Risposta al post di Aldo Cazzullo del 15.11.14 pubblicato sul blog “Io donna” del Corriere della Sera

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Caro Cazzullo, dopo aver letto il suo articolo vorrei fare alcune osservazioni e precisazioni.

L’amore per gli animali di cui scrive e che ritiene essere un nobile sentimento, va ben oltre e in altra direzione rispetto agli atteggiamenti di cui scrive.
Chi ritiene che gli altri animali, quelli non umani, debbano essere rispettati, ancora prima che “amati”, si comporta quotidianamente in modo da non arrecare loro sofferenza: sceglie di non sostenere lo sfruttamento, la tortura e l’abuso degli stessi, in tutti gli ambiti e nelle molteplici circostanze in cui queste vergognose pratiche, purtroppo, ancora avvengono.
Mi riferisco agli allevamenti degli animali da macello, da latte, da uova, da lana, da piuma, da pelliccia; alla caccia e alla pesca; alle forme di intrattenimento basati sulla violenza inflitta agli animali; alla vivisezione.

Potrei continuare con un elenco infinito: basti pensare che miliardi di esseri viventi senzienti, che avrebbero diritto a vivere in pace la propria esistenza e questo desiderano, come noi tutti, vengono invece torturati e uccisi, ogni giorno, senza motivo né bisogno.
Perché vivere bene e serenamente, nel rispetto assoluto della vita di ogni altro essere vivente senziente, è possibile.
Si può fare decidendo di non contribuire alla crudeltà sugli animali attraverso l’acquisto e l’uso di beni necessari di vario genere (abbigliamento, alimentazione, arredamento, detersione del corpo e delle casa…) privi di derivati animali e non sperimentati sugli animali.
Si può fare evitando di frequentare spettacoli (circo, zoo, acquario…) o eventi cosiddetti tradizionali (palii, corride…) che sono orribili dimostrazioni di spietata crudeltà.
Viviamo in una realtà regolata dalla legge del più forte che si approfitta del più debole, dove la sopraffazione regna sovrana, dove l’affetto è scambiato col possesso e di rispetto, compassione, comprensione, non se ne parla nemmeno: si passa per fanatici, visionari.
Queste sono le cose che non vanno; di questo ci si dovrebbe preoccupare se vogliamo un futuro migliore per questo pianeta e chi ci abita; tutti compresi.
Spero di aver chiarito che chi si sforza di vivere, come nel mio caso, onorando e rispettando qualsiasi forma di vita, non fa distinzione fra specie animali, ma si preoccupa di tutelare quelli che ne hanno più bisogno: i non umani.
 Caterina Servi Scarselli – Progetto Vivere Vegan – Firenze –
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