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I
ragazzi anti-pellicce vincono e cancellano
i "visoni Rinascente"
Libero - 22 dicembre 2006
Milano - La Rinascente ha alzato bandiera bianca: trattiamo. Così
lei ora può ricominciare a mangiare. Basta con il digiuno
forzato: Stefania ha vinto la sua battaglia. La diciassettenne da
lunedì in sciopero della fame contro la vendita di pellicce
nei grandi magazzini a due passi dal Duomo ha ottenuto più
di quanto abbiano fatto tanti suoi colleghi con alle spalle 20 anni
di attivismo. La direzione della catena ha concesso un incontro
a lei, Stefano e Davide, i compagni d'avventura che hanno digiunato
e dormito al freddo con lei per tre giorni fuori dal negozio. Non
solo: hanno promesso che non produrranno più capi di pelliccia
con il marchio Rinascente. Sarà che a Natale sono tutti più
buoni, sarà che la vista di quello scricciolo umano con le
treccine rasta che è Stefania, che rinuncia ai cibi delle
feste, è valso più di tanti discorsi: il gesto dei
tre compagni d'avventura ha avuto effetto. A dirla tutta, i ragazzi
antipellicce la loro vittoria se la sono dovuta guadagnare a caro
prezzo. Forse che nei piani luccicanti del grande magazzino si pensava
non facessero sul serio, ma si sbagliavano. I tre si erano presentati
lunedì con tre sacchi a pelo per dormire. In mano, una pila
di volantini, dietro alle spalle un cartello eloquente che recitava:
«Un miliardo di vite torturate e uccise per diventare giubbotti».
Solo un paio di castagne di marzapane per colazione nello stomaco.
E poi tutto il giorno ad affrontare il fiume di passanti: «Lei
lo sa che per fare un giaccone con un solo inserto di pelliccia
bisogna ammazzare più capi?». Tanti scuotevano la testa,
o li ignoravano, ma loro hanno tenuto duro. Volevano farcela fino
alla Vigilia. Per fortuna non ce n'è stato bisogno. Davide,
che sembrava il più robusto, al suo secondo giorno di digiuno
è stato male, è quasi svenuto. Oltre alla mancanza
di cibo c'è pure freddo, in questi giorni di fine dicembre.
Li hanno fatti penare fino alle sei del pomeriggio del terzo giorno,
quando, finalmente, l'avvocato dei grandi magazzini è sceso
sotto i portici e ha promesso l'incontro. Con tanto di insperato
annuncio: basta visoni made in Rinascente. Al termine di questo
colloquio i ragazzi si sono concessi un panino. Alle verdure, visto
che sono vegani, e si rifiutano di mangiare qualsiasi prodotto di
origine animale. Ma dopo tre giorni lo stomaco si era ristretto,
e anche delle leggere verdure li hanno fatti stare male. «Ora
stiamo bene», dice Stefania con il suo filino di voce, «e
siamo felicissimi di quanto abbiamo ottenuto. Ma non ci fermeremo
finché dai negozi non sparirà anche il più
piccolo inserto di pelliccia. Abbiamo vinto una battaglia, non la
guerra». A voler essere pignoli, in effetti, nella concessione
dei grandi magazzini c'è molto di cui discutere. In primis
la data dell'incontro, fissato entro metà gennaio. Così
che per tutta la durata delle feste e forse anche all'apertura dei
saldi si possano continuare a vendere colli, polsini e altri capi
fatti di pelo degli animali. Poi il fatto che se non si venderanno
più pellicce firmate Rinascente, continueranno ad esserci
tutte le altre firme. Quelle che ogni anno si servono di più
di un miliardo di animali ammazzati per produrre capi di alta moda. |
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L'India
vieta la vivisezione didattica nelle facolta' di zoologia
Da I-CARE: http://www.icare-worldwide.org/
Un enorme passo avanti, e una delle maggiori vittorie del Centro
I-CARE
(Centro Internazionale per le Alternative nella Ricerca e nella
Didattica): in India da oggi e' vietato l'uso di animali nella didattica
in tutte le facolta' di zoologia!
Negli ultimi mesi, I-CARE ha portato avanti un progetto molto importante
in collaborazione con la University Grants Commission indiana, una
commissione del governo indiano che controlla e definisce le norme
per tutte le universita' dell'India. L'idea e la richiesta iniziale
alla commissione sono di Maneka Gandhi, la quale ha richiesto al
Ministero dell'Educazione di vietare completamente la vivisezione
didattica nelle facolta' di zoologia.
In seguito a questo, l'I-CARE ha lavorato col la Commissione del
governo indiano per far diventare realta' questa idea.
In India esistono centinaia di college che insegnano zoologia a
livello pre-laurea e post-laurea, e la vivisezione di rane, piccioni,
ratti, topi, lucertole e vari invertebrati costituisce una parte
importante e seignificativa nel curriculum dello studente.
Con un singolo, coraggioso, passo, il direttore della Commissione,
il prof. Sukhdeo Thorat, ha emanato una direttiva, inviata a tutti
i college indiani, in cui richiedeva di eliminare l'uccisione di
animali e qualsiasi altro tipo di dissezione o esperimento didattico
nell'insegnamento della zoologia, a livello pre-laurea e post-laurea.
I-CARE non e' in grado di fornire una stima esatta del numero di
vite che verranno cosi' salvate, ma sappiamo che certamente si tratta
di milioni di vite ogni anno!
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Il
Governo di Pechino ferma il massacro di cani
Il Presidente cinese Hu Jintao è intervenuto per mettere fine
alla repressione nazionale sui cani dopo aver letto le proteste che
gli sono pervenute. Un ufficiale governativo ha confermato che il
presidente ha preso atto delle petizioni firmate da oltre 60,000 persone
e delle migliaia di e-mail arrivate da tutto il mondo che chiedevano
di porre fine alla campagna di sterminio.
Preoccupato dalle proteste e dalla diffusione della vicenda sui media
internazionali, ha posto fine al programma di sterminio.
L’OIPA, tramite la collaborazione con il Delegato ad Hong Kong
ed il suo staff e con le associazioni cinesi a protezione degli animali,
continuerà incessantemente a vigilare sulla situazione.
Da tutti loro arriva il più vivo ringraziamento all’OIPA
e alle persone che in questi mesi hanno firmato la petizione on line,
letto ciò che avviene, diffuso notizie, dato sostegno, facendoli
così sentire meno soli.
Leggi la notizia alla pagina http://www.oipaitalia.com/randagismo/notizie/cina-stopuccisioni.htm |
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Barcellona
contro la corrida
Il quotidiano spagnolo “El Pais” ha riportato la notizia
che dal 2008 Barcellona diverrà città anti-corrida.
In Catalogna i tori non sono un simbolo nazionale come nel resto della
Spagna e la corrida non è uno spettacolo molto diffuso tra
la popolazione.
È l'anima animalista che vince sulla tradizione, è la
vittoria della mozione del 2004 che dichiarava Barcellona città
antitaurina.
Oltre 20 città della Catalogna hanno dichiarato di essere anti-corrida,
e molte di loro hanno chiuso le arene.
La società “Balana”, proprietaria della monumentale
Plaza de Toros Monumental, che gestisce la piazza, è in crisi.
Ogni volta che va in scena la corrida perdono 24mila euro. Nel 2006
sono previste 23 fiestas, la perdita totale ammonterebbe a circa 92
milioni di vecchie pesetas, pari a poco più di mezzo milione
di euro.
L’amministrazione di Barcellona ha scelto di non intervenire
sulla decisione ma la posizione di Jordi Portabella, Vice Sindaco
della città, è chiara: non nasconde la sua soddisfazione
e propone di utilizzare la storica piazza per un mercatino all’aperto. |
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| novembre
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Fronte
di liberazione Animale annuncia Bliz, Macachi liberati
MILANO - "Centinaia di topi e 18 macachi sono adesso nelle
nostre mani, liberi". In un volantino giunto stamani per posta
all'Ansa di Milano con un cd e una videocassetta che mostrano le
varie fasi del blitz, il Fronte di Liberazione Animale rivendica
di aver liberato il 20 novembre scorso roditori e scimmie dalle
gabbie di una ditta di Correzzana (Milano) che "alleva animali
destinati alla vivisezione".
"Attraverso una fessura dal locale degli impianti di aerazione
- si legge nel volantino - abbiamo trovato accesso al sottotetto.
Sollevando porzioni di controsoffitto e utilizzando una scala ci
siamo trovati nelle stanze in cui vengono allevati gli animali.
Da qui ci siamo messi al lavoro per portarne via più possibile,
prendere documenti e distruggere macchinari". "Nelle celle
frigorifere - afferma il foglio firmato 'Fornte di Liberazione Animale
- abbiamo documentato la presenza di corpi che l'accanimento e la
furia di questi scienziati hanno reso completamente irriconoscibili:
topo con il cranio sfondato e crocifissi con delle puntine, ratti
con il ventre squarciato e conigli totalmente sfigurati"
Ansa
25 novembre
2006 |
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"Muscolo
di grano" nella dieta degli atleti
Della dieta
dei nostri atleti farà parte anche il "muscolo di grano",
l'impasto vegetale "sostituto" della carne, inventato
dal calabrese Enzo Marascio. Infatti, l'impasto di farina di grano,
legumi, soia, olio extravergine d'oliva, spezie ed erbe aromatiche
sarà servito ai circa 2500 atleti che dipendono dal Coni.
Questo alimento si presenta con un aspetto e un sapore molto invitanti
che non fanno per nulla rimpiangere salsicce, affettati e bistecche.
Tutti prodotti salubri, sono privi di grassi saturi, con poche calorie
e assenza di colesterolo. Alimenti versatili nella preparazione,
conservabili a lungo nelle apposite confezioni, adatti a tutti i
palati e in grado di convincere, per aspetto e gusto, anche i più
convinti amanti della carne.
La decisione del Coni contribuisce in maniera determinante a sfatare
il mito secondo cui gli atleti hanno bisogno di nutrirsi di prodotti
animali: le sostanze nutritive contenute in cereali e legumi (che
costituiscono appunto il "muscolo di grano") sono non
solo adeguate, ma anche ottimali nella dieta dello sportivo.
Per approfodimenti:
http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=40
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| luglio
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In
cella chi taglia la coda ai cani
ROMA Il trasgressore rischia di finire in cella per un anno. Oppure,
se gli va bene, paga una multa fino a 15 mila euro. Scatta anche
in Italia il divieto di tagliare le orecchie e la coda al cane,
o le unghie al gatto per questioni di look. La legge, voluta dai
Verdi, punisce anche il veterinario che non la rispetti. Sospensione
per 30 giorni se dipende dal servizio sanitario pubblico; ritiro
della licenza per uguale tot di tempo se è libero professionista.
Promotrice dell'iniziativa è la deputata del Sole che ride,
Luana Zanella. « Il nostro Paese » , dice, « nel
1987 è stato tra i firmatari della Convenzione europea per
la protezione degli animali da compagnia, ma il Parlamento
non ha mai ratificato quell'intesa » . Per i trasgressori,
la proposta Zanella prevede l'applicazione dell'articolo 544 del
codice penale sul maltrattamento degli animali: reclusione da tre
mesi a un anno o una multa fino a 15.000 euro. Il taglio delle orecchie
o della coda è consentito solo nel caso di « interventi
medico- veterinari di tipo straordinario, cioè se l'animale
è in gravi condizioni di salute, e non per motivi estetici
» , spiega l'esponente verde. La proposta vieta anche gli
interventi di onisectomia ai gatti, ovvero l'asportazione delle
unghie. « In Europa il primo divieto di tagliare orecchie
e coda ai cani risale al 1895 » , sottolinea Zanella, «
quando il Kennet Club inglese legiferò che nessun cane nato
dopo il 31 marzo di quell'anno può essere premiato in una
manifestazione se ha le orecchie tagliate » . In alcuni paesi
del nord Europa, come la Norvegia, la Svezia, la Finlandia e la
Danimarca, il divieto è in vigore dagli anni Quaranta. Con
questa proposta si vuole evitare che Fido sia sottoposto a tortura
per puri fini estetici. « Il taglio delle orecchie è
un intervento chirurgico con tutti i rischi connessi » , sottolinea
Zanella, « spesso gli incidenti di percorso possono essere
molti e di diversa origine. Talvolta portano ad accanimenti estetici
quali un secondo taglio o l'applicazione di protesi fisse. Torture
che devono finire » .
Le sanzioni
SALVAORECCHIE Per i trasgressori viene applicato l'art. 544 del
codice penale sul maltrattamento degli animali: reclusione da tre
mesi a un anno o una multa fino a 15.000 euro.
VETERINARI I veterinari che violino le disposizioni saranno sospesi
dalle loro funzioni per almeno 30 giorni se dipendenti da servizi
sanitari pubblici e con la revoca della licenza se liberi professionisti.
Libero 10/07/06 |
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Cibo
vegan per cani
Alle crocchete Ami' per cani e gatti ora si aggiunge una nuova offerta
per cani vegan: Yarrah propone un alimento completo umido 100% biologico
e vegetale. Per maggiori informazioni: www.antba.com
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| maggio
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| Nas
nei laboratori di farmacologia: sequestrati documenti sugli esperimenti
effettuati Test su cani e conigli, blitz dei carabinieri alla Statale
Milano - Venti giorni fa il blitz degli animalisti per «liberare»
cavie, conigli e beagle destinati alla sperimentazione e rinchiusi
nei laboratori di farmacologia della Statale, in via Vanvitelli;
ieri all'Istituto sono arrivati i carabinieri del Nas di Milano.
Riserbo assoluto sulle indagini. È comunque trapelato che
il sopralluogo dei militari sarebbe servito per raccogliere documentazione
su tempi e modi degli esperimenti effettuati sugli animali, materiale
che sarà inviato al ministero della Salute. Le norme che
regolano questo tipo di ricerche, infatti, prevedono che «un
animale non possa essere riutilizzato più di una volta in
esperimenti che comportino forti dolori, angoscia e sofferenze equivalenti».
Ma chi opera all'interno del laboratorio descrive una realtà
diversa: i beagle, per esempio, sarebbero stati sottoposti a numerosi
test. «I cani venivano condotti per una breve passeggiata
all'interno dell'istituto solo due volte la settimana: pochi minuti,
al guinzaglio, e poi erano riportati nelle loro cellette».
Il ministero della Salute conferma che l'Istituto era in possesso
di regolari autorizzazioni per effettuare test di invecchiamento
sugli animali solo fino al 2005 e allo scadere dello scorso anno
era stata presentata una ulteriore richiesta di rinnovo. «Non
abbiamo concesso la proroga — spiega Sergio Papalia responsabile
de Dipartimento di Veterinaria del ministero della Salute —,
perché c'era la motivata perplessità sulla durata
dei test su questi animali. Tenere tre anni quei beagle in uno stabulario
è un tempo troppo lungo. Da qui l'esigenza di ottenere una
più approfondita documentazione». Le indagini devono
verificare quanti e quali test sono stati compiuti su cavie, conigli
e beagle. «I test sull'invecchiamento sono proseguiti per
anni sempre sugli stessi cani — spiegano gli investigatori
—. Abbiamo appurato che gli stessi beagle, dopo essere stati
cavie per le ricerche sull'invecchiamento, sono stati sottoposti
a nuovi test ormonali.
Vivimilano 17/05/06 |
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| aprile
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Benedetto
XVI: nella nuova campagna pubblicitaria della Peta condanna allevamento
industriale
"Anche gli animali sono creature di Dio", dice Papa Benedetto
XVI nella nuova campagna della Peta
"Anche gli animali sono creature di Dio", dice Papa Benedetto
XVI, primo Papa a intervenire contro i sistemi di allevamento industriale
e che, nella nuova campagna pubblicitaria PETA US, incoraggia i
cattolici di tutto il mondo a boicottare le crudeli pratiche dell'allevamento
industriale in favore di una dieta vegetariana, salutare e umanistica.
In concomitanza con la prima Pasqua del papa dall'inizio del suo
mandato dopo la successione a Giovanni Paolo II, PETA US ha intenzione
di lanciare la campagna questa settimana, proprio nella sua terra
natale, la Germania. Al centro dell'iniziativa ci sono oche sottoposte
a un regime alimentare forzato per la produzione del patè
de fois gras, e polli costretti in gabbie in batteria sovraffollate,
affiancati dalla condanna di Papa Benedetto XVI di tanta crudeltà
contro gli animali.La campagna PETA US, ancora citando il Papa,
aggiunge "L'uso industriale di queste creature, le oche, per
la produzione di fegato, e i polli, ridotti a mere caricature della
loro specie, è una degradazione delle creature viventi per
servire da bene superfluo, oltre che una contraddizione del rapporto
tra tutte le creature presentateci dalla Bibbia". "Sua
Santità ha riconosciuto che l'allevamento industriale è
una pratica crudele e contraria ai valori cristiani di amore e compassione
- dichiara il direttore vegetaliano della campagna PETA US, Bruce
Friedrich, anche devoto cattolico - I cattolici di tutto il mondo
possono contribuire a mettere fine a questi abusi orribili e legalizzati
smettendo di cibarsi delle creature di Dio e nutrendosi di alimenti
vegetariani".
14 aprile 2006
Fonte: AGE |
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Milano
- Blitz animalista: liberati 15 beagle
Blitz animalista nelle aule del Politecnico in via Vanvitelli, ieri
nel tardo pomeriggio, dove una quindicina di persone con il volto
mascherato hanno "liberato" un piccolo branco di cani
beagle. Una razza diventata molto famosa perché ha ispirato
Charles Schulz per disegnare il saggio bracchetto "Snoopy".
Il famoso cartoonist americano infatti aveva creato la nota saga
"peanuts" dedicata a Charlie Brown e alla sua schiera
di amici tra cui il cucciolo bianco a macchie scure, appunto un
beagle. Una razza che in questi ultimi anni è diventata improvvisamente
di moda.
Anche tra i ricercatori scientifici però, che sempre più
spesso la usano per i loro esperimenti di laboratorio. Una pratica
fortemente contestata da molti gruppi animalisti, che hanno puntualmente
definito queste ricerche inutili per la scienza e crudeli per gli
animali.
Per questo ieri sera poco prima delle 19 una quindicina di giovani,
con il volto coperto da mascherina bianche, sono entrati nell'aula
di Farmacologia e hanno liberato 15 beagle usati per testare farmaci
e prodotti cosmetici. Al momento del raid all'interno delle aule
c'era il personale insegnante e un'addetta alla segreteria che è
stata strattonata dai giovani, senza però subire ulteriori
danni. La donna infatti non è rimasta ferita. Sul posto non
sono state comunque lasciate
rivendicazioni né scritte.
Da "Il
Giornale", 28 aprile 2006 |
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Spagna:
scimmia soggetto di diritto
Polemiche per un progetto di legge.
La Spagna potrebbe essere il primo paese europeo a garantire alle
grandi scimmie antropoidi (scimpanzè, orangutan, gorilla
ebonobo) i "diritti fondamentali" normalmente accordati
al solo uomo. Il Parlamento discuterà infatti un progetto
che consentirebbe il diritto di questi animali a non essere maltrattati,
ridotti in schiavitù, uccisi e condotti all'estinzione.
L'iniziativa ha suscitato proteste, soprattutto da parte della Chiesa.
L'idea nasce dall'organizzazione internazionale "Proyecto Gran
Simio", e l'esecutivo socialista ha subito accettato di portarla
in Parlamento, dove si prevede di approvare presto un "progetto
non di legge", il primo del genere in Europa che, proprio per
questo, potrebbe costituire la base per una "carta fondamentale
dei diritti delle scimmie" da sottoporre al voto delle Nazioni
Unite.
26/04/06
MSP Ambiente |
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| marzo
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La
Coop dichiara: Pellicce? Solo sintetiche
La decisione di Coop contro le condizioni inaccettabili degli allevamenti
di animali in Cina.
Niente più pellicce naturali nei capi d’abbigliamento
in vendita nei negozi Coop. La decisione è stata presa dal
Consiglio di amministrazione di Coop Italia, la centrale degli acquisti
delle cooperative, il 26 febbraio scorso e diventerà operativa
già dalla prossima collezione autunno-inverno 2006-2007.
La completa esclusione dell’utilizzo delle pellicce naturali
- e il conseguente passaggio alle pellicce sintetiche - sarà
esplicitamente richiesta nei nuovi contratti commerciali, ai quali
i fornitori dovranno allegare dichiarazioni specifiche di conformità
e di provenienza delle pelli. Rigorosi piani di controllo vigileranno
sul rispetto di queste regole.
La scelta di Coop – prima catena distributiva ad andare in
questa direzione – è la risposta concreta alle sollecitazioni
dei consumatori, dopo i tanti documenti che testimoniano le condizioni
inaccettabili di allevamento degli animali da pelliccia, ormai quasi
tutti concentrati nell’estremo oriente, in particolare in
Cina.
Ricerche condotte e documentate dalla Lav (Lega antivivisezione)
e da altre organizzazioni internazionali hanno reso ufficiali i
metodi impiegati dalle aziende cinesi per la produzione di pellicce:
gli animali vengono storditi con colpi alla testa, sbattuti per
terra con violenza e, spesso, scuoiati quando sono ancora in vita.
Già da tempo Coop richiedeva ai propri fornitori prodotti
rispettosi della convenzione di Washington, che protegge tutti gli
animali in via di estinzione, estendendo tale impegno anche agli
animali domestici (cani e gatti). Oggi la decisione di abolire completamente
l’utilizzo di pellicce naturali, per mandare un segnale forte
al mondo delle istituzioni e della produzione.
tratto da: Informatore
Aprile 2006 http://www.coopfirenze.it/info/art_3230.htm
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Ricerca
medica: approvazione di metodi alternativi
Il Comitato Scientifico EQUIVITA esprime enorme
soddisfazione per la:
Approvazione di sei metodi di sperimentazione su cellule umane alternativi
alla sperimentazione su animali, in ambito
medico e tossicologico, da parte del CECMA, Centro Europeo per la
Convalida dei Metodi Alternativi.
La notizia è stata comunicata dal Joint Research Center della
Commissione Europea (di Ispra, Italia), Il Comitato Scientifico
EQUIVITA ritiene che con questa decisione è stato fatto un
grande passo avanti per la salute dei cittadini europei.
Fabrizia Pratesi, coordinatrice del Comitato ha commentato: "Ci
rallegriamo in particolare del fatto che il CECMA abbia riconosciuto
ai nuovi metodi,oltre che la maggiore economicità, una capacità
assai maggiore nella previsione per i rischi nell'uomo rispetto
a quella fornita dalla sperimentazione animale".
Il Comitato EQUIVITA ribadisce la necessità di abolire totalmente
i test su animali per quanto riguarda la ricerca medica e tossicologica,
in particolare nell'ottemperare al regolamento REACH di prossima
attuazione, e ritiene
che le prove su animali siano state in gran parte responsabili della
frequenti catastrofi farmacologiche degli ultimi anni, nelle varie
fasi di sperimentazione (esempi: Lipobay, Vioxx, la recente tragedia
di Londra).
Il Comitato Scientifico EQUIVITA si augura anche che il
criterio, che oggi sta finalmente emergendo e che è stato
espresso anche da autorevoli riviste scientifiche come "Nature"
(10/11/06), in base al quale la ricerca per l'uomo ha un valore
scientifico solo se fatta sull1uomo, faccia escludere
dai nuovi metodi l'utilizzo di cellule animali.
Comunicato 22/03/06
Comitato Scientifico
EQUIVITA
Tel. 06.3220720, 335.8444949
email: equivita@equivita.it, www.equivita.org
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Una
pubblcita' per gli animali
Il 9 ed il 16 marzo uscirà su Magazine de Il Corriere della
Sera la prima di una serie di "pubblicità" promosse
e autofinanziate da Campagne per gli Animali, un'iniziativa avviata
da diverse organizzazioni. Il titolo è "Accade tutti
i giorni", e l'obiettivo è mostrare una verità
quotidiana spesso nascosta: le sofferenze a cui sottoponiamo gli
animali. Dunque non una pubblicità per vendere un prodotto,
ma per dare una speranza: quella di salvare i più deboli,
gli animali, da un atroce ed ingiusto destino, invitando tutti al
cambiamento, a partire dalle scelte di ogni giorno. Un progetto
etico che cerca di contrastare le pubblicità di segno opposto
e a cui aderiscono numerosi gruppi e associazioni animaliste.
La prima pagina pubblicitaria di Campagne per gli Animali "Accade
tutti giorni", mostra immagini di animali ritratti in luoghi
disparati come allevamenti, laboratori di vivisezione, zoo... tanto
per citarne alcuni, disegnando un quadro disperato della qualità
della vita - e della morte - di questi esseri senzienti. E si invitano
i lettori ad agire, da subito, per cambiare le cose.
Campagne per
gli animali
www.campagneperglianimali.org |
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SOS
animali
E' attivo un numero per segnalazioni di animali ritrovati, maltrattati,
abbandonati: 1515
A questo numero
risponde un nucleo specializzato, del Gruppo Forestale, preparato
per affrontare ed investigare sugli abbandoni, i maltrattamenti
e tutto quello che riguarda gli aniamli.
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