lettere aperte
     

Un giorno di digiuno, una vita da vegan

di Alberto Manganaro, 04/03/03

Salve,
mi chiamo Alberto e sono felice di vedere cosi' tanta partecipazione e mobilitazione contro l'ingiusta guerra che colpirebbe la popolazione dell'Iraq. Ho anche saputo, sempre con piacere, dell'iniziativa di digiunare per un giorno, sempre per la pace.
Io personalmente non partecipero' - sono ateo, e non credo che iniziative di tipo, per cosi' dire, spirituale possano in qualche modo influire sulle scelte di quelli che (purtroppo) governano le sorti del mondo. Ciononostante, ho il massimo rispetto e simpatia per chi riterra' questo un utile segno di pace, all'interno delle vaste mobilitazioni ed molteplici iniziative che per fortuna si moltiplicano.
C'e' anche un'altra cosa che in un certo senso mi accomunera' a chi il 5 marzo digiunera'. Io sono vegan, ovvero vegetariano stretto, cerco di non consumare alcun alimento di origine animale, riconoscendo come tali alimenti vengano dallo sfruttamento e dalla uccisione di animali senzienti, capaci di provare dolore, paura e sofferenza proprio come noi uomini. Ed in questo senso, sono forse anche io a "digiuno". Non certo nel senso che faccio sacrifici o mi privo di qualcosa: ora che mi rendo perfettamente conto della sofferenza che si trova dietro gli alimenti di origine animale, non potrei piu' cibarmene, e vivo felicemente, ed in perfetta salute, seguendo una dieta totalmente vegetale.
Per me e' stata una scelta molto importante... una scelta che, fra le altre motivazioni, non esito a definire di pace, perche' diventando vegan ho scelto di allontanare dalla mia vita parte della violenza e della sopraffazione di altri esseri senzienti, che putroppo consideriamo oggigiorno "normale". Una scelta che ha sia una valore interiore - non cibandomi piu' di cio' che proviene dalla morte degli animali, mi sento un po' meglio con me stesso, un po' piu' equilibrato e un po' piu' in pace con il mondo - ma anche un grande valore concreto - essendo vegan contribuisco direttamente a non uccidere altre vite, e a boicottare chi basa il proprio profitto sullo sfruttamento e sulla morte degli animali.
Inoltre, essendo vegan contribuisco anche, seppure forse in minima parte, a "riaddrizzare" gli equilibri di questo mondo tanto sbilanciato verso i paesi ricchi... la produzione di carne e altri alimenti animali richiede un grande spreco di risorse, e parlo di enregia, di acqua, ma anche di risorse vegetali usate come foraggio negli allevamenti; ed infatti i prodotti animali sono un lusso che ci permettiamo abbondamente qui nel nord industrializzato del pianeta, con gran spregio di chi vive con poco piu' di un pugno di riso al giorno. Se tutti i campi coltivati per dare cibo agli animali negli allevamenti, fossero coltivati direttamente per nutrire gli uomini, mangerebbero moltissime piu' persone, si risparmierebbe molta acqua (bene sempre piu' prezioso) e si eviterebbe una gran quantita' di inquinamento che producono gli allevamenti intensivi. Certamente, il problema della Fame e' molto piu' complesso e anche se diventassimo tutti vegetariani non si avrebbe una soluzione immediata, ma di certo da vegan, contribuendo a lottare contro gli allevamenti di animali, un piccolo contributo alla risoluzione del problema lo fornisco.
Spero che quanto ho detto sino ad ora sulla mia scelta non appaia troppo superficiale - in tal caso, la colpa e' della brevita' di quanto ho scritto, e vi segnalo dei siti dove potrete leggere, in maniera molto piu' approfondita, le motivazioni che ho esposto:
www.viverevegan.org
www.happyvegan.org/vls
www.ebasta.org
Se vi ho scritto tutto questo, e' semplicemente per lanciare un invito; a tutti quelli che avranno la voglia e la forza di digiunare un giorno, per aiutare la pace, vorrei ricordare come un altro gesto di pace, contro la violenza nel mondo, lo si puo' fare ogni giorno, senza eccessive privazioni: smettere di mangiare quello che viene della sofferenza e dalla uccisione di esseri senzienti.
E se l'obiezione fosse che io sto parlando di animali, mentre lo scopo del digiuno sara' la pace fra gli uomini, vorrei solo ribadire che quelli che sono ingiustamente considerati appartenenti ad una specie "inferiore", gli animali, possono soffrire esattamente come noi, sanno cosa sia la paura, il dolore, la privazione... e questo mi sembra abbastanza per non infliggere loro quello che invece gli infliggiamo, ogni giorno, negli allevamenti e nei mattatoi. E d'altronde, chi incrudelisce verso gli animali e si prende gioco della loro sofferenza, mi pare difficile possa avere maggiore sensibilita' verso altri uomini... lottare contro le sofferenze ed i soprusi sugli uomini, e' per me strettamente legato al lottare contro quelli sugli animali; ed entrambe le lotte vanno in una unica direzione, quella di un mondo di Pace, per tutti.
Sperando in un mondo migliore, vi saluto
Alberto Manganaro

     
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