Tratto
dal Report dell'API 'What's really in pet food'
Traduzione: E. Vento/C.Romussi
Tranci
di polli sani e ben pasciuti, tagli scelti di bovino e cereali freschi
sono tutto cio' che serve per l'alimentazione completa e bilanciata
di cani e gatti. Questo e' quanto affermano i produttori di pet
food tramite i media.
Questo
e' cio' che le loro industrie (11 miliardi di dollari di fatturato)
vogliono far credere ai consumatori.
Questo
rapporto esplora le differenze tra cio' che quest'ultimi credono
di acquistare e cosa realmente comprano. Ci siamo focalizzati sulle
marche piu' note, quelle distribuite nei supermercati e nei discount,
ma converra' ricordare che anche molte altre marche "rispettabili"
producono prodotti simili a quelli qui descritti.
Cio'
che sembra sfuggire alla maggior parte dei consumatori, e' che l'industria
dei pet food rappresenta un'estensione delle industrie di alimenti
destinati al consumo umano. Il settore "pet food" apre
un mercato per gli scarti della macellazione, per i cereali considerati
"non adatti all'alimentazione umana" e per altri prodotti
di scarto che non potrebbero altrimenti garantire profitti. Per
"scarti" bisogna intendere intestini, mammelle, esofagi
e, probabilmente, le parti malate o cancerose degli animali macellati.
Tre
delle cinque maggiori aziende americane produttrici di pet food
sono filiali delle piu' grandi multinazionali alimentari:
- NESTLE'
(Alpo, Fancy Feast, Friskies, Mighty Dog)
- HEINZ
(9 Lives, Amore, Gravy Train, Kibbles n Bits, Recipe, Vets)
- COLGATE-PALMOLIVE
(Hill's Science Diet Pet Food)
Alle quali possiamo aggiungere:
- PROCTER
& GAMBLE
(Eukanuba e Iams)
- MARS
(Kal Kan, Mealtime, Pedigree, Sheba)
- NUTRO
Per le multinazionali alimentari, controllare la produzione di pet
food e' un investimento redditizio, un mercato parallelo, tramite
il quale capitalizzare i propri prodotti di scarto. I prodotti commercializzati
per l'alimentazione di cani e gatti sono centinaia. Anche se la
qualita' e' mediamente simile, non tutte le aziende ricorrono ad
ingredienti potenzialmente pericolosi.
INGREDIENTI
Il
prezzo non sempre ne garantisce la bonta', ma spesso costituisce
un buon indicatore della qualita' dei pet food: utilizzare proteine
di qualita' e grano di prima scelta sarebbe ovviamente impossibile,
per aziende che vendono cibo per cani a 2000 lire al chilo, dato
che il costo di ingredienti di buona qualita' risultebbe molto maggiore
del ricavato. Le proteine utilizzate nei pet food possono provenire
da diverse fonti. Quando bovini, suini, polli, ovini ed altri animali
vengono macellati i tagli scelti vengono separati dalla carcassa
e destinati ad uso umano, mentre circa il 50% viene impiegato diversamente.
Nella produzione dei pet food, viene usato tutto cio' che rimane
della carcassa: ossa, sangue, intestini, tendini, legamenti e tutte
le altre parti non consumate dagli umani. Sulle etichette, queste
parti vengono descritte "sottoprodotti". L'etichettatura
e' ambigua, perche' indica gli ingredienti ma non definisce i prodotti
elencati. Negli Stati Uniti, l'associazione di categoria dei produttori
di pet food riconosce che l'uso di "sottoprodotti" rappresenta
un introito addizionale sia per l'industria della macellazione che
per gli allevatori: "La crescita dell'industria del pet food
non solo fornisce ai proprietari di animali domestici un cibo migliore
per i propri animali, ma apre altri mercati per le industrie che
preparano il cibo per il consumo umano". (1)
Molti
di questi scarti costituiscono la discutibile alimentazione degli
animali d'affezione. L'apporto nutrizionale di questi sottoprodotti
carnei puo' variare da lotto a lotto. James Morris e Quinton Rogers,
due professori del Dipartimento di Bioscienze Molecolari della University
of California (reparto di Medicina Veterinaria Davis), sostengono
che "Per molti degli ingredienti comunemente utilizzati nella
produzione di pet food, non e' disponibile alcuna informazione circa
la loro biodisponibilita' per cani e gatti. Questi ingredienti sono
generalmente sottoprodotti delle industrie zootecniche, la cui composizione
nutritiva puo' avere margini di variazione enormi. La richiesta
di adeguare i pet food ai profili nutrizionali consigliati dall'
AAFCO (Associazione Americana per il Controllo degli Alimenti),
non potra' quindi garantirne l'apporto nutrizionale, fino a quando
non verra' analizzata la biodisponibilita' degli ingredienti".
(2)
Farine
di carne, sottoprodotti ed ossa sono ingredienti comuni nei pet
food. Il termine "farina" significa che questi prodotti
non vengono utilizzati freschi: sono riciclati. In cosa consiste
il "riciclaggio"? Stando al dizionario,"il riciclaggio
e' un processo di tipo industriale: riciclare carcasse di bestiame
per estrarne olio dal grasso tramite fusione". La zuppa di
pollo fatta in casa, con lo spesso strato di grasso che si forma
sulla superficie quando viene cotta, e' una sorta di mini-processo
di riciclaggio. Il riciclaggio separa il grasso dai materiali idrosolubili
e solidi, uccidendo i batteri. Purtroppo, puo' alterare o distruggere
anche gli enzimi e le proteine che si trovano nella "materia
prima".
Quali
possono essere le conseguenze per cani e gatti alimentati con questi
prodotti? Alcuni veterinari sostengono che gli scarti della macellazione
aumentano il rischio di cancro e di altre malattie degenerative.
I metodi di cottura usati nella produzione di pet food, come il
riciclaggio e l'estrusione (pressione a caldo usata per "espandere"
il cibo secco, trasformandolo in crocchette), non sempre distruggono
gli ormoni (usati per far ingrassare il "bestiame" o per
farne aumentare la produzione di latte), ne' gli antibiotici, ne'
i barbiturici (usati come anestetici).
GRASSI
ANIMALI
Avrete
notato l'odore particolarmente pungente che si sprigiona quando
aprite una nuovo sacco di pet food. Da cosa dipende? Molto spesso
dalla presenza di grasso animale riciclato, oppure di oli troppo
rancidi e classificati come inadatti per gli umani. Negli ultimi
15 anni, il grasso proveniente dai ristoranti, in US, e' diventato
la principale componente grassa dei pet food. Questi grassi, spesso
contenuti in fusti da 50 galloni, vengono generalmente lasciati
all'aperto per settimane, esposti a temperature estreme, senza preoccuparsi
del loro impiego futuro. Le aziende che riciclano questi grassi
li mischiano con altri tipi di grasso, stabilizzandoli tramite potenti
anti-ossidanti che ne ritardano il deterioramento e vendono il prodotto
finito ai produttori di pet food. (3)
Questi
grassi vengono spruzzati direttamente nelle crocchette, per rendere
appetibile un prodotto che altrimenti risulterebbe insipido o sgradevole.
Il grasso agisce inoltre come collante, al quale vengono infine
aggiunti esaltatori di sapidita'. Gli "scienziati" del
pet food hanno scoperto che gli animali amano il gusto di questi
grassi. I produttori sono dei veri maestri nel costringere un cane
o un gatto a mangiare cio' che normalmente farebbe loro arricciare
il naso per lo schifo.
FARINA,
SOIA, GRANTURCO, NOCCIOLINE ED ALTRE PROTEINE VEGETALI
Negli
ultimi 10 anni, la quantita' di cereali usati nel pet food e' aumentata.
Un tempo, l'industria di pet food considerava i cereali alla stregua
di riempitivi, ma oggi essi rappresentano una porzione considerevole,
nel cibo per animali. I valori nutrizionali in questi prodotti dipendono
dal grado di digeribilita' delle granaglie. La quantita' ed il tipo
di carboidrati determina la quantita' di valori nutrizionali che
l'animale assume. Cani e gatti possono assorbire pressocche' tutti
i carboidrati di alcune granaglie (ad esempio, del riso), ma fino
a circa il 20% del valore nutrizionale delle altre granaglie viene
perso, in quanto non digerito. La disponibilita' nutrizionale di
grano, fagioli e avena, ad esempio, e' scarsa. Gli elementi nutritivi
nelle patate e nel granturco sono molto meno disponibili che nel
riso. Altri ingredienti, come i gusci delle arachidi, vengono usati
come "riempitivo" o fibra, ma non hanno un contenuto nutrizionale
significativo.
Due
su tre degli ingredienti principali dei pet food, in particolare
di quelli secchi, sono quasi sempre cereali. Nel Pedigree Performance
per cani, i 3 principali ingredienti sono granturco macinato, farina
di sottoprodotti del pollo e farina di glutine di granturco. Nei
9 Lives Crunchy Meals per gatti, i 3 principali ingredienti sono
granturco macinato, farina di glutine di granturco e farina di sottoprodotti
animali. Dei 4 principali ingredienti del Purina ONE per cani -
pollo, granturco macinato, grano macinato e farina di glutine -
2 sono prodotti a base di grano... praticamente, sono lo stesso
prodotto. Questa pratica industriale e' nota come "suddivisione".
Quando i componenti dello stesso ingrediente vengono elencati separatamente
- come nel caso di granturco macinato e farina di glutine di granturco
- sembra che ci sia meno grano che carne, anche quando il peso dei
cereali, in realta', supera quello della carne.
Nel
1995, la Nature's Recipe dovette ritirare dagli scaffali migliaia
di tonnellate di cibo per cani, a causa delle proteste di consumatori
che lamentavano che i cani alimentati con i prodotti di questa ditta
vomitavano e perdevano appetito. Per la Nature's Recipe, la perdita
ammonto' a 20 milioni di dollari. Il problema era legato alla presenza
di un fungo che produceva vomitossina (un'aflatossina o "micotossina",
sostanza tossica prodotta durante il processo di stampaggio delle
crocchette), che aveva contaminato il grano. Nel 1999, un'altra
tossina fungina obbligo' al ritiro del cibo secco per cani prodotto
dalla Doane Pet Care, compreso Ol' Roy ed altre 53 marche. Questa
volta, la tossina uccise 25 cani. Malgrado causi a molti cani vomito,
inappetenza e diarrea la vomitossina e' pero' meno tossica di altre.
Le tossine fungine piu' pericolose possono causare perdita di peso,
danni al fegato, claudicazione e persino la morte, come nel caso
Doane.
L'incidente
della Nature's Recipe obbligo' la FDA (Food and Drug Administration)
ad intervenire. Dina Butcher, Assessore alle Politiche Agricole
nel Nord Dakota, concluse che la scoperta della vomitossina nei
prodotti Nature's Recipe non rappresentava un rischio per la popolazione
umana, in quanto "il grano che viene utilizzato nel pet food
non e' grano di alta qualita'". (3)
Le
proteine di soia sono un altro ingrediente comunemente usato nel
pet food, come fonte energetica. I produttori le utilizzano anche
perche' negli animali producono un senso di sazieta'. La soia e'
stata collegata a casi si aerofagia in alcuni cani, mentre altri
la sopportano meglio. La soia viene impiegata come fonte proteica
anche in alcuni prodotti vegetariani per cani.
ADDITIVI
E CONSERVANTI
Molti
prodotti chimici vengono aggiunti al pet food commerciale per aumentarne
il gusto, la stabilita', le caratteristiche o l'aspetto. Gli additivi
non hanno valore nutritivo; possono essere usati come emulsionanti,
per evitare che l'acqua ed il grasso si separino, come antiossidanti,
per prevenire l'irrancidimento del grasso o come coloranti e aromi
artificiali, per rendere il prodotto piu' attraente per il consumatore
e piu' appetibile per l'animale.
L'aggiunta
di prodotti chimici al cibo ebbe origine migliaia di anni fa (spezie
conservanti naturali e agenti di stagionatura), ma negli ultimi
40 anni, l'uso di additivi e' molto aumentato. Tutti i cibi per
animali contengono conservanti. Alcuni di questi vengono aggiunti
agli ingredienti o alle materie prime dai fornitori, altri possono
essere aggiunti dai produttori stessi. Dato che quest'ultimi hanno
bisogno di assicurare un lunga durata del cibo secco per renderlo
commestibile anche dopo la spedizione e la permanenza in magazzino,
i grassi nei cibi per animali vengono conservati impiegando conservanti
sintetici o "naturali".
I
conservanti sintetici comprendono il BHA e BHT, gallato di propile,
propilenglicole (impiegato anche come alternativa "meno tossica"
agli antigelo industriali per auto) e trimetilchinolina. La letteratura
relativa alla tossicita', ai rischi o ai problemi derivati dall'consumo
continuo di questi antiossidanti, spesso ingeriti quotidianamente
da cani e gatti, e' scarsa. L'impiego di possibili agenti cancerogeni
come il BHA, BHT e la trimetilchinolina vengono permessi in quantita'
relativamente basse. Gli effetti di questi prodotti chimici nel
pet food non sono stati studiati approfonditamente, ma il loro consumo,
a lungo termine, e' probabilmente dannoso.
Dato
che i risultati dello studio originale sulla sua sicurezza, effettuati
dal produttore (Monsanto) della trimetilchinolina erano insufficienti,
gli e' stato richiesto di effettuare un nuovo e piu' rigoroso studio.
Questo studio si e' concluso nel 1996. Malgrado la Monsanto non
abbia trovato una tossicita' significativa associabile al suo prodotto,
nel luglio 1997 il Centro di Medicina Veterinaria della FDA ha richiesto
al produttore di ridurre della meta' il livello massimo di trimetilchinolina
(75 parti per milione).
Mentre
alcuni critici del pet food e alcuni veterinari credono che la trimetilchinolina
sia la principale causa di malattie, problemi cutanei ed infertilita'
nei cani, altri sostengono che e' il piu' sicuro, forte e stabile
conservante disponibile per i pet food. La trimetilchinolina e'
permessa per il consumo umano soltanto come conservante per spezie
(pepe di cayenna, chili) in una proporzione di 100 parti per milione
- ma sarebbe molto difficile consumare giornalmente una quantita'
di chili che raggiungesse il quantitativo di trimetilchinolina che
un cane consuma tramite il cibo secco.
Per
conservare i grassi ,alcuni produttori hanno risposto alle preoccupazioni
dei consumatori ricorrendo a conservanti "naturali", come
Vitamina C (acido ascorbico), Vitamina E (tocoferoli misti) oppure
olio di rosmarino, garofano o altre spezie. La farina di pesce e
alcune miscele di vitamine, usate come integratori nei pet food,
contengono conservanti chimici. Questo significa che cani e gatti
possono mangiare cibi contenenti diversi tipi di conservanti. Non
tutti devono essere indicati in etichetta per legge. Tuttavia, grazie
alle pressioni da parte dei consumatori, i conservanti usati nel
grasso devono oggi essere esposti in etichetta.
ADDITIVI NEI PET FOOD
- Agenti
anticoagulanti
- Lubrificanti
- Agenti
antimicrobici
- Dolcificanti
ipocalorici
- Antiossidanti
- Dolcificanti
calorici
- Coloranti
- Agenti
ossidanti e dimagranti
- Agenti
affumicanti
- Agenti
per il controllo del pH
- Agenti
deidratanti
- Ausili
di processo
- Emulsionanti
- Isolanti
- Agenti
fissanti
- Solventi,
veicoli
- Esaltatori
di gusto
- Stabilizzatori,
inspessitori
- Aromatizzanti
- Agenti
attivi superficiali
- Agenti
per il trattamento delle farine
- Agenti
di finitura superficiale
- Ausili
di formula
- Sostanze
sinergizzanti
- Umidificatori
- Tessuti
- Lievitanti
Mentre la legge richiede studi sulla tossicita' diretta dei singoli
additivi e conservanti elencati, essi non vengono testati per il
loro potenziale effetto sinergico gli uni con gli altri, una volta
ingeriti. Alcuni autori hanno suggerito la possibilita' di interazioni
dannose tra alcuni dei piu' comuni conservanti (4). I conservanti
naturali, invece, non consentono la stessa lunga durata come quelli
chimici, ma non pongono alcun interrogativo circa eventuali rischi.
COME
VIENE PRODOTTO IL PET FOOD
Per
rispettare i requisiti necessari per poter etichettare un cibo come
"completo e bilanciato", molti produttori effettuano studi
di appetibilita' quando sviluppano un nuovo pet food. Un gruppo
di animali viene alimentato col nuovo cibo mentre un gruppo di "controllo"
viene alimentato con la formula attualmente venduta. Il volume totale
mangiato viene usato come misura per l'appetibilita' del cibo. Le
piu' grandi e famose aziende considerano questo genere di test il
piu' accurato controllo possibile dei valori nutrizionali effettivi
del cibo e mantengono grosse colonie di cani e gatti per questo
scopo.
Il
cibo secco viene prodotto con una macchina chiamata "estrusore".
La materia prima viene dapprima miscelata, a volte manualmente,
a volte con l'ausilio di un computer, secondo la ricetta preparata
dai nutrizionisti. Nell'estrusore, vengono aggiunti a questa mistura
acqua calda e vapore. La mistura e' sottoposta a pressione, vapori
ed alte temperature man mano che procede verso gli stampi che determineranno
la forma finale del prodotto. Il cibo viene lasciato ad essiccare
e poi viene generalmente spruzzato con grasso, fermentanti o altri
composti che lo rendano piu' appetibile. Nonostante il processo
di cottura possa uccidere i batteri, la sterilizzazione del prodotto
finale puo' essere compromessa durante l' essiccamento, la copertura
con grasso o l'imballaggio.
Gli
ingredienti sono simili sia per il cibo umido, che secco, che semi-umido.
La quantita' di proteine, grassi e fibra puo' invece variare. Una
tipica scatoletta di cibo per gatti conterra' circa il 50% di sottoprodotti
carnei. La principale differenza tra questi prodotti e' il contenuto
d'acqua. E' impossibile fare una comparazione diretta delle etichette
dei diversi tipi di cibo senza una conversione matematica "su
base secca".
La
preparazione del cibo umido prevede una miscelazione degli ingredienti
di base con additivi. Ai cosiddetti "bocconcini", viene
data forma dall'estrusore. Successivamente, la mistura viene cotta
ed inscatolata. Le scatole sigillate vengono infine inserite in
contenitori per la cottura a pressione, nelle quali vengono sterilizzate.
Alcuni produttori cuociono il cibo direttamente nella scatola.
Per
rendere nutrienti i pet food, i loro produttori li "fortificano"
con vitamine e minerali. Come mai? Perché gli ingredienti
che usano non sono di per se' completi, la loro qualita' puo' essere
estremamente variabile ed il tipo di produzione distrugge molte
delle loro proprieta' nutritive.
CONTAMINAZIONI
I
pasti a base di farina di carne o sottoprodotti spesso sono contaminati
da batteri, perché non sempre provengono da animali macellati.
Ad essere trasformate in farine, sono generalmente le carcasse di
animali morti per malattie, ferite o vecchiaia . L'animale morto
puo' essere trasformato soltanto diversi giorni dalla morte; e'
per questo motivo che la sua carcassa puo' spesso essere contaminata
con batteri tipo Salmonella ed Escherichia Coli. Si stima che piu'
del 50% delle farine di carne siano contaminate dai pericolosi batteri
di E.Coli. La cottura puo' uccidere i batteri, ma non elimina le
endotossine che alcuni batteri producono durante la crescita e che
rilasciano quando muoiono. Queste tossine possono causare malattie.
I produttori di pet food non testano i loro prodotti per le endotossine
(5). Un altro genere di tossine pericolose sono le micotossine:
provengono da muffa o da funghi, tipo la vomitossina del caso Nature's
Recipe e aflatossine del caso Doane. La crescita di questa muffa
puo' imputarsi a pratiche scadenti di coltura, essiccamento e stoccaggio,
mentre gli ingredienti maggiormente contaminati da questa micotossina
sono le granaglie tipo grano e mais, la farina di semi di cotone,
le farine di noccioline e quelle a base di pesce.
PROBLEMI
CAUSATI DA UN'ALIMENTAZIONE INADEGUATA
L'idea
che esista un pet food in grado di fornire a cani e gatti tutti
i nutrienti di cui avranno bisogno durante il corso della propria
esistenza e' un mito. Gli ingredienti primari della maggior parte
del pet food commercializzato sono le granaglie. Molti consumatori
acquistano il medesimo prodotto per lunghi periodi, costringendo
i loro compagni animali ad assumere soprattutto carboidrati, con
scarsissime variazioni. La dieta attuale di questi cani e gatti
e' lontanissima dalla dieta proteica, molto variata, tipica dei
loro antenati. I problemi legati alla dieta industriale sono verificabili
quotidianamente, in qualsiasi laboratorio veterinario: vomito, diarrea
e infiammazioni sono i sintomi piu' frequenti di problemi digestivi
cronici.
Le
allergie alimentari sono diventate una malattia quotidiana ed il
mercato delle diete con "antigeni limitati" o "nuove
proteine" e' diventato un affare multimiliardario. Queste diete
sono state create appositamente per curare la progressiva intolleranza
ai cibi commerciali sviluppata dagli animali.
Molti
pet food sono prodotti con ingredienti proteici a bassissima digeribilita'.
Le diete basate su questi prodotti contengono proteine con digeribilita'
inferiore al 70%. Alcuni "riempitivi" e le fibre utilizzati
in questi cibi possono anche causare coliti (infiammazioni del colon).
La maggior parte dei produttori di pet food non pubblica statistiche
di digeribilita' e questo dato non e' mai apparso sulle etichette.
Vomito
e diarrea acuti sono spesso un sintomo di contaminazione batterica
e di tossine prodotte dai batteri. Sia un immagazzinaggio improprio
che l'aggiunta di acqua o latte per ammorbidire il cibo, lasciato
poi a temperatura ambiente, possono causare la moltiplicazione di
questi batteri. Questa pratica, pero', viene ancor oggi suggerita
per gli alimenti destinati ai cuccioli.
Le
formule e l'uso suggeritone dai produttori hanno aumentato inoltre
l'incidenza di altri problemi digestivi: alimentare l'animale solo
una volta al giorno puo' causare irritazione dell'esofago. Offrire
due piccoli pasti e' molto meglio. Per cani e gatti, anche i problemi
del tratto urinario sono strettamente legati all'alimentazione:
ostruzioni, cristalli e calcoli, sono spesso aggravati dall'uso
di pet food industriali. Nei gatti, si stanno diffondendo nuovi
tipi i calcoli, piu' pericolosi di quelli ritenuti "comuni".
Le manipolazioni dei pet food modificano l'acidita' dell'urina e
la quantita' di alcuni minerali, con effetti diretti nello sviluppo
di malattie. Anche i cani sviluppano calcoli a causa delle diete
industriali. E' dimostrato che, sia nei gatti che in alcuni cani,
la carenza di taurina puo' condurre (oltre che alla cecita') a problemi
cardiaci spesso fatali . Questa carenza, in passato, era spesso
legata ad un quantitativo inadeguato di taurina nei pet food, che,
per questo motivo, vengono attualmente addizionati con taurina.
L'eccesso
di calorie tipica delle formule commercializzate per cuccioli, promuove
la loro crescita rapida; ma una crescita rapida, per alcune razza
canine di taglia grossa, ha mostrato di contribuire all'insorgenza
di malattie delle ossa e delle giunture. Sono state quindi introdotte
"formule speciali" destinate ai cuccioli di razze di grossa
taglia, ma quest'innovazione non aiutera' gli innumerevoli cani
che hanno vissuto e sono morti con malattie alle giunture.
Esiste
infine una cospicua evidenza che l'ipertiroidismo nei gatti sia
il risultato di un alimentazione a base di pet food industriali.
E' una malattia nuova, apparsa agli inizi degli anni 70, quando
il cibo in scatola comincio' ad essere distribuito nei supermercati.
La causa esatta non e' ancora conosciuta, ma e' una malattia grave,
a volte fatale ed il suo trattamento estremamente dispendioso.
Bibliografia
Dr.
Pitcairn's Complete Guide to Natural Health for Dogs & Cats
Richard H. Pitcairn, D.V.M., Ph.D. & Susan Hubble Pitcairn -
Rodale Press Inc., ISBN 0-87596-243-2
Vegetarian
Cats & Dogs
James A. Pedan - Harbingers of a New Age, ISBN 0-941319-02-4
The
Consumer's Guide to Dog Food
Liz Palika - Howell Book House, ISBN 0-87605-467-X
Reigning
Cats and Dogs
Pat McKay - Oscar Publications, ISBN 0-9632394-1-4
The
Healthy Cat and Dog Cookbook
Joan Harper - Pet Press, ISBN 0-525-47586-9
Food
Pets Die for: Shocking Facts about Pet Food
Ann N. Martin - NewSage Press, ISBN 0-939165-31-7
Cat
Care Naturally
Celeste Yarnall, Charles E. - Tuttle Co. Inc., ISBN 0-8048-3025-8
"It's
for the Animals!" Guided Tour of Natural Care Cook Book &
Resource Directory
Helen L. McKinnon, C.S.A. Inc. (It's for the Animals! - P.O. Box
5378; Clinton, NJ 08809 fax 908-537-6610)
Questi
due libri elencano gli ingredienti e le informazioni nutrizionali
per i pet food piu' diffusi:
The
Cat Food Reference
Howard D. Coffman - PigDog Press, ISBN 0-9645009-3-0
The
Dry Dog Food Reference
Howard D. Coffman - PigDog Press, ISBN 0-9645009-1-4
Note
(1)
Pet Food Institute, p. 2.
(2) Morris and Rogers, p. 2520S.
(3) Corbin, Jim, p. 81.
(4) Cargill and Vargas, p. 36.
(5) Strombeck, pp. 50-52.
(6) Smith, p. 1397.