STATUTO

Articolo 1
E’ costituita il 7 febbraio 2001 l’associazione Progetto Vivere Vegan ONLUS con sede nel comune di Firenze. L’Associazione non ha scopi di lucro, e’ apolitica e ha durata illimitata.

Articolo 2
L’Associazione, ha per scopo la diffusione del veganismo e dei suoi principi etici, scientifici e culturali e persegue unicamente finalità di solidariet° sociale nell’ambito della tutela e della valorizzazione della natura e dell’ambiente. L’Associazione intende perseguire il suo scopo statutario avvalendosi di tutti i mezzi opportuni ed in particolare:

• la ricerca di informazioni e di dati atti a dimostrare l’utilità per l’ambiente, la salute umana e il rispetto degli animali non umani del veganismo;
• la produzione di materiale cartaceo (volantini, opuscoli, libri, etc) informativo su tutti gli aspetti (culturali, ecologici, etici e salutistici) del veganismo;
• la diffusione di informazione tramite i mezzi informatici (p.e.internet) o ogni altro mezzo di comunicazione utile.

E’ fatto divieto agli organi amministrativi dell’Associazione di svolgere o far svolgere attività con scopi diversi da quelli sopra indicati, ad eccezione di quelle ad essi direttamente connesse o di quelle accessorie e comunque con l’esclusivo perseguimento della finalità di solidarietà sociale

Articolo 3
L’adesione all’Associazione e’ da considerarsi sempre a tempo indeterminato e non può essere disposta per un periodo temporaneo. I soci sono tutti coloro che, condividendo i fini associativi, hanno presentato domanda di associazione, accettata dal consiglio direttivo e che sono in regola con il pagamento della quota associativa. All’atto di presentazione della domanda di associazione devono essere versati gli importi stabiliti per la quota sociale annuale che non e’ frazionabile. Ogni socio e’ vincolato all’osservanza di tutte le norme del presente statuto, nonché delle disposizioni adottate dagli Organi dell’Associazione. Ogni socio ha il diritto di voto alle assemblee e di partecipare alle attività dell’Associazione. La qualità di socio si perde per volontarie dimissioni, per morosità nei pagamenti dovuti all’Associazione o per gravi atti di indisciplina in quest’ultimo caso occorrendo una delibera a maggioranza rispetto al numero complessivo.
Le prestazioni dei soci a favore dell’Associazione e le cariche sono sempre gratuite ad esclusione delle spese effettivamente sostenute per l’attività prestata, entro limiti preventivamente stabiliti dalle organizzazioni stesse.

La qualità di volontario e’ incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo e con ogni altro rapporto di contenuto patrimoniale con l’organizzazione di cui fa parte.

Articolo 4
Il patrimonio dell’Associazione e’ costituito:

• dalle quote sociali annuali dei soci;
• da eventuali contributi volontari dei soci;
• da eventuali contributi volontari di terzi;
• dal ricavato che si potrà ritrarre dalle varie iniziative che saranno intraprese dall’associazione;
• da ogni altra entrata che concorra ad incrementare l’attivo sociale.

L’adesione all’Associazione non comporta obblighi di finanziamento o di esborso ulteriori rispetto al versamento della quota. I versamenti al fondo di dotazione possono essere di qualsiasi entità e sono comunque a fondo perduto; in nessun caso e quindi nemmeno in caso di scioglimento dell’Associazione, ne’ in caso di esclusione o di morte dell’associato si può dare luogo alla ripartizione di quanto versato all’associazione per il fondo di dotazione. Le quote ed i contributi associativi non sono trasmissibili. E’ fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili ed avanzi di gestione comunque denominati, nonché fondi, riserve o capitale a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per legge, statuto o regolamento fanno parte della medesima ed unitaria struttura ed e’ fatto obbligo di impiegare gli utili o avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.

Articolo 5
Gli esercizi sociali si chiudono il 31 dicembre di ogni anno. Il Consiglio Direttivo deve predisporre il bilancio consuntivo (dal quale devono risultare i beni, i contributi e i lasciti ricevuti) e il bilancio preventivo dell’esercizio successivo da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea dei soci che si dovrà tenere entro l’ultimo giorno del mese di febbraio. I bilanci devono essere depositati presso la sede dell’Associazione, nei quindici giorni precedenti la data fissata per la loro approvazione, a disposizione di tutti i soci.

Articolo 6
Sono organi dell’Associazione: l’Assemblea dei soci, il Presidente, il Consiglio Direttivo.
A garanzia della democraticità della struttura dell’associazione si stabilisce che tutte le cariche devono essere elettive oltre che gratuite.

A) Assemblea
L’Assemblea dei soci e’ l’organo sovrano dell’Associazione: essa e’ composta da tutti i soci in regola con il versamento della quota sociale e dei contributi annuali e che, alla data dell’avviso di convocazione, risultino iscritti da almeno tre mesi all’associazione. L’Assemblea e’ convocata dal Presidente, almeno una volta all’anno ed ogni qualvolta egli lo ritenga opportuno, mediante avviso per via telematica o, in mancanza di tal possibilità, a mezzo lettera raccomandata, almeno venti giorni prima della data stabilita e con l’indicazione degli argomenti da trattare, del luogo, giorno ed ora della riunione fissati sia per la prima che per la seconda convocazione. L’Assemblea può essere convocata anche su richiesta della maggioranza dei Consiglieri o da almeno un terzo degli associati. L’Assemblea ordinaria nomina il presidente e il Consiglio Direttivo, delinea gli indirizzi generali dell’attività dell’Associazione; approva i regolamenti che disciplinano lo svolgimento dell’attività dell’Associazione; approva il bilancio preventivo ed il bilancio consuntivo; delibera sull’eventuale destinazione di utili o di avanzi di gestione in conformità a quanto stabilito in materia dal DLT 04/12/97 n° 460 sulle ONLUS, delibera lo scioglimento dell’Associazione e l’esclusione dei soci. L’Assemblea ordinaria e’ valida in prima convocazione quando siano presenti almeno la metà degli associati aventi titolo a parteciparvi; in seconda convocazione qualunque sia il numero dei partecipanti. L’Assemblea ordinaria delibera, sugli argomenti posti all’ordine del giorno, a maggioranza assoluta, vale a dire col voto favorevole di metà più uno dei votanti. L’Assemblea straordinaria delibera sulle modifiche del presente statuto e sullo scioglimento, la liquidazione dell’Associazione e la devoluzione del suo patrimonio. Essa e’ valida in prima convocazione quando siano presenti almeno la meta’ degli associati aventi titolo a parteciparvi; in seconda convocazione qualunque sia il numero dei partecipanti e delibera a maggioranza assoluta. Ogni socio ha diritto ad un voto. Ogni socio, se consentito dalla legge, può rappresentare con delega scritta fino ad altri due soci. La delega può essere espressa anche a mezzo telefax.
L’Assemblea è presieduta dal Presidente ed in sua assenza da un membro del consiglio direttivo.
Deve essere redatto un verbale di ogni Assemblea. Le deliberazioni dell’Assemblea sono affisse nella sede sociale per un periodo di quindici giorni dalla data della deliberazione stessa.

B) Consiglio Direttivo
L’Associazione e’ amministrata da un Consiglio Direttivo composto da membri designati tra tutti gli associati aventi diritto al voto. Il Consiglio Direttivo è composto dal Presidente e da un numero di Consiglieri compreso tra due e sei, da stabilirsi in sede assembleare. Il Consiglio dura in carica due anni e può essere rieletto. Se nel corso dell’anno sociale vengono a mancare uno o più Consiglieri (per dimissioni scritte indirizzate al Consiglio Direttivo o per esclusione deliberata dal Consiglio Direttivo in presenza di gravi motivi), si procederà da parte del consiglio Direttivo alla sostituzione degli stessi con soci tra i primi dei non eletti regolarmente iscritti, ovvero con elezione alla prima assemblea. Le riunioni del Consiglio Direttivo sono presiedute dal Presidente ed in sua assenza da un membro del consiglio direttivo. Le deliberazioni del Consiglio Direttivo sono valide con la presenza effettiva della maggioranza dei membri ed il voto favorevole della maggioranza dei presenti. In caso di parità di voto sarà determinante il voto del Presidente.
E’ ammessa la possibilità che le riunioni del Consiglio Direttivo si tengano per teleconferenza o videoconferenza, a condizione che tutti i partecipanti possano essere identificati e sia loro consentito seguire la discussione e intervenire in tempo reale alla trattazione degli argomenti affrontati; verificandosi questi requisiti il Consiglio Direttivo si considera tenuto nel luogo in cui si trova il Presidente e dove deve pure trovarsi il Segretario, onde consentire la stesura e la sottoscrizione del verbale sul relativo libro.
Al Consiglio Direttivo spettano tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione. Il Consiglio Direttivo redige i bilanci da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea, autorizzando le relative entrate e le spese nei limiti delle somme stanziate per i diversi titoli del bilancio preventivo.

C) Presidente
Al Presidente spetta la rappresentanza legale dell’Associazione di fronte ai terzi e anche in giudizio.
In particolare al Presidente viene conferita sia la legittimazione attiva che passiva a stare in giudizio per le questioni a rilevanza nazionale, internazionale e locale. La legittimazione attiva viene conferita per qualsiasi tipo di controversia, compresa la costituzione di parte civile nei processi penali. Allo stesso viene conferito il potere di proporre querela. Il Presidente può conferire procura ad uno o più soci sia per singoli atti che per categorie di atti. Su deliberazione del Consiglio Direttivo il Presidente può attribuire la rappresentanza dell’Associazione anche ad estranei al Consiglio stesso. Il Presidente dura in carica 2 anni e può essere rieletto.

Articolo 7
In caso di scioglimento per qualunque causa l’Associazione ha l’obbligo di devolvere il proprio patrimonio ad organizzazioni non lucrative di utilità sociale, sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma 190, della legge del 23/12/1996 n° 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

Articolo 8
Qualunque controversia sorgesse in dipendenza della esecuzione o interpretazione del presente statuto e che possa formare oggetto di compromesso, sarà rimessa al giudizio di un arbitro amichevole compositore che giudichera’ secondo equità e senza formalita’ di procedura, dando luogo ad arbitrato irrituale. L’arbitro sarà scelto di comune accordo dalle parti contendenti; in mancanza di accordo, alla nomina dell’arbitro sara’ provveduto dal presidente del Tribunale di Firenze. Per quanto non previsto dal presente Statuto si fa riferimento alle disposizioni di legge in materia.

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