Là dove la legge aiuta

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di Kimberly, 16/06/04

Forse non tutti lo sanno: la legge vieta il mettere pesci e crostacei, insomma animali marini, vivi sul ghiaccio. Sistema spesso usato per vendere il cosiddetto “pesce fresco“, poiché in questo modo si riesce a tenerlo in vita per tantissimo tempo ma si allunga in modo abominevole lo strazio della sofferenza per la morte PER ASFISSIA.

Non pensate, vedendo i loro semplici e differentissimi corpi immobili e le loro pupille fisse CHE NON SOFFRANO. Perché avendo essi un sensibile sistema nervoso, la loro sofferenza – non espressa con immagini facciali o gemiti ma trattenuta dentro di loro, sentita, incompresa – se potesse fuoriuscire, lo farebbe con un lamento lunghissimo e fortissimo. Perché l’agonia provocata dall’asfissia è per loro orrenda e incomunicabile. Ma noi siamo lontanissimi da quel mondo di sofferenza che li opprime e passando davanti a loro, mentre muoiono, molti non provano raccapriccio ed empatia come passando davanti ad un macello.

Ma se davanti a quel macello siamo impotenti non lo siamo di fronte allo strazio di quella pescheria. Quindi guardate attentamente nelle pescherie e se in qualche vaschetta che contiene animali marini vivi c’è del ghiaccio, intervenite! Contattate l’ENPA (ente nazionale protezione animale) o la USL della vostra zona (più precisamente l’ufficio veterinario della stessa), o la polizia municipale o i carabinieri e segnalate il fatto. Oppure scrivete una denuncia (anche anonima) secondo il consueto esposto che potete richiedermi (kimberlyfa88@libero.it) mandandolo anche via fax.
Tutti gli enti del PG, infatti, sono responsabili della protezione animale.

Secondo dei valori e una morale così ovvia, eppure nella maggioranza degli uomini soffocata dall’opportunismo, dovrebbero esserci leggi che vietano la segregazione degli animali e tutte le orribili torture derivate, il rapimento della vita non umana e l’uccisione per il piacere dovrebbero essere unanimemente e legalmente considerati crimini orribili. Tutto appare così scontato e ovvio, ma solo nel nostro mondo interiore. L’economia e la morale della grandissima parte del popolo guardano CON INDIFFERENZA a tali atti, così come un tempo la maggioranza guardava con indifferenza alle leggi discriminatorie per le donne e per gli uomini di colore; quell’apparente normalità, e quindi ovvia giustizia apparente, di ogni cosa svolta da tempo e senza alcun clamore di sentimenti da parte degli “altri“, può probabilmente addirittura soffocare la coscienza…

Ma continuiamo a raccogliere firme e consensi per l’approvazione di leggi favorevoli alla vita e alla riduzione della sofferenza, pur navigando nell’indifferenza, contro la derisione e l’incomprensione.
In tutti questi affanni e difficoltà, ci sono  piccole o grandi vittorie, leggi  cui possiamo appellarci per il miglioramento, quantomeno, delle condizioni di animali non umani che magari vediamo ogni giorno nei negozi che li vendono come compagnia agli uomini; ad esempio le leggi sulla grandezza delle gabbie…
Facendo applicare una legge di cui si e’ a conoscenza con una segnalazione agli organi competenti, ad esempio, a un grande centro commerciale, con un piccolo gesto ed una conoscenza fondamentale, si riuscirebbe a far migliorare se pur di poco, e a cambiare le condizioni e la folle monotonia cui sono sottoposti TANTISSIMI animali.
Tante sono le leggi che regolano la segregazione degli animali sopratutto in modo restrittivo, ma affinche’ non siano applicate in maniera ANCORA PIU’ RESTRITTIVA e’ bene informarci su esse.

La’ dove la legge aiuta, approfittiamone il piu’ possibile.

Kimberly

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