Meno
carne, più verdura: siamo vegan
di
Orsola Casagrande
Il manifesto 30/06/2004
La bontà umana in tutta la sua purezza e libertà può
venir fuori solo quando è rivolta a chi non ha nessun potere.
La vera prova morale dell'umanità, quella fondamentale, è
rappresentata dall'atteggiamento verso chi è sottoposto al suo
dominio: gli animali. E sul rispetto nei confronti degli animali l'umanità
ha combinato una catastrofe, un disastro così grave che tutti
gli altri ne scaturiscono». Hanno scelto le parole di Milan Kundera
nel suo «L'insostenibile leggerezza dell'essere» i vegani
italiani che stanno dando vita, da venerdì scorso a Torino al
secondo festival vegano/vegetariano. Tre giorni di iniziative, spettacoli,
concerti, dibattiti per dimostrare e raccontare che un'altra alimentazione
è possibile. Tanto possibile da essere diventata una vera e propria
campagna. Nata all'inizio del 2002, la campagna «un'altra alimentazione
possibile» aveva soprattutto uno scopo: riuscire a portare una
testimonianza al vertice della Fao che si è svolto proprio nel
2002 a Roma. La campagna ha promosso incontri e creato un ampio cartello
di associazioni e comitati scientifici che, oltre ad essersi confrontati
con la Fao, hanno riassunto il loro operato in una proposta strutturata.
Alcuni punti di questa proposta sono stati inseriti nel documento finale
del forum delle ong al controvertice Fao. Il documento, «piano
di azione sulla sovranità alimentare», ha fatto propri
alcuni punti chiave di quella proposta, tra cui la necessità
di ridurre il consumo di carne nei paesi ricchi e di abbandonare e non
incentivare nei paesi cosiddetti in via di sviluppo, il modello di allevamento
industriale. La campagna «un'altra alimentazione possibile»
è stata quindi protagonista di confronti interni al social forum
europeo e internazionale. Da anni gli animalisti sostengono, si legge
nella presentazione della campagna, che la scelta vegetariana è
una scelta di pace e nonviolenza non solo nei confronti degli animali
ma anche nei confronti di quel miliardo e mezzo di persone sottoalimentate
che non hanno cibo a sufficienza a causa dell'ingiusta distribuzione
delle risorse ma anche dello spreco dovuto in parte agli allevamenti
intensivi e all'insensato consumo di carne dei paesi ricchi.
A Torino in questa ricca tre giorni si è parlato di alimentazione
vegetariana per i bambini (interessante il dibattito sulla possibilità
di mense scolastiche vegetariane), con medici ed esperti, ma anche della
scelta vegan, «una scelta sostenibile per noi e per gli altri»,
come recitava il titolo del dibattito che ha inaugurato la festa e alla
quale hanno partecipato anche Marinella Correggia e Clementine Guyard,
presidente di una ong francese impegnata in aiuti alimentari vegani.
Spazio anche per la dieta vegetariana e lo sport e per i diritti degli
animali. Ogni sera poi concerti e musica, oltre alla possibilità
di cenare presso l'ottimo ristorante vegan/vegetariano. Ampio spazio
ai prodotti biologici e naturali e alla presentazione di libri e progetti
vegan/vegetariani anche di cooperazione allo sviluppo.
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