Ciao
a tutti,
Quella
che segue è il breve sunto degli avvenimenti che hanno determinato
la venuta di Lakshmi nella nostra casa.
Siamo una famiglia di Roma, con due bambini, Francesco di 12 anni
e Simone di 10. Crediamo in Sai Baba e siamo vegetariani da circa
13 anni, per scelta di vita, per etica e per fede. Infatti Sai Baba
dice che il primo passo verso la spiritualità è essere
vegetariani. Ultimamente stiamo riducendo molto anche il consumo
di latte e derivati. La storia di Lakshmi, una pecorella, inizia
circa due anni e mezzo fa, quando con mia moglie decidemmo di fare
qualche cosa per gli animali massacrati e mangiati. Ci informammo
presso una associazione animalista che avrebbe preso alcuni agnelli
e portati in Abruzzo per lasciarli liberi di vivere e morire naturalmente.
A quel punto iniziammo le ricerche per l’acquisto degli agnelli
vivi e alle sei del mattino del 2 aprile 2004 ci alzammo tutti e
quattro ed andammo al mattatoio di Roma, dove ci avevano assicurato
che c’era anche un mercato degli animali vivi. Appena arrivati,
l’aria era pesantemente intrisa dell’odore di morte,
e dopo vari tentativi ci rendemmo conto che in quel luogo gli animali
entravano vivi ma ne uscivano solo macellati. Venivamo visti come
degli alieni che cercavano qualche cosa di assurdo ed introvabile.
Allora, dopo pressanti richieste da parte nostra, un veterinario
ci indicò dove poter andare per trovare quello che cercavamo.
Infatti, presso un allevamento di pecore di razza sarda nei pressi
di Lunghezza, trovammo il pastore che inizialmente non voleva darci
nulla, poiché anche lui vende solo animali massacrati e l’idea
di darne alcuni vivi per essere lasciati liberi e non vivere con
il terrore della morte certa data dall’uomo, gli dava un po’
fastidio. Poi, facendoceli pagare più cari del loro normale
prezzo di mercato, che in quel momento era piuttosto alto considerando
che era il venerdì Santo prima di Pasqua, ci disse di tornare
il pomeriggio che ci avrebbe fatto trovare 8 abbacchi femmine e
3 maschi. Va sottolineato che la spesa per questo acquisto, circa
400 euro, fu sostenuta per il 90% con i soldi dei nostri figli accumulati
nel tempo e che furono felicissimi di usarli per questo scopo; salvare
degli agnelli.
Poiché erano circa le 11 del mattino, io presi un giorno
di ferie e tutti insieme decidemmo di fare un giro sulla Via Tiberina
per vedere se ci fosse stato “per caso” un altro gregge
di pecore dove poter prendere ancora qualche agnello da salvare
e portare insieme agli altri. Infatti ne trovammo uno, ed anche
lì il pastore non voleva darci nulla, poi alla fine disse
ai suoi scagnozzi: “prendete quella!”. Ci motivò
la sua scelta con il fatto che era un agnello al quale era morta
la mamma (ndr. Chissà come mai!) e che gli creava dei problemi
perché cercava di prendere il latte da altre femmine. Dopo
affannosa corsa riuscirono a prendere l’agnello e tenendolo
a testa in giù ci dissero: “prendete sta roba”.
Appena preso in braccio da mia moglie, vedemmo che era zuppo, sporco,
con il naso infettato e con la tosse. Praticamente se non lo avessero
massacrato per festeggiare la Pasqua, certamente sarebbe morto per
la bronchite. Allora decidemmo tutti di portarlo a casa per curarlo
e poi accompagnarlo dagli altri in Abruzzo. Dopo amorevoli cure
ed un allattamento per tre mesi con il biberon ed il latte biologico
di pecora o di capra, ovviamente è rimasto con noi. Poiché
è una femmina decidemmo tutti insieme di chiamarla Lakshmi,
che è un nome sanscrito di una Divinità che rappresenta
l’aspetto femminile di Dio.
Ora ci segue ovunque si vada e non ci perde mai di vista, altrimenti
comincia a belare per chiamarci; oppure accende e spegne la luce
per attirare l’attenzione e gioca con noi a testate. Quando
usciamo di casa è al guinzaglio e salta nel portabagagli
della macchina. E’ dolcissima e quando torno dall’ufficio
bela per salutarmi finché non la saluto e la accarezzo, quindi
mi fissa e vuole andare verso la porta di casa per uscire ed andare
a mangiare un po’ di erba. Passando nel corridoio spesso si
ferma e fa cadere il guinzaglio appeso ad una maniglia per far capire
bene le sue intenzioni. Se vede la porta del bagno aperta corre
e va a mangiare un pezzo di carta igienica che per lei è
fantastica, anche perché è praticamente tutta cellulosa
di cui lei si nutre attraverso l’erba ed il fieno che mangia.
Va pazza per le banane e la frutta secca in genere. Al parco con
i cani è abbastanza diffidente e se le danno noia li prende
a testate e, incredibile, tre volte è anche corsa dietro
ai cani per mandarli via!!!
Abbiamo trovato nel cuore di Roma
due persone, Orietta e Massimo, che hanno una piccola fattoria con
vari animali da cortile, un poni, un’asina italiana, due caprette,
quattro pecore e vari cani, tutti tenuti solo per lasciarli vivere
tranquilli. Quando dobbiamo andare in qualche posto dove non è
possibile portare con noi Lakshmi, la lasciamo dai nostri amici
che la accolgono con grande piacere. A luglio siamo stati fuori
Roma per una settimana e Lakshmi è stata con i suoi amici
della fattoria. Orietta ci ha raccontato che una notte, era circa
l’una e mezza, ha sentito Lakshmi che belava con grande forza
ed insistenza, cosa che per lei è inusuale. Era tale il richiamo
di Lakshmi che Orietta si è alzata ed è andata a vedere
cosa stesse accadendo. Giunta nel recinto degli animali ha trovato
Lakshmi vicino all’asina che era sdraiata in terra poiché,
avendo mangiato una grande quantità di cibo secco lasciato
incautamente incustodito, si era sentita male ed era caduta. Lakshmi
aveva chiesto aiuto per l’asina in pericolo!
Non è fantastico quanto ci insegnano i nostri amici del regno
animale? In particolare quelli vegetariani?
Grazie,
un forte abbraccio da tutti noi.
Claudio Elisabetta Francesco e Simone Lolli
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