Saper
spendere
E' scattata la polemica sulla dieta vegetariana
di Simonetta
Conti
La Stampa, 14/03/02
Subito
polemica dopo l´intervento del dottor Renzo Pellati, esperto in
scienza dell´alimentazione, sulla dieta vegetariana. Sono intervenuti
la dott. Luisa Mondo, «medico chirurgo, specialista in Igiene
e Medicina Preventiva, vegetariana da 21 anni e madre di due sani e
felici bambini vegetariani» e Massimo Terrile del Movimento Antispecista.
Entrambi precisano che una dieta senza carne nè uova ne' formaggi,
non e' vegetariana, ma «vegana». Ecco, in sintesi, le loro
argomentazioni, mentre ricordiamo il telefono in diretta, lunedì
e venerdì, ore 10,30-14,30. Sostiene Luisa Mondo: «Stupisce
che in un mondo in cui sovrappeso e obesità contribuiscono a
molte cause di morte evitabile ci si preoccupi di un´eventuale
insufficiente introduzione di calorie che sono apportate, oltre che
dalle proteine della carne, da qualunque altra proteina (latticini,
uova e tutti i legumi), dai carboidrati e dai lipidi (olio, mandorle,
noci, nocciole, latte, formaggi, uova). Non sono le diete "vegetariane
rigorose" a condurre, ad una carenza di B12 o di ferro, ma le diete
vegane in cui non si abbia l'accortezza di assumere integratori specialmente
in fasi critiche della vita quali gravidanza, allattamento, infanzia,
convalescenza. Accetto il consiglio "per mantenere una buona salute
è importante considerare le dosi e variare la dieta visto che
l'uomo e' onnivoro", ma avrei ancora due considerazioni. La prima
e' di carattere scientifico perché l'uomo, pur essendo onnivoro,
ha un intestino lungo, come quello degli erbivori, che determina un
contatto prolungato degli alimenti con le pareti intestinali, fattore
chiamato in causa, per alcuni cancri come quello del colon, in cui il
rischio di sviluppare la malattia sembra essere più elevato in
persone con un regime dietetico ricco di grassi, povero di vegetali
e di frutta, povero di alimenti ad alto contenuto di fibre come i cereali
ed il pane integrale. L'altra considerazione e' di carattere etico:
abbiamo una coscienza e dei sentimenti che dovrebbero portarci a riflettere
sulle tortura inflitte agli animali in allevamento, durante il trasporto
ed al momento della macellazione. Infine c'e' la questione della fame
nel mondo perché occorrono circa dieci chili di cerali per ottenerne
uno solo di carne. Se i cereali destinati alla nutrizione degli animali
fossero destinati all´umanita', potrebbero sfamare sino a dieci
volte il numero di persone che li consumano sotto forma di bistecche».
Massimo Terrile sottolinea che «non e' vero che cereali e legumi
mancano di alcuni aminoacidi essenziali, in generale tutti ne contengono
una certa quantita', ora inferiore ora superiore alla carne. Inoltre,
non si fa cenno al principio dell'aminoacido "limitante":
perche' la catena proteica (le proteine sono formate da catene di aminoacidi)
si formi, occorre che tutti gli aminoacidi necessari (essenziali e non)
siano presenti in giusta misura. In ogni cibo esiste almeno un aminoacido
essenziale che "limita" la formazione della catena proteica,
essendo presente in percentuale inferiore agli altri. Anche la carne
ha il suo aminoacido limitante, specie il manzo e' carente di Triptofano
(solo lo 0,19%). La catena proteica che si formerà assumendo
carne si arrestera' al limite della percentuale di quell'aminoacido,
cosi' come avverrebbe in conseguenza della assunzione di frumento integrale,
che ha lo stesso aminoacido limitante (0,16%). Ma se con frumento o
pasta integrale (non necessariamente nello stesso pasto, ma anche nella
stessa giornata) si associa uguale quantità di legumi, ad es.
lenticchie, che ne contengono lo 0,23%, l'apporto complessivo di Triptofano
derivante dalla combinazione dei due vegetali sara' dello 0,39%, superiore
a quello della carne. Quindi, nemmeno la carne e' alimento completo
(pochissime vitamine, scarsi sali minerali, discreta quantità
di colesterolo). In una dieta priva di alimenti di origine animale benche'
equilibrata, l'unico scompenso a lungo andare e' nell'assenza di vitamina
B12, che puo' essere assunta in capsule». simonetta.conti@lastampa.it |