E’ morto il filosofo Tom Regan

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Con i suoi insegnamenti lotteremo fino al giorno in cui tutte le gabbie saranno vuote

La notizia della morte di Tom Regan, filosofo statunitense e docente universitario, ci invita a riflettere ancora sul suo pensiero per la liberazione degli animali.

L’autore di “Diritti animali” e “Gabbie vuote” ha chiesto ai suoi lettori di essere rivoluzionari, di cercare di cambiare il mondo, iniziando da piccole cose, con la consapevolezza che ci vorrà del tempo.

Questo è ciò che faremo seguendo i suoi autorevoli insegnamenti, che hanno dato forza al movimento per la rivendicazione dei diritti degli animali non umani, definendoli soggetti di vita, esattamente come quelli umani. Per Tom Regan, se se si accetta l’idea di dare valore alla vita di un essere vivente a prescindere dal grado di razionalità che questi dimostra, ne consegue che anche gli animali non-umani sono titolari di diritti morali inalienabili e quindi trattarli come mezzi per un fine significa violare tali diritti.

Dobbiamo credere nell’indipendenza di questi animali”, dichiarava in un’intervista al Corriere della Sera in occasione di uno dei suoi ultimi viaggi in Italia, nel 2009. “In tutto il mondo gli animali vengono trasformati in oggetti, utilizzati nei test di laboratorio, diventano i nostri abiti e il nostro cibo. Noi crediamo che gli animali siano coscienti di essere al mondo, coscienti di quello che capita loro. Sono nostri pari. E quindi credo che esista un unico e semplice messaggio morale: non dobbiamo fare loro quello che non vorremmo fosse fatto a noi. Non dobbiamo mangiarli e indossarli, non dobbiamo fare esperimenti di laboratorio su loro e addestrarli per lavorare nei circhi. Non diciamo gabbie più grandi, ma gabbie vuote”.

E’ la nostra ignoranza che costringe gli animali a stare in gabbia ed è la nostra arroganza che ci spinge a considerarli come semplici oggetti, diceva Regan, che ricordava che da giovane non solo mangiava carne, ma aveva anche lavorato come macellaio. “Ho fatto a pezzi animali, ho tagliato a fette la loro carne, fino a che un giorno mi sono scoperto un difensore dei loro diritti. Questo è il mio percorso e dico che se ci sono arrivato io possono arrivarci tutti”.

Lo ringraziamo per l’impegno e il pensiero che ci ha lasciato. Proseguiremo la lotta fino al giorno in cui tutte le gabbie saranno vuote.

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