Terremoto: non dimentichiamoci degli animali feriti

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Terremoto: non dimentichiamoci degli animali feriti dopo il crollo delle stalle e di quelli ancora sotto le macerie

E’ una situazione disumana. C’è chi ha cominciato ad abbattere gli animali”. E’ la dichiarazione di un allevatore di Norcia pubblicata ieri da un quotidiano nazionale.
Se questo terremoto per fortuna ha risparmiato gli uomini non si può dire altrettanto per gli animali. Mucche, pecore e maiali, soprattutto, sono ancora incatenati alle macerie di ciò che rimane delle stalle, prigioni da cui non sono potuti scappare.
Sono immagini strazianti quelle che ci riportano la tv e il web. Animali uccisi dai crolli, feriti, molti con le zampe fratturate, terrorizzati anche loro dalle continue scosse. Che fine faranno? Non possiamo non denunciare il loro calvario. Il loro destino come animali “da reddito”, da macello, purtroppo era già stato segnato ma non si può tacere tutto questo dolore. Non si può parlare solo della perdita dei guadagni degli allevatori, anche la sofferenza di mucche, pecore, capre, maiali e altri animali deve emergere in questa tragedia, che ha colpito terre a vocazione prevalentemente agricola, con oltre centomila animali negli allevamenti secondo la stima di Coldiretti.
Abbiamo visto tanti gatti e cani soccorsi e salvati negli ultimi due mesi nelle zone terremotate. Facciamo un appello alle istituzioni – dalla Protezione civile al Corpo forestale dello Stato, ai Vigili del Fuoco – affinché collaborino con le associazioni animaliste presenti nelle zone colpite dal terremoto e comunque si adoperino per prestare soccorso anche a questi animali, che nulla hanno di diverso rispetto agli animali d’affezione: tutti sono in grado di provare gioia e dolore e il loro destino è nelle nostre mani, perché noi umani ci siamo ‘proclamati’ dominatori su questa Terra. Nel momento del bisogno, quando vediamo cosa significa perdere tutto, forse possiamo capire meglio chi non ha mai avuto il diritto ad avere nulla, nemmeno una propria vita.

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la foto è dell’inviato del Tg2 Valerio Cataldi
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