Latte di mucca: non sai cosa bevi
               
                 
  Tutte le strade portano al macello
             
   
   
             
         
Noi trattiamo in modo diverso gli animali a seconda della cultura del paese in cui viviamo. In Europa, abbiamo eletto cani e gatti ad animali “d’affezione” da proteggere e non uccidere e preserviamo dall’estinzione alcune specie selvatiche. Viceversa, ne abbiamo selezionati altri per essere allevati, sfruttati e uccisi. Non è incoerente questo atteggiamento? Gli animali sono tutti senzienti, capaci di soffrire e gioire.
         
     
Anche le strade del latte di capra, pecora e bufala... portano al macello.
           
   
  Il latte della mucca serve per nutrire il vitello
   
Enrico Moriconi
Un luogo comune vuole che chi non mangia carne ma solo derivati animali, come latte e uova, non contribuisca all'uccisione degli animali. Non è così. La strada verso il macello per le mucche "da carne" è breve (2-3 anni); quella delle mucche "da latte" si allunga un pò (5-6 anni) ma porta ugualmente al macello. E dopo sofferenze atroci. Bere latte vaccino o mangiare formaggio, con o senza caglio animale, significa causare la macellazione dei vitelli, che la mucca viene costretta a partorire, per poter produrre latte. Non c'è nulla di "naturale" nella produzione di latte vaccino e nel suo consumo da parte nostra: le madri producono questa secrezione mammaria per nutrire i propri vitelli. L'allevatore si intromette in questo ciclo naturale e lo sconvolge in modo drammatico.
 
  La via lattea e' costellata di sofferenza
 
         
    I vitelli allontanati
dalle madri, sono alimentati artificialmente
 
Enrico Moriconi
 
La mucca destinata alla produzione di latte subisce innumerevoli violenze. Innanzitutto, viene ingravidata con l'inseminazione artificiale per consentire all'allevatore di programmare la mungitura. La lattazione e quindi la produzione, è possibile infatti solo dopo la nascita del vitello che viene separato dalla mucca subito dopo il parto. La madre lo cercherà invano per giorni. Suo figlio, costretto ad una alimentazione artificiale, se maschio verrà macellato entro pochi mesi (per produrre la "vitella da latte"), se femmina trascorrerà alcuni anni, imprigionata in un allevamento, a figliare per produrre latte. In ogni caso, tutti questi animali sono destinati al macello. Dopo il parto, la mucca "da latte" produce latte per circa dieci mesi. Negli allevamenti, però, viene nuovamente fecondata ancor prima che la lattazione finisca, per la massima continuità della mungitura. Il regime di sfruttamento è molto pesante: dopo quattro-cinque cicli di lattazione con relativi parti di vitelli, la mucca comincia a perdere "produttività" a causa di malattie come le mastiti, indotte dalla mungitura continua, quasi sempre meccanica, o semplicemente per l'eccessivo sfruttamento. Per l'allevatore è quindi più redditizio mandarla al macello e venderne la carne, sostituendola con un animale più giovane ed "efficiente". Così, una mucca che in natura potrebbe vivere fino a quarant'anni, chiusa in un allevamento o in una fattoria biologica, viene uccisa dopo pochi anni di sfruttamento. Essendo relativamente a buon mercato e di produzione nazionale, le mucche "da latte" forniscono molta della carne che troviamo nelle macellerie italiane, e negli hamburger di McDonald's. L'indotto legato alla macellazione dei bovini è vasto: la pelle è utilizzata per confezionare scarpe, vestiti, arredi; il collagene viene impiegato dall'industria cosmetica; la gelatina è usata nella produzione di pellicole fotografiche; con le ossa sono realizzati filtri; gli "scarti" (corna, unghie, sangue...) diventano concime.

   
Le mucche
sono munte meccanicamente
 
   
Enrico Moriconi
       
      Le mucche da latte e i vitelli finiscono tutti
al macello
 
       
Il 60% della produzione mondiale di soia viene usato per nutrire gli animali. Così, attraverso i mangimi, la soia, in granparte geneticamente modificata, entra nella catena alimentare umana e inevitabilmente viene consumata da chi mangi carne, latte e derivati.  
                 
         
Farm Santuari
 
  Sono sempre più numerose, in tutto il mondo, le associazioni di nutrizionisti e medici che promuovono la dieta vegana: tra queste, in Italia, la Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana (www.scienzavegetariana.it) e negli Stati Uniti la Physicians Committee for Responsible Medicine (www.pcrm.org).
Luciana Baroni, medico, presidente della SSNV
   
       
Neal Barnard, medico, presidente della PCRM
archivio LAV
  La pubblicita' inganna
Nell'immaginario della maggior parte dei consumatori, i bovini vivono su pascoli felici, donandoci con piacere il loro latte.Si tratta di una fantasiosa costruzione pubblicitaria: nel mondo reale, nessun allevatore - neppure in un allevamento biologico - potrebbe permettersi il mantenimento delle mucche, quando diminuisce o cessa la loro produzione di latte. Tantomeno potrebbe evitare di uccidere i vitelli maschi, fatti nascere unicamente allo scopo di forzare le mucche a produrre latte. Per mantenere un così gran numero di "capi improduttivi" occorrerebbero infatti tali estensioni di terreno e tali quantità di risorse da rendere fallimentare qualsiasi tipo di allevamento.
  Il latte vaccino e' necessario ai vitelli
In natura, nessun animale beve il latte di un'altra specie, né, una volta svezzato, continua a bere quello materno. Non stupisce, quindi, che molte persone siano intolleranti al latte vaccino. L'industria alimentare, per vendere, commercia tipi di latte modificati "per ogni esigenza", compreso un latte per chi è intollerante. La verità è che una dieta equilibrata, a base vegetale, fornisce tutto ciò di cui ha bisogno il nostro organismo. La ricerca biomedica, inoltre, mostra come l'assunzione di latte e latticini sia collegata a diverse patologie: diabete, artrite, tumori, otiti, infiammazioni delle mucose e delle vie respiratorie (riferimenti scientifici: www.scienzavegetariana.it e www.pcrm.org).
  Svezzati si vive meglio
È facile evitare il latte animale: esistono prodotti vegetali buoni, sani e nutrienti, che lo sostituiscono egregiamente anche nelle ricette (sul sito www.vegan3000.info ne troviamo moltissime). Nei negozi di prodotti naturali e nei supermercati troviamo il latte di soia, di mandorle, di avena o riso, yogurt, panna e gelati di soia o riso, oltre al tofu (conosciuto come "formaggio di soia") che, in crema o panetti, si può cucinare in mille maniere. La produzione di latte animale significa sfruttamento e morte non solo per gli animali, ma anche per la Terra. Gli escrementi bovini inquinano terreni e falde acquifere; i gas biologici prodotti dai bovini inquinano l'aria. Il grande consumo di energia, acqua e vegetali per mantenerli riduce significativamente la disponibilità di risorse. Le industrie che ruotano intorno al macello, in modo particolare quella della concia della pelle, sono fra le più inquinanti. Stiamo pagando un prezzo altissimo per ottenere dal latte animale quello che è possibile ricevere direttamente dai vegetali. Senza rinunciare al gusto e al nutrimento.
     

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