E’ vero che la dieta vegan aiuta l’ambiente?

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Non ci sono dubbi: la produzione di alimenti vegetali e’ molto più ecologica della produzione di carne, latte, uova, pelle, pellicce e tutto ciò che possa derivare dall’allevamento degli animali in qualsiasi settore. Per restare nel campo alimentare, certamente quello che incide di più, posiamo dire che se e’ necessaria meno terra per sfamare un vegan rispetto ad un onnivoro e’ chiaro che l’impatto ambientale di miliardi di esseri umani che mangiano carne sara’ nettamente superiore rispetto ad un’umanità vegan – non si abbatterebbero le foreste per lasciare spazio ai pascoli, si utilizzerebbe meno energia sotto forma di combustibili fossili per coltivare i campi e per allevare gli animali (e questo a sua volta ridurrebbe l’emissione di gas che provocano l’effetto serra), meno pesticidi e meno fertilizzanti (entrambi prodotti estremamente inquinanti).
Alcuni dati possono confermare quanto sopra: nella foresta dell’Amazzonia l’88% dei terreni disboscati e’ adibito a pascolo, quasi il 70% delle zone disboscate del Costa Rica e del Panama sono state trasformate in pascoli a partire dal 1960 oltre un quarto delle foreste del centro America sono state abbattute per ottenere spazio per gli allevamenti; per ottenere un chilogrammo di farina e’ necessario utilizzare circa 22 grammi di petrolio, per produrre un chilogrammo di carne e’ necessario impiegare 193 grammi di petrolio: quasi nove volte tanto, tant’è vero che il contributo all’effetto serra dato dagli allevamenti e’ circa pari a quello dato dalla totalità del traffico degli autoveicoli nel mondo.
Inoltre, ogni anno in Italia l’inquinamento che viene direttamente dagli allevamenti genera circa cento milioni di quintali di deiezioni animali. Le deiezioni sono caratterizzate da una alto contenuto di metalli pesanti, quali zinco e rame, che sono somministrati artificialmente agli animali e che possono raggiungere nel terreno concentrazioni notevoli, al limite della fitotossicità; inoltre sono causa di una vera e propria “fecalizzazione ambientale” delle falde acquifere, sempre più contaminate da nitrati e nitriti.
Oltre al contenuto organico e al contenuto di metalli pesanti degli escrementi animali esiste il problema dei residui dei farmaci somministrati agli animali (soprattutto antibiotici ed ormoni).

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