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  dicembre 2006
 

I ragazzi anti-pellicce vincono e cancellano
i "visoni Rinascente"


Libero - 22 dicembre 2006

 
Milano - La Rinascente ha alzato bandiera bianca: trattiamo. Così lei ora può ricominciare a mangiare. Basta con il digiuno forzato: Stefania ha vinto la sua battaglia. La diciassettenne da lunedì in sciopero della fame contro la vendita di pellicce nei grandi magazzini a due passi dal Duomo ha ottenuto più di quanto abbiano fatto tanti suoi colleghi con alle spalle 20 anni di attivismo. La direzione della catena ha concesso un incontro a lei, Stefano e Davide, i compagni d'avventura che hanno digiunato e dormito al freddo con lei per tre giorni fuori dal negozio. Non solo: hanno promesso che non produrranno più capi di pelliccia con il marchio Rinascente. Sarà che a Natale sono tutti più buoni, sarà che la vista di quello scricciolo umano con le treccine rasta che è Stefania, che rinuncia ai cibi delle feste, è valso più di tanti discorsi: il gesto dei tre compagni d'avventura ha avuto effetto. A dirla tutta, i ragazzi antipellicce la loro vittoria se la sono dovuta guadagnare a caro prezzo. Forse che nei piani luccicanti del grande magazzino si pensava non facessero sul serio, ma si sbagliavano. I tre si erano presentati lunedì con tre sacchi a pelo per dormire. In mano, una pila di volantini, dietro alle spalle un cartello eloquente che recitava: «Un miliardo di vite torturate e uccise per diventare giubbotti». Solo un paio di castagne di marzapane per colazione nello stomaco. E poi tutto il giorno ad affrontare il fiume di passanti: «Lei lo sa che per fare un giaccone con un solo inserto di pelliccia bisogna ammazzare più capi?». Tanti scuotevano la testa, o li ignoravano, ma loro hanno tenuto duro. Volevano farcela fino alla Vigilia. Per fortuna non ce n'è stato bisogno. Davide, che sembrava il più robusto, al suo secondo giorno di digiuno è stato male, è quasi svenuto. Oltre alla mancanza di cibo c'è pure freddo, in questi giorni di fine dicembre. Li hanno fatti penare fino alle sei del pomeriggio del terzo giorno, quando, finalmente, l'avvocato dei grandi magazzini è sceso sotto i portici e ha promesso l'incontro. Con tanto di insperato annuncio: basta visoni made in Rinascente. Al termine di questo colloquio i ragazzi si sono concessi un panino. Alle verdure, visto che sono vegani, e si rifiutano di mangiare qualsiasi prodotto di origine animale. Ma dopo tre giorni lo stomaco si era ristretto, e anche delle leggere verdure li hanno fatti stare male. «Ora stiamo bene», dice Stefania con il suo filino di voce, «e siamo felicissimi di quanto abbiamo ottenuto. Ma non ci fermeremo finché dai negozi non sparirà anche il più piccolo inserto di pelliccia. Abbiamo vinto una battaglia, non la guerra». A voler essere pignoli, in effetti, nella concessione dei grandi magazzini c'è molto di cui discutere. In primis la data dell'incontro, fissato entro metà gennaio. Così che per tutta la durata delle feste e forse anche all'apertura dei saldi si possano continuare a vendere colli, polsini e altri capi fatti di pelo degli animali. Poi il fatto che se non si venderanno più pellicce firmate Rinascente, continueranno ad esserci tutte le altre firme. Quelle che ogni anno si servono di più di un miliardo di animali ammazzati per produrre capi di alta moda.

   
                     
 

L'India vieta la vivisezione didattica nelle facolta' di zoologia

Da I-CARE: http://www.icare-worldwide.org/

Un enorme passo avanti, e una delle maggiori vittorie del Centro I-CARE
(Centro Internazionale per le Alternative nella Ricerca e nella Didattica): in India da oggi e' vietato l'uso di animali nella didattica in tutte le facolta' di zoologia!
Negli ultimi mesi, I-CARE ha portato avanti un progetto molto importante in collaborazione con la University Grants Commission indiana, una commissione del governo indiano che controlla e definisce le norme per tutte le universita' dell'India. L'idea e la richiesta iniziale alla commissione sono di Maneka Gandhi, la quale ha richiesto al Ministero dell'Educazione di vietare completamente la vivisezione didattica nelle facolta' di zoologia.
In seguito a questo, l'I-CARE ha lavorato col la Commissione del governo indiano per far diventare realta' questa idea.
In India esistono centinaia di college che insegnano zoologia a livello pre-laurea e post-laurea, e la vivisezione di rane, piccioni, ratti, topi, lucertole e vari invertebrati costituisce una parte importante e seignificativa nel curriculum dello studente.
Con un singolo, coraggioso, passo, il direttore della Commissione, il prof. Sukhdeo Thorat, ha emanato una direttiva, inviata a tutti i college indiani, in cui richiedeva di eliminare l'uccisione di animali e qualsiasi altro tipo di dissezione o esperimento didattico nell'insegnamento della zoologia, a livello pre-laurea e post-laurea.
I-CARE non e' in grado di fornire una stima esatta del numero di vite che verranno cosi' salvate, ma sappiamo che certamente si tratta di milioni di vite ogni anno!

           
             
 
Il Governo di Pechino ferma il massacro di cani

Il Presidente cinese Hu Jintao è intervenuto per mettere fine alla repressione nazionale sui cani dopo aver letto le proteste che gli sono pervenute. Un ufficiale governativo ha confermato che il presidente ha preso atto delle petizioni firmate da oltre 60,000 persone e delle migliaia di e-mail arrivate da tutto il mondo che chiedevano di porre fine alla campagna di sterminio.
Preoccupato dalle proteste e dalla diffusione della vicenda sui media internazionali, ha posto fine al programma di sterminio.
L’OIPA, tramite la collaborazione con il Delegato ad Hong Kong ed il suo staff e con le associazioni cinesi a protezione degli animali, continuerà incessantemente a vigilare sulla situazione.
Da tutti loro arriva il più vivo ringraziamento all’OIPA e alle persone che in questi mesi hanno firmato la petizione on line, letto ciò che avviene, diffuso notizie, dato sostegno, facendoli così sentire meno soli.
Leggi la notizia alla pagina http://www.oipaitalia.com/randagismo/notizie/cina-stopuccisioni.htm
   
               
 
Barcellona contro la corrida

Il quotidiano spagnolo “El Pais” ha riportato la notizia che dal 2008 Barcellona diverrà città anti-corrida. In Catalogna i tori non sono un simbolo nazionale come nel resto della Spagna e la corrida non è uno spettacolo molto diffuso tra la popolazione.
È l'anima animalista che vince sulla tradizione, è la vittoria della mozione del 2004 che dichiarava Barcellona città antitaurina.
Oltre 20 città della Catalogna hanno dichiarato di essere anti-corrida, e molte di loro hanno chiuso le arene.
La società “Balana”, proprietaria della monumentale Plaza de Toros Monumental, che gestisce la piazza, è in crisi. Ogni volta che va in scena la corrida perdono 24mila euro. Nel 2006 sono previste 23 fiestas, la perdita totale ammonterebbe a circa 92 milioni di vecchie pesetas, pari a poco più di mezzo milione di euro.
L’amministrazione di Barcellona ha scelto di non intervenire sulla decisione ma la posizione di Jordi Portabella, Vice Sindaco della città, è chiara: non nasconde la sua soddisfazione e propone di utilizzare la storica piazza per un mercatino all’aperto.
     
               
 
  novembre 2006
 

Fronte di liberazione Animale annuncia Bliz, Macachi liberati

MILANO - "Centinaia di topi e 18 macachi sono adesso nelle nostre mani, liberi". In un volantino giunto stamani per posta all'Ansa di Milano con un cd e una videocassetta che mostrano le varie fasi del blitz, il Fronte di Liberazione Animale rivendica di aver liberato il 20 novembre scorso roditori e scimmie dalle gabbie di una ditta di Correzzana (Milano) che "alleva animali destinati alla vivisezione".
"Attraverso una fessura dal locale degli impianti di aerazione - si legge nel volantino - abbiamo trovato accesso al sottotetto. Sollevando porzioni di controsoffitto e utilizzando una scala ci siamo trovati nelle stanze in cui vengono allevati gli animali. Da qui ci siamo messi al lavoro per portarne via più possibile, prendere documenti e distruggere macchinari". "Nelle celle frigorifere - afferma il foglio firmato 'Fornte di Liberazione Animale - abbiamo documentato la presenza di corpi che l'accanimento e la furia di questi scienziati hanno reso completamente irriconoscibili: topo con il cranio sfondato e crocifissi con delle puntine, ratti con il ventre squarciato e conigli totalmente sfigurati"

Ansa
25 novembre 2006

     
                     
 
  ottobre 2006

"Muscolo di grano" nella dieta degli atleti

Della dieta dei nostri atleti farà parte anche il "muscolo di grano", l'impasto vegetale "sostituto" della carne, inventato dal calabrese Enzo Marascio. Infatti, l'impasto di farina di grano, legumi, soia, olio extravergine d'oliva, spezie ed erbe aromatiche sarà servito ai circa 2500 atleti che dipendono dal Coni.
Questo alimento si presenta con un aspetto e un sapore molto invitanti che non fanno per nulla rimpiangere salsicce, affettati e bistecche. Tutti prodotti salubri, sono privi di grassi saturi, con poche calorie e assenza di colesterolo. Alimenti versatili nella preparazione, conservabili a lungo nelle apposite confezioni, adatti a tutti i palati e in grado di convincere, per aspetto e gusto, anche i più convinti amanti della carne.
La decisione del Coni contribuisce in maniera determinante a sfatare il mito secondo cui gli atleti hanno bisogno di nutrirsi di prodotti animali: le sostanze nutritive contenute in cereali e legumi (che costituiscono appunto il "muscolo di grano") sono non solo adeguate, ma anche ottimali nella dieta dello sportivo.
Per approfodimenti:
http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=40

         
             
 
  luglio 2006

In cella chi taglia la coda ai cani
 
ROMA Il trasgressore rischia di finire in cella per un anno. Oppure, se gli va bene, paga una multa fino a 15 mila euro. Scatta anche in Italia il divieto di tagliare le orecchie e la coda al cane, o le unghie al gatto per questioni di look. La legge, voluta dai Verdi, punisce anche il veterinario che non la rispetti. Sospensione per 30 giorni se dipende dal servizio sanitario pubblico; ritiro della licenza per uguale tot di tempo se è libero professionista. Promotrice dell'iniziativa è la deputata del Sole che ride, Luana Zanella. « Il nostro Paese » , dice, « nel 1987 è stato tra i firmatari della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, ma il Parlamento non ha mai ratificato quell'intesa » . Per i trasgressori, la proposta Zanella prevede l'applicazione dell'articolo 544 del codice penale sul maltrattamento degli animali: reclusione da tre mesi a un anno o una multa fino a 15.000 euro. Il taglio delle orecchie o della coda è consentito solo nel caso di « interventi medico- veterinari di tipo straordinario, cioè se l'animale è in gravi condizioni di salute, e non per motivi estetici » , spiega l'esponente verde. La proposta vieta anche gli interventi di onisectomia ai gatti, ovvero l'asportazione delle unghie. « In Europa il primo divieto di tagliare orecchie e coda ai cani risale al 1895 » , sottolinea Zanella, « quando il Kennet Club inglese legiferò che nessun cane nato dopo il 31 marzo di quell'anno può essere premiato in una manifestazione se ha le orecchie tagliate » . In alcuni paesi del nord Europa, come la Norvegia, la Svezia, la Finlandia e la Danimarca, il divieto è in vigore dagli anni Quaranta. Con questa proposta si vuole evitare che Fido sia sottoposto a tortura per puri fini estetici. « Il taglio delle orecchie è un intervento chirurgico con tutti i rischi connessi » , sottolinea Zanella, « spesso gli incidenti di percorso possono essere molti e di diversa origine. Talvolta portano ad accanimenti estetici quali un secondo taglio o l'applicazione di protesi fisse. Torture che devono finire » .
 
Le sanzioni
 
SALVAORECCHIE Per i trasgressori viene applicato l'art. 544 del codice penale sul maltrattamento degli animali: reclusione da tre mesi a un anno o una multa fino a 15.000 euro.
VETERINARI I veterinari che violino le disposizioni saranno sospesi dalle loro funzioni per almeno 30 giorni se dipendenti da servizi sanitari pubblici e con la revoca della licenza se liberi professionisti.

Libero 10/07/06

       
             
 
Cibo vegan per cani
Alle crocchete Ami' per cani e gatti ora si aggiunge una nuova offerta per cani vegan: Yarrah propone un alimento completo umido 100% biologico e vegetale. Per maggiori informazioni: www.antba.com
 
  maggio 2006

Nas nei laboratori di farmacologia: sequestrati documenti sugli esperimenti effettuati Test su cani e conigli, blitz dei carabinieri alla Statale
Milano -  Venti giorni fa il blitz degli animalisti per «liberare» cavie, conigli e beagle destinati alla sperimentazione e rinchiusi nei laboratori di farmacologia della Statale, in via Vanvitelli; ieri all'Istituto sono arrivati i carabinieri del Nas di Milano. Riserbo assoluto sulle indagini. È comunque trapelato che il sopralluogo dei militari sarebbe servito per raccogliere documentazione su tempi e modi degli esperimenti effettuati sugli animali, materiale che sarà inviato al ministero della Salute. Le norme che regolano questo tipo di ricerche, infatti, prevedono che «un animale non possa essere riutilizzato più di una volta in esperimenti che comportino forti dolori, angoscia e sofferenze equivalenti». Ma chi opera all'interno del laboratorio descrive una realtà diversa: i beagle, per esempio, sarebbero stati sottoposti a numerosi test. «I cani venivano condotti per una breve passeggiata all'interno dell'istituto solo due volte la settimana: pochi minuti, al guinzaglio, e poi erano riportati nelle loro cellette». Il ministero della Salute conferma che l'Istituto era in possesso di regolari autorizzazioni per effettuare test di invecchiamento sugli animali solo fino al 2005 e allo scadere dello scorso anno era stata presentata una ulteriore richiesta di rinnovo. «Non abbiamo concesso la proroga — spiega Sergio Papalia responsabile de Dipartimento di Veterinaria del ministero della Salute —, perché c'era la motivata perplessità sulla durata dei test su questi animali. Tenere tre anni quei beagle in uno stabulario è un tempo troppo lungo. Da qui l'esigenza di ottenere una più approfondita documentazione». Le indagini devono verificare quanti e quali test sono stati compiuti su cavie, conigli e beagle. «I test sull'invecchiamento sono proseguiti per anni sempre sugli stessi cani — spiegano gli investigatori —. Abbiamo appurato che gli stessi beagle, dopo essere stati cavie per le ricerche sull'invecchiamento, sono stati sottoposti a nuovi test ormonali.

Vivimilano 17/05/06

         
             
  aprile 2006
 

Benedetto XVI: nella nuova campagna pubblicitaria della Peta condanna allevamento industriale
"Anche gli animali sono creature di Dio", dice Papa Benedetto XVI nella nuova campagna della Peta

"Anche gli animali sono creature di Dio", dice Papa Benedetto XVI, primo Papa a intervenire contro i sistemi di allevamento industriale e che, nella nuova campagna pubblicitaria PETA US, incoraggia i cattolici di tutto il mondo a boicottare le crudeli pratiche dell'allevamento industriale in favore di una dieta vegetariana, salutare e umanistica. In concomitanza con la prima Pasqua del papa dall'inizio del suo mandato dopo la successione a Giovanni Paolo II, PETA US ha intenzione di lanciare la campagna questa settimana, proprio nella sua terra natale, la Germania. Al centro dell'iniziativa ci sono oche sottoposte a un regime alimentare forzato per la produzione del patè de fois gras, e polli costretti in gabbie in batteria sovraffollate, affiancati dalla condanna di Papa Benedetto XVI di tanta crudeltà contro gli animali.La campagna PETA US, ancora citando il Papa, aggiunge "L'uso industriale di queste creature, le oche, per la produzione di fegato, e i polli, ridotti a mere caricature della loro specie, è una degradazione delle creature viventi per servire da bene superfluo, oltre che una contraddizione del rapporto tra tutte le creature presentateci dalla Bibbia". "Sua Santità ha riconosciuto che l'allevamento industriale è una pratica crudele e contraria ai valori cristiani di amore e compassione - dichiara il direttore vegetaliano della campagna PETA US, Bruce Friedrich, anche devoto cattolico - I cattolici di tutto il mondo possono contribuire a mettere fine a questi abusi orribili e legalizzati smettendo di cibarsi delle creature di Dio e nutrendosi di alimenti vegetariani".

14 aprile 2006
Fonte: AGE

                   
                       

Milano - Blitz animalista: liberati 15 beagle
Blitz animalista nelle aule del Politecnico in via Vanvitelli, ieri nel tardo pomeriggio, dove una quindicina di persone con il volto mascherato hanno "liberato" un piccolo branco di cani beagle. Una razza diventata molto famosa perché ha ispirato Charles Schulz per disegnare il saggio bracchetto "Snoopy". Il famoso cartoonist americano infatti aveva creato la nota saga "peanuts" dedicata a Charlie Brown e alla sua schiera di amici tra cui il cucciolo bianco a macchie scure, appunto un beagle. Una razza che in questi ultimi anni è diventata improvvisamente di moda.
Anche tra i ricercatori scientifici però, che sempre più spesso la usano per i loro esperimenti di laboratorio. Una pratica fortemente contestata da molti gruppi animalisti, che hanno puntualmente definito queste ricerche inutili per la scienza e crudeli per gli animali.
Per questo ieri sera poco prima delle 19 una quindicina di giovani, con il volto coperto da mascherina bianche, sono entrati nell'aula di Farmacologia e hanno liberato 15 beagle usati per testare farmaci e prodotti cosmetici. Al momento del raid all'interno delle aule c'era il personale insegnante e un'addetta alla segreteria che è stata strattonata dai giovani, senza però subire ulteriori danni. La donna infatti non è rimasta ferita. Sul posto non sono state comunque lasciate
rivendicazioni né scritte.

Da "Il Giornale", 28 aprile 2006

           
                   
                       

Spagna: scimmia soggetto di diritto
Polemiche per un progetto di legge.
La Spagna potrebbe essere il primo paese europeo a garantire alle grandi scimmie antropoidi (scimpanzè, orangutan, gorilla ebonobo) i "diritti fondamentali" normalmente accordati al solo uomo. Il Parlamento discuterà infatti un progetto che consentirebbe il diritto di questi animali a non essere maltrattati, ridotti in schiavitù, uccisi e condotti all'estinzione.
L'iniziativa ha suscitato proteste, soprattutto da parte della Chiesa. L'idea nasce dall'organizzazione internazionale "Proyecto Gran Simio", e l'esecutivo socialista ha subito accettato di portarla in Parlamento, dove si prevede di approvare presto un "progetto non di legge", il primo del genere in Europa che, proprio per questo, potrebbe costituire la base per una "carta fondamentale dei diritti delle scimmie" da sottoporre al voto delle Nazioni Unite.

26/04/06
MSP Ambiente

                   
                       
  marzo 2006
                       

La Coop dichiara: Pellicce? Solo sintetiche
La decisione di Coop contro le condizioni inaccettabili degli allevamenti di animali in Cina.
Niente più pellicce naturali nei capi d’abbigliamento in vendita nei negozi Coop. La decisione è stata presa dal Consiglio di amministrazione di Coop Italia, la centrale degli acquisti delle cooperative, il 26 febbraio scorso e diventerà operativa già dalla prossima collezione autunno-inverno 2006-2007.
La completa esclusione dell’utilizzo delle pellicce naturali - e il conseguente passaggio alle pellicce sintetiche - sarà esplicitamente richiesta nei nuovi contratti commerciali, ai quali i fornitori dovranno allegare dichiarazioni specifiche di conformità e di provenienza delle pelli. Rigorosi piani di controllo vigileranno sul rispetto di queste regole.
La scelta di Coop – prima catena distributiva ad andare in questa direzione – è la risposta concreta alle sollecitazioni dei consumatori, dopo i tanti documenti che testimoniano le condizioni inaccettabili di allevamento degli animali da pelliccia, ormai quasi tutti concentrati nell’estremo oriente, in particolare in Cina.
Ricerche condotte e documentate dalla Lav (Lega antivivisezione) e da altre organizzazioni internazionali hanno reso ufficiali i metodi impiegati dalle aziende cinesi per la produzione di pellicce: gli animali vengono storditi con colpi alla testa, sbattuti per terra con violenza e, spesso, scuoiati quando sono ancora in vita.
Già da tempo Coop richiedeva ai propri fornitori prodotti rispettosi della convenzione di Washington, che protegge tutti gli animali in via di estinzione, estendendo tale impegno anche agli animali domestici (cani e gatti). Oggi la decisione di abolire completamente l’utilizzo di pellicce naturali, per mandare un segnale forte al mondo delle istituzioni e della produzione.

tratto da: Informatore Aprile 2006 http://www.coopfirenze.it/info/art_3230.htm

 
               
                     
                       

Ricerca medica: approvazione di metodi alternativi
Il Comitato Scientifico EQUIVITA esprime enorme soddisfazione per la:
Approvazione di sei metodi di sperimentazione su cellule umane alternativi alla sperimentazione su animali, in ambito
medico e tossicologico, da parte del CECMA, Centro Europeo per la Convalida dei Metodi Alternativi.
La notizia è stata comunicata dal Joint Research Center della Commissione Europea (di Ispra, Italia), Il Comitato Scientifico EQUIVITA ritiene che con questa decisione è stato fatto un grande passo avanti per la salute dei cittadini europei.
Fabrizia Pratesi, coordinatrice del Comitato ha commentato: "Ci rallegriamo in particolare del fatto che il CECMA abbia riconosciuto ai nuovi metodi,oltre che la maggiore economicità, una capacità assai maggiore nella previsione per i rischi nell'uomo rispetto a quella fornita dalla sperimentazione animale".
Il Comitato EQUIVITA ribadisce la necessità di abolire totalmente i test su animali per quanto riguarda la ricerca medica e tossicologica, in particolare nell'ottemperare al regolamento REACH di prossima attuazione, e ritiene
che le prove su animali siano state in gran parte responsabili della frequenti catastrofi farmacologiche degli ultimi anni, nelle varie fasi di sperimentazione (esempi: Lipobay, Vioxx, la recente tragedia di Londra).
Il Comitato Scientifico EQUIVITA si augura anche che il
criterio, che oggi sta finalmente emergendo e che è stato espresso anche da autorevoli riviste scientifiche come "Nature" (10/11/06), in base al quale la ricerca per l'uomo ha un valore scientifico solo se fatta sull1uomo, faccia escludere
dai nuovi metodi l'utilizzo di cellule animali.

Comunicato 22/03/06

Comitato Scientifico EQUIVITA
Tel. 06.3220720, 335.8444949
email: equivita@equivita.it, www.equivita.org

               
                     
                       

Una pubblcita' per gli animali
Il 9 ed il 16 marzo uscirà su Magazine de Il Corriere della Sera la prima di una serie di "pubblicità" promosse e autofinanziate da Campagne per gli Animali, un'iniziativa avviata da diverse organizzazioni. Il titolo è "Accade tutti i giorni", e l'obiettivo è mostrare una verità quotidiana spesso nascosta: le sofferenze a cui sottoponiamo gli animali. Dunque non una pubblicità per vendere un prodotto, ma per dare una speranza: quella di salvare i più deboli, gli animali, da un atroce ed ingiusto destino, invitando tutti al cambiamento, a partire dalle scelte di ogni giorno. Un progetto etico che cerca di contrastare le pubblicità di segno opposto e a cui aderiscono numerosi gruppi e associazioni animaliste.

La prima pagina pubblicitaria di Campagne per gli Animali "Accade tutti giorni", mostra immagini di animali ritratti in luoghi disparati come allevamenti, laboratori di vivisezione, zoo... tanto per citarne alcuni, disegnando un quadro disperato della qualità della vita - e della morte - di questi esseri senzienti. E si invitano i lettori ad agire, da subito, per cambiare le cose.

Campagne per gli animali
www.campagneperglianimali.org

             

SOS animali
E' attivo un numero per segnalazioni di animali ritrovati, maltrattati, abbandonati: 1515

A questo numero risponde un nucleo specializzato, del Gruppo Forestale, preparato per affrontare ed investigare sugli abbandoni, i maltrattamenti e tutto quello che riguarda gli aniamli.

               
                 
                       
               
  gennaio 2006

Nuovi prodotti senza crudelta'
Alcune nuove aziende hanno sottoscritto di recente lo Standard "non testato su animali" di LAV/ICEA, accettando di sottoporsi ai controlli dell'ente di certificazione ICEA.
Tra queste, spicca la COOP: i prodotti per l'igiene personale a marchio COOP sono dunque, finalmente "senza crudelta'"!

Potete trovare l'elenco completo sul sito VIVO alla pagina:
http://www.consumoconsapevole.org/07cosmetici-d.html

 
 
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