La favola degli allevamenti dove gli animali vivono felici

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IL SEQUESTRO DI MILLE MUCCHE, CAPRE E PECORE AD AREZZO SVELA L’INGANNO DELLA FAVOLA DEGLI ALLEVAMENTI DOVE GLI ANIMALI VIVONO FELICI

Si chiama “LatteAmore” il caseificio di un’ azienda agrituristica che i Carabinieri forestali e il Nas di Firenze hanno chiuso ieri a Castiglion Fibocchi, in provincia di Arezzo, sequestrando su ordine della Procura i mille animali che qui vengono allevati. Mucche, capre e pecore malate, sofferenti, zoppicanti oltre che malnutrite. Per molte di loro non era possibile neppure arrivare alle mangiatoie se non a costo di ferirsi. Il prolungato stato di abbandono e le infezioni in pochi mesi hanno portato alla morte quasi cento capre e pecore. Alcune sono state trovate con le mammelle gonfie, probabilmente a causa di precedenti aborti o morti dei feti. E’ quanto riferiscono le autorità giudiziarie.

L’Amore per gli animali non esiste in nessun allevamento per la produzione di carne, latte, formaggi o uova. Non esistono mucche, pecore o galline felici. Il consumatore vuole crederci, ma l’inganno è presto svelato, per chi ha interesse a conoscere, capire, fare scelte veramente consapevoli.

Gli animali sono comunque sfruttati e detenuti in condizioni atroci. Senza contare, negli allevamenti per il latte, la sofferenza della separazione dei cuccioli dalle loro madri. Il destino degli animali poi è sempre la morte violenta, che arriva al mattatoio o, peggio, come in questo caso, per fame, maltrattamenti, mancanza di cure.

Il fatto riportato oggi da tutta la stampa, locale e nazionale, è il simbolo di questo inganno: l’azienda nel proprio sito web si presenta come “allevamento responsabile” e definisce i propri prodotti etici, descrivendo ambienti bucolici che, a quanto pare, esistono solo nella realtà virtuale.

Diffidiamo delle cartoline di fattorie attente alla natura, all’ambiente e al benessere degli animali, sono realtà che le aziende amano raccontarci ma che non esistono e non esisteranno mai. Possiamo decidere di non farci più ingannare, smettendo di acquistare i prodotti che nascono dalla sofferenza e dalla morte degli animali.

Il titolare dell’azienda è stato denunciato per i reati di uccisione di animali, maltrattamento diffuso, detenzione incompatibile con la natura degli animali e causa di gravi sofferenze. Sui formaggi sequestrati saranno svolte le analisi per verificare la presenza di batteri già riscontrati negli animali malati e trasmissibili anche all’uomo.

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