Dopo
i 50: attente al latte
di
Patrizia Tamarozzi
D de La Repubblica, 21/06/03
Ma e’ proprio vero che latte e
derivati rinforzano le ossa e rendono piu’ robusto lo scheletro?
Se questo e’ certo nella fase della crescita e dell’adolescenza,
non e’ altrettanto dimostrato per quanto riguarda l’eta’
adulta e, soprattutto, il periodo post-menopausa. Gli studi piu’
recenti dimostrano infatti che le fratture dovute all’osteoporosi
sono piu’ frequente in chi consuma grandi quantita’ di di
proteine animali, quindi carne e latticini. “Occorre sfatare il
mito, piuttosto comune, secondo cui, per prevenire l’osteoporosi,
le donne in menopausa devono bere molto latte o mangiare parmigiano”,
spiega Franco Berrino, responsabile del dipartimento di Epidemiologia
presso l’Istituto nazionale dei tumori di Milano.
“Questi prodotti sono ricchi di calcio, ma altrettanto di proteine
animali, che acidificano il sangue. Il nostro organismo e’ molto
attento a mantenere il giusto livello di acidita’, perche’
ogni squilibrio potrebbe provocare gravi conseguenze, tra cui la tetania
(una forma di contrazione muscolare involontaria). E proprio i sali
basici di calcio contenuti nelle ossa servono a tamponare l’eccessiva
acidtia’ del sangue. Ecco perche’, se consumiamo formaggi
o carne che contengono proteine piu’ acide rispetto ai cibi di
origine vegetale, le ossa sono costrette a cedere calcio per riportare
il sangue al normale pH. Percio’, la sostanza assunta da una parte
se ne va dall’altra”. E’ piu’ consigliabile,
alle cinquantenni, ingerire il calcio attraverso alimenti di origine
vegetale, come i semi di sesamo, i cavoli, i broccoli, i legumi, le
alghe.
E proprio per favorire una cultura alimentare, piu’ sana e molto
piu’ attenta alla prevenzione, l’Istituto dei tumori di
Milano organizza corsi di cucina in quattro lezioni il giovedi’
pomeriggio (riprenderanno a settembre: per informazioni, telefonare
allo 02 2390-2868).
Oltre a curare l’alimentazione, chi vuole prevenire l’osteoporosi
deve fare attivita’ fisica (che irrobustisce non solo i muscoli,
ma anche lo scheletro) ed esporsi alla luce solare (che favorisce la
produzione della vitamina D). Anche la terapia ormonale sostitutiva,
spesso prescritta alle donne in menopausa, e’ un efficace metodo
per contrastare la malattia, dovuta a un calo di estrogeni. Ma le ricerche
piu’ recenti sottolineano i rischi degli ormoni su altri versanti.
“Sono appena stati pubblicati sulla rivista Jama (Journal of the
American Medical Association) i risultati di una importante ricerca
sulla terapia sostitutiva, effettuata dal Women’s Health Initiative
in 40 centri clinici americani su 32 mila donne tra 50 e 79 anni”,
spiega Francesco Raspagliesi, direttore del reparto di Ginecologia oncologica
all’Istituto dei tumori. “Emerge chiaramente che la cura
a base di estrogeni aiuta si’ a prevenire l’osteoporosi,
ma fa aumentare il rischio di carcinoma alla mammella di circa 20%.
E non sembra avere grossi vantaggi contro le patologie cardiovascolari”. |