Firenze
eletta città ideale dei vegetariani
Il gruppo radicale Vegan fa qui la base
di Mara
Amorevoli
de La Repubblica - cronaca di Firenze , 7/7/2000
Hanno eletto Firenze come centro italiano animalista. E forti di questo
dato, il 9 giugno hanno fondato qui la prima organizzazione «vegana»
in Italia. Si chiama «Progetto vivere vegan», e riunisce
quanti hanno scelto uno stile di vita che non vuole causare nessuna
sofferenza agli animali. Un drappello di fiorentini che, «con
coerenza di tipo anglosassone» dicono, non solo sono rigorosamente
vegetariani, ma non utilizzano neppure prodotti che derivino dallo sfruttamento
di animali. Bandita non solo la carne, ma anche le uova, il latte, il
miele e persino la seta, piume e piumini e la lana.
«C'è chi ci immagina alle prese con una vita tristissima
e difficile, con una dieta grama, invece non è affatto così»
affermano Maurizio Manduzio, Marco Lorenzi e Merry Orling.
Quest¹ultima è un¹americana da molti anni trapiantata
a Firenze, l¹antesignana del gruppo che, proprio per sfrondare
una serie di luoghi comuni, ha varato una serie di iniziative di informazione.
«A fine mese apriremo un sito internet, www.viverevegan.org, intanto
però abbiamo iniziato la diffusione del primo numero del nostro
bollettino ‹ spiega Orling ‹ che precisa i principi della
scelta di vita vegan: ossia il nostro rifiuto di tutto quanto deriva
dall¹allevamento o sfruttamento degli animali, dalla loro detenzione
per crescere prima possibile, il viaggio verso il macello stipati in
camion, fino alla fine nel mattatoio. Una catena di smontaggio disumana,
messa in azione anche per il ciclo produttivo del latte, delle uova
per le galline, o per gli alveari che vengono svuotati di tutto il miele
e per nutrire le api si ricorre allo sciroppo di zucchero con aggiunta
di antibiotici per prevenire epidemie».
E questo tanto per iniziare. Perché il «credo vegan»
attacca anche l¹agricoltura biologica, che nonostante tutto ‹
secondo loro ‹ non offre adeguate garanzie, insomma «sfrutta
ugualmente gli animali per uova e latte, anche se non fa uso di sostanze
chimiche». Le alternative esistono, vengono suggerite e spiegate
nelle loro pubblicazioni. In cucina ad esempio, usano il latte di soia
o di riso, gli affettati vegetali invece dei salumi, il seitan al posto
della carne, il tofu al posto del formaggio. Ai principianti vengono
fornite anche le ricette, oltre agli indirizzi di negozi per fare acquisti
in città.
E quanto all¹abbigliamento, ci sono i negozi per scarpe e cinture
in finta pelle, per abiti in cotone, cosmetici naturali e prodotti per
la casa alternativi, facilmente reperibili anche ai supermercati. Un
vero informatore veganista, che ha in programma per l¹autunno anche
un corso di cucina vegan ospitato al ristorante La Fonte a Montespertoli,
«dove già si sperimentano ricette di cucina veganobiologica
con buon successo» aggiunge Orling.
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