu' terra che per produrre proteine vegetali, da 6 a 17 volte tanto. Inoltre, la produzione di proteine animali richiede circa 26 volte piu' acqua rispetto alla produzione di proteine vegetali su terreni non irrigati, e la produzione di proteine vegetali e' piu' efficiente, come consumo di energia, rispetto a quella di proteine animali, da 2,5 a 50 volte tanto (a seconda del tipo di coltivazione praticata)."
Importante il ruolo dei nutrizionisti, secondo l'ADA, per favorire, nei singoli e nelle comunita', delle scelte alimentari che minimizzino l'impatto ambientale. I professionisti della nutrizione, infatti "possono incoraggiare scelte alimentari che siano sia salutari che in grado di conservare il suolo, l'acqua e l'energia, enfatizzando il consumo di proteine vegetali e cibi che siano stati prodotti con meno input. L'ADA incoraggia i professionisti della nutrizione a informarsi sui benefici e limitazioni dell'agricoltura biologica per contribuire allo sviluppo di sistemi alimentari sostenibili".
Il Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione (NEIC) - un comitato scientifico interdisciplinare preposto allo studio degli impatti ambientali e sociali delle scelte alimentari - non puo' che dichiararsi d'accordo ed accogliere con soddisfazione questa presa di posizione dell'ADA.
Fonte:
Position of the American Dietetic Association: Food and Nutrition Professionals Can Implement Practices to Conserve Natural Resources and Support Ecological Sustainability, Journal of the American Dietetic Association, June 2007, Volume 7 Number 6
Da AgireOra Network: www.agireora.org

 
  maggio 2007
   
Mai piu' pellicce alla Rinascente
Il primo obiettivo della Campagna A.I.P. è stato raggiunto.
E’ ufficiale. La catena di grandi magazzini Rinascente, presente in Italia con numerose filiali e prima grande distribuzione nel nostro paese di inserti in pelliccia adotterà, a breve, una politica “fur free”, cioè non venderà né distribuirà più questo sanguinante capo che nel mondo condanna a morte più di un miliardo di animali.

Circa tre mesi fa alcuni attivisti della campagna A.I.P. hanno chiesto ed ottenuto un incontro con l’amministratore delegato di Rinascente. Incontro che non ha portato sin da subito i risultati sperati ma che comunque ha avuto conseguenze molto proficue. Le centinaia di presidi svolti davanti alle loro sedi, i moltissimi volantini distribuiti e qualunque altro tipo di pressione subita in questi tre anni di iniziative hanno convinto i dirigenti ad apportare una prima modifica alla loro politica: chiusura dei reparti pellicceria delle sedi di Milano Duomo e Roma Piazza Fiume, stop alla vendita di pellicce ed inserti ricavati dalle specie appositamente allevate o catturate per questo scopo. Con questa proposta Rinascente avrebbe continuato ad esporre inserti di altri animali, principalmente il coniglio, allevati per la carne, la cui pelliccia viene ritenuta un sottoprodotto della catena alimentare.
Nonostante ciò la decisione adottata dalla campagna A.I.P. è stata chiara, volta a non scendere a nessun compromesso: ogni pelliccia, sia essa di visone o coniglio, sia essa derivata dall’industria alimentare o dalle industrie di settore è pura crudeltà, e chi la espone va boicottato e convinto a disfarsene. Di fronte al fatto compiuto che la presenza solo di inserti di coniglio nei negozi Rinascente non avrebbe portato alla fine delle proteste, la società ha nuovamente rivisto le proprie scelte, informandoci che dal 31 gennaio 2009 ogni pelliccia, anche quella di coniglio, sarà eliminata. Questo riguarda ogni indumento o accessorio presente nei loro punti vendita: sia quelli a marchio Rinascente sia quelli acquistati presso altri fornitori, tra cui i principali nomi della moda italiana ed internazionale.
Una vittoria dunque, non assaporabile da subito ma comunque non parziale: è normale infatti che i grandi magazzini necessitino di tempo per smaltire i capi già acquistati, che risulterebbero altrimenti invenduti.

Fonte:www.campagnaaip.net

 
   
 
  marzo 2007

Mucche da latte: importante dossier LAV ne denuncia i maltrattamenti.

video1 video2 Leggi il dossier.

Noi di Progetto Vivere Vegan proponiamo una soluzione: diventa vegan e le mucche non soffriranno piu'!

 
  gennaio 2007
Divieto di caccia nei terreni privati

Dopo 11 anni di attesa anche in Veneto ora si puo' chiedere di vietare la caccia nei propri terreni. La LAC del Veneto mette a disposizione due documenti utili per la pratica delle domande di divieto di caccia che possono essere inoltrate a partire dall'1 febbraio fino al 2 marzo.
Le istruzioni di possono scaricare dal sito della LAC-Veneto,
http:///www.lacveneto.it alle pagine: 1 e 2
   
   
 
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