Tratto
dal libro:
L'anno
passato
di Marco
Paolini
Edizioni: Biblioteca dell'Immagine pp.37-40
(...)
Vanni è siciliano e vive a Treviso, ha fatto anche teatro e per
un periodo ha lavorato in un mattatoio di polli. E' stato lui il primo
a raccontarmi l'atmosfera, l'odore, il senso di nausea che ti prende
a lavorare in un posto così. (...) un lavoro che ti toglie ogni
forza, che ti lascia senza la voglia di fare altro. Anche se ti danno
la tuta da lavoro, anche se c'è una doccia sempre calda nello
spgliatoio (...) il macello ti lascia il segno e gli operai non durano,
tanti vengono da fuori, immigrati (..)
I polli arrivano in una gabbia ed escono in cassetta. Arrivano per lo
più di notte o all'alba (che è sempre l'ora dei condannati...
penso io....) (...) Una volta scaricate dal camion, le gabbie vanno
su un giostra che le incatasta, le muove e ne spalanca la porta in modo
meccanico, con l'apertura rivolta ad una stanza di caricamento semibuia,
dove quattro uomini prendono le galline stordite e le appendono per
le zampe a testa in giù a dei ganci su una linea di trasporto
che corre ad altezza delle spalle. La luce bassa, viola, tipo discoteca,
serve a non impaurire le bestie; la stanza è piccola l'agitazione
è grande, tutto si muove: polli, mani, mascherine, guanti.
La maggior parte dei polli si fa prendere e appendere senza reagire,
alcuni però corrono, provano a scappare via, altri se la fanno
addosso, o si incastrano in questi posti poco accessibili (...) Bisogna
abituare gli occhi e il naso: l'odore di una bestia, di un'azione, moltiplicato
per mille diventa una pestilenza: odore di merda e di paura, di sudore
africano, di uomini che sgobbano per fare un lavoro sporco che nessuno
nato qui vuole fare. (...)
La linea gira a 90° si abbassa di poco, le teste dei polli transitano
in una vaschetta d'acqua. Vuoi vedere che li annegano? No, li stordiscono.
Nell'acqua passa una corrente sufficiente a stordire l'animale e rendergli
così meno tragico il pasaggio successivo.
Altra curva a 90° e altro passaggio di muro , la linea attraversa
una cabina dove due nordafricani lavorano a ritmo continuo armati di
un chiodo, un doppio punteruolo, con cui passano le teste parte a parte.
Metodicamente con gesto ripetuto, senza intenzione, senza offesa, con
precisione distratta, il chiodo affonda e affonda la linea non si ferma,
passano circa 2000 polli, storditi dalla corrente all'ora: 1000 a testa;
meno di quattro secondi per pollo e si può migliorare. (...)
Una macchina fa un foro anale, un'altra lo allarga e aspira fuori i
visceri che restano a penzoloni mezzi dentro e mezzi fuoril'operazione
viene rifinita a mano. |